Due proiettili nel torace, 43enne rischia la vita

Sabato 29 Ottobre 2016

Due colpi di pistola per ammazzare Roberto Giancane, 43 anni, di Monteroni. E' successo questo pomeriggio a Copertino, in un negozio di via Piave gestito dalla moglie.
L'uomo è stato condotto nell'ospedale "San Giuseppe" di Copertino dove si trova ora in sala operatoria.
Un foro di entrata e uno di uscita nel basso torace, non lasciano dubbi sul fatto che si sia trattato di un tentato omicidio.

Giancane impiegava una sedia a rotelle. Rimasto invalido a seguito dell'agguato subito a Monteroni  il 20 maggio del 2002 davanti al bancone di frutta e verdura di famiglia, nel piazzale del cimitero, in quell'occasione Giancane scampò alla morte per miracolo: in tre lo aggredirono e lo lasciarono a terra in una pozza di sangue dopo avergli sparato contro sei colpi di pistola. Per quel ferimento rimediò anche una condanna per favoreggiamento per non aver fatto i nomi dei suoi aggressori. «Perché non li conosceva e per paura di ritorsioni nei confronti della sua famiglia», spiegò in un'intervista la moglie.

In passato Roberto Giancane ha riportato condanne già scontate anche per rapina ed estorsione. Nel giugno del 2011, appena rientrato nel penitenziario di Lecce, tentò nuovamente il suicido ingerendo delle lamette. Lo aveva già fatto tre anni prima, quando era recluso a Napoli.
Nella notte del 10 agosto del 2011, Roberto Giancane subì un attentato: quattro colpi di pistola contro la porta di casa  di via Conti di Castro, a Monteroni, sarebbero stati esplosi da un'auto in corsa. Una vettura che dopo le pistolettate si dileguò a grande velocità. Giancane allora non era libero: dopo una condanna a 7 anni confermata in Appello per reati legati allo spaccio di stupefacenti, i carabinieri lo riaccompagnarono nel carcere di Lecce per l'esecuzione della pena.
 

Ultimo aggiornamento: 20:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA