Marina è incinta: minacciata e stuprata dal compagno. E l'uomo ora è libero

Lunedì 6 Febbraio 2017
Marina Adams e il suo aguzzino, Alexander Volynets (Metro.co.uk)
«Mi è costato tantissimo, ma l'ho perdonato. Tremo, però, all'idea che possa tornare qui. Se è andato così oltre la scorsa volta, cosa potrebbe fare ancora?».

Marina Adams è una 44enne inglese di origini russe, che vive e lavora come parrucchiera a Bognor Reggis, nel West Sussex. Oggi, a distanza di anni, racconta l'incubo vissuto per mano dell'uomo che sembrava essere quello della sua vita. Marina aveva conosciuto il 39enne ucraino Alexander Volynets sul web, attraverso un sito di incontri russo, e ne era nata una relazione che all'inizio sembrava perfetta. Dopo pochi mesi Marina rimase incinta, ma poi scoprì che Alexander, di professione manovale, le aveva mentito e le aveva nascosto parecchie cose.
L'uomo, infatti, in Ucraina aveva una moglie e due figlie gemelle e si trovava nel Regno Unito senza un regolare permesso di soggiorno. Per questo motivo Marina decise di lasciarlo, continuando però la gravidanza.





Questa fu la miccia che innescò la furia dell'uomo: prima sms e telefonate insistenti, con disperati appelli per tornare insieme e sposarsi, poi le prime minacce e le intrusioni in casa. Marina decise anche di inventare una nuova relazione per cercare di far desistere Alexander, ma non bastò. Il culmine dell'incubo, per Marina, arrivò il 29 gennaio 2010, quando Volynets si introdusse in casa e con una granata, poi rivelatasi una perfetta replica, la minacciò e la stuprò per due volte in poche ore, prima di darsi alla fuga. «Se non ti posso avere io, nessuno potrà» - le minacce dell'uomo, riportate da Metro.co.uk - «Hai il bambino, so che non vuoi essere uccisa, quindi farai tutto quello che dico io».

Marina decise di denunciare tutto alla polizia, che nel frattempo aveva arrestato l'uomo per furto in un appartamento. Volynets negò di essere responsabile della violenza sessuale, ma fu comunque condannato e costretto a scontare la propria pena prima in un carcere britannico e poi, dopo l'espulsione, in patria. Oggi, però, Volynets è già libero e questo riaccende il terrore in Marina: «Non sai mai chi puoi incontrare sul web, le donne devono esserne consapevoli. Può essere l'amore della tua vita come il tuo aguzzino. Voglio però che tutte le donne sappiano chi è quell'uomo e quello che mi ha fatto: ricordo ancora i suoi ordini e i suoi sguardi da pazzo». © RIPRODUZIONE RISERVATA