Brexit, Londra via dalla Ue: economia e turismo ecco cosa cambia

Sabato 25 Giugno 2016

Che cosa succede adesso?
Cosa succederà con la Brexit, cioè con l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea? È tra le domande che in questi minuti concitati sul portale di ricerca Google vanno per lamaggiore.Ma prima di cercare di sciogliere qualche dubbio e chiarire qualche dilemma è indispensabile una premessa: possono volerci fino a due anni per l’uscita effettiva. Per consentire che il Regno Unito dica addio all’Europa va, infatti, applicato l’articolo 50 del Trattato di Lisbona sul recesso degli Statimembri, che prevede il raggiungimento di un accordo di ritiro. I trattati cessano di essere applicabili a tale Stato a partire dalla data del contratto o, in mancanza, entro due anni dalla notifica, a meno che lo Stato e il Consiglio europeo siano d’accordo nel prorogare tale termine. L’accordo è concluso a nome dell’Unione dal Consiglio e stabilisce lemodalità per l’uscita, tra cui un quadro di riferimento per le future relazioni dello Stato interessato. 

I residenti comunitari perdono agevolazioni?
Gli italiani cominciano a fare i conti con la Brexit, ossia con l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. E in generale lo fanno tutti coloro che, vivendo all’interno dell’Ue, si sono sempre spostati liberamente dentro l’area, compresa la Gran Bretagna. Da adesso in poi, però, non sarà più la stessa cosa recarsi in Inghilterra, anche perché il paese perderà tutte quelle agevolazioni legate allo status di «comunitario». Basti pensare ai ragazzi della cosiddetta Generazione Erasmus, che da sempre vedono in Londra lameta ideale per fare conoscenze e imparare l’inglese. Secondo Mario Panizza, rettore dell’Università degli Studi Roma Tre, «da oggi la generazione Erasmus, che anche grazie alla mobilità intereuropea si è conquistata negli anni posti di rilievo in ambito culturale, scientifico e nella gestione della cosa pubblica, avrà una componente in meno: i giovani britannici. Allo stesso tempo non sarà più consentito agli studenti europei di avere scambi con i loro colleghi inglesi. Brexit determinerà un depauperamento culturale».

Quali novità per il turismo? 
Quando il Regno Unito lascerà effettivamente l’Unione Europea, che cosa accadrà a chi desidera trascorrere le proprie vacanze nel paese britannico? Innanzi tutto, mentre fino a oggi per fermarsi per un po’ in Gran Bretagna era sufficiente la sola carta di identità, domani per visitare il paese è possibile che sia necessario il passaporto eventualmente (ma non è scontato) accompagnato da un visto, a seconda del periodo di permanenza. Va però segnalato che il crollo della sterlina a cui si è assistito ieri sul mercato delle valute ha portato a un generale abbassamento dei prezzi per i turisti che si muovono dall’area dell’euro alla Gran Bretagna. Un discorso a parte meritano le tariffe degli aerei, che per esempio, nei casi delle low cost (le compagnie più economiche), sono bassi soprattutto grazie al mercato unico da cui il Regno Unito ha appena deciso di uscire. Per questo motivo, ci si attende che nel settore dei voli aerei molte condizioni andranno rinegoziate. E i prezzi potrebbero salire.

Scattano nuove norme per chi va lì a lavorare?
Sono circa mezzomilione, concentrati soprattutto a Londra, gli italiani che vivono stabilmente in Inghilterra. Cosa cambierà per loro con l’uscita del Regno Unito dall’Ue? All’interno dell’Unione Europea, è consentita libertà di circolazione e di lavoro.Ma con l’uscita dall’Ue cambia tutto, perché per lavorare nel paese britannico da adesso in poi potrebbero essere richiesti dei visti e dei permessi speciali, un po’ come già succede oggi per chi si trasferisce negli Stati Uniti. Va, tuttavia, rilevato che chi già da cinque anni paga le tasse in Gran Bretagna può richiedere un permesso di residenza e la cittadinanza britannica. Resta il fatto che in futuro, per chi desidera trasferirsi nel Regno Unito, sarà più difficile organizzare tutto. Non ci si potrà più trasferire in Inghilterra, trovare una sistemazione provvisoria e poi con calma mettersi a cercare un lavoro. Il lavoro bisognerà, infatti, ottenerlo già prima di partire. E fare i liberi professionisti a Londra diverrà più complesso.

Spread e tassi possono risalire? 
La tempesta annunciata sui mercati finanziari dopo la vittoria del «leave», cioè dell’uscita del Regno Unito dall’Ue, colpiscema non abbatte i titoli di Stato italiani, grazie anche alla rete di protezione stesa dalla Banca centrale europea (Bce) sulle obbligazioni sovrane dell’area dell’euro. Ieri il tanto temuto spread, che misura il differenziale di rendimenti tra decennali italiani e tedeschi,mentre in avvio di giornata la forbice si era aperta fino a 190 punti, sia per l’indebolimento dei titoli italiani sia per il rafforzamento dei prezzi di quelli tedeschi. Questi ultimi hanno, infatti, chiuso con un rendimento negativo dello 0,05%mentre i titoli italiani rendono l’1,56% (1,43% nel finale di giovedì). In una recente nota, gli esperti di Credit Suisse mettono in guardia che ilmercato italiano dei titoli di Stato potrebbe essere tra i più vulnerabili in caso di Brexit, per via delle criticità specifiche del paese. Ad attutire qualsiasi effetto negativo, però, è ilmassiccio programma di acquisto di titoli da parte della Bce.

Ultimo aggiornamento: 10:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA