Da killer freddo e deciso, a laureato con 110:
la nuova vita dell'ergastolano boss della Scu

Lunedì 25 Aprile 2016
Negli anni '90, quando era un ragazzo di poco più di 20 anni, è stato un killer dell'organizzazione mafiosa Sacra Corona Unita: freddo e deciso. Durante la guerra di mala che insanguinò il territorio leccese fu l'autore di diversi omicidi e per questo sta scontando l'ergastolo. Ma oggi Claudio Conte, di Copertino (Lecce), 47 anni, 27 dei quali trascorsi in carcere, è diventato un esperto giurista.

Nei giorni scorsi, infatti, si è laureato con 110, lode e menzione accademica, in Giurisprudenza: la sua tesi è stata discussa nel carcere 'Ugo Caridi' di Siano, a Catanzaro, dove si trova detenuto dopo essere stato trasferito dall'istituto penitenziario di Perugia. Per lui nessun permesso: anche per sostenere gli esami non gli è stato consentito di uscire. Sono stati i professori dell'Università Magna Grecia, dove si è iscritto negli anni scorsi, ad andare in carcere per ascoltarlo. E molti di loro si sono detti veramente molto stupiti delle capacità dello studente che ha voluto presentare una tesi di laurea intitolata 'Profili costituzionali in materia di ergastolo ostativo e benefici penitenziari'.

La notizia della sua laurea, riportata da alcuni giornali locali, ha destato scalpore in Puglia dove la Sacra Corona Unita, la cosiddetta «quarta mafia», nel tempo ha stretto accordi con i clan della camorra, di Cosa nostra e della 'ndrangheta, riuscendo a radicarsi e ad espandersi, in oltre 30 anni di attività, in tutto il Salento, affermando la sua supremazia nei più svariati traffici illeciti presenti nel territorio e mietendo un lungo elenco di vittime nella guerra tra clan contrapposti.

Per la discussione della tesi di laure del killer della Scu - avvenuta alla presenza di parenti arrivati a Catanzaro da Copertino - in carcere si è presentata l'intera commissione composta da 10 docenti universitari guidati dal costituzionalista Luigi Ventura, preside della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università Magna Grecia. La sua tesi parte dalla sua stessa condanna: mescola elementi autobiografici a riflessioni sull'istituto dell'ergastolo che toglie al detenuto la propria dignità, andando così contro i principi della Costituzione che, invece, parla di funzione rieducativa della pena.

Ad assistere alla discussione, durata poco più di un'ora, anche altri detenuti del carcere di Catanzaro che considerano Claudio Conte un esempio da seguire. Colui che da ragazzo è stato un killer oggi è diventato un dottore in legge con il massimo dei voti. Prima ancora di laurearsi è stato l'artefice in carcere della nascita di un Laboratorio di scrittura creativa; nel 2011 ha pubblicato sul web la commedia aperta La mia vita è un sogno. Insieme ad altri detenuti ha scritto anche un libro nel quale vengono commentati alcuni articoli della Costituzione.
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