Meno censura e più fondi, ecco la legge che potrebbe cambiare il cinema italiano

Meno censura e più fondi, ecco la legge che potrebbe cambiare il cinema italiano
di Michela Greco
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Venerdì 4 Novembre 2016, 10:08

Soddisfazione generale, nel mondo del cinema, per il disegno di legge approvato ieri alla Camera dei Deputati con 281 voti a favore, 97 contrari e 17 astenuti. Il testo, che sarà in vigore da gennaio 2017, vedrà un aumento dei finanziamenti per il cinema del 60%, con un fondo dedicato al settore che non potrà mai andare al di sotto dei 400 milioni di euro. «È una riforma attesa da decenni - ha affermato, orgoglioso, il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini - Mette a disposizione più risorse al settore in maniera automatica e pone fine alla discrezionalità».

Più nello specifico, grazie alla nuova legge sorgerà il Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo, mirato a sostenere interventi per il settore attraverso incentivi fiscali e contributi automatici che unificano le attuali risorse del Fus Cinema e del Tax Credit. Al posto delle attuali commissioni ministeriali per i finanziamenti ci sarà un sistema di incentivi automatici per le opere italiane, la cui quantificazione avverrà secondo parametri oggettivi che tengono conto dei risultati economici, artistici e di diffusione. Sarà inoltre potenziato il credito di imposta, di cui beneficeranno le imprese di produzione, distribuzione, post-produzione, e saranno abolite le commissioni ministeriali di “censura”, ovvero quelle che stabilivano i divieti ai minori per certi film. Al loro posto nascerà un nuovo sistema di classificazione che responsabilizza i produttori e i distributori cinematografici, in cui lo Stato potrà intervenire solo in caso di abusi.

Previsti poi 120 milioni in 5 anni per sostenere un piano straordinario per riattivare le sale chiuse e aprirne di nuove, mentre una quota del fondo di settore (che sarà tra il 15 e il 18%) verrà destinata ogni anno alle opere prime e seconde, ai giovani autori, alle start up, alle piccole sale, ai festival e alle rassegne di qualità, con contributi previsti per Biennale di Venezia, Istituto Luce Cinecittà e Centro Sperimentale Cinematografia. Una serie di interventi accolti molto bene dall’ambiente cinematografico, con i 100 autori che lo giudicano «Un provvedimento che il mondo del cinema e della produzione audiovisiva aspettava da 40 anni». Il premier Renzi, soddisfatto, ha cinguettato su Twitter: «Altra promessa mantenuta quella sul cinema».

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