La morte di Fortuna, un arresto. La mamma: «Ho sempre saputo chi era stato, ora devono marcire in galera»

Venerdì 29 Aprile 2016 di Daniela De Crescenzo

NAPOLI - «Avevo sempre sospettato che Titò fosse l'assassino della mia Chicca.  Adesso se ne é convinta anche la Giustizia.  MI auguro che Raimondo Caputo resti in carcere ma il vero ergastolo comunque lo espierò io che ho perso mia figlia» : Domenica Guardato parla guardando le foto della sua Chicca  nella casa del Parco Verde  affollata dai parenti, dai vicini di casa. Con loro il legale della famiglia, Angelo Pisani.  
La rabbia  é palpabile  nel Parco Verde di Caivano dove il 24 giugno del 2014 fu ammazzata Fortuna Loffredo, la figlia di Mimma.  Un gruppo di donne ha tentato di bruciare la porta dell'appartamento dove Marianna a Fabozzi, la compagna  di Caputo, é agli arresti domiciliari accusata di abusi nei confronti di una delle figlie.

«Da una parte sono contenta perché ho avuto giustizia, dall'altro dico che quei due devono marcire in carcere perché hanno ammazzato mia figlia». Domenica commenta così l'arresto dell'uomo accusato dell'omicidio. Se la prende anche con la compagna dell'uomo, sua vicina di casa, in carcere per violenza su un'altra bimba di tre anni, e a loro dice: «Voglio guardarvi in faccia per capire perché lo avete fatto».

«Sono sempre stata sicura che fossero stati loro, l'ho sempre detto. Forse si è perso troppo tempo, due anni. Io l'ho detto da quel giorno. Mia figlia amava la vita, non poteva essersi buttata giù. L'ho sempre saputo che era stata uccisa». La mamma di Fortuna ha sempre ripetuto, da quel 24 giugno 2014, che sua figlia era stata uccisa. E da sempre aveva detto che «tra quelle case c'era qualcuno che sapeva». «Lui non l'ho mai incontrato, ma a lei l'ho chiesto e ha sempre negato - dice Domenica - Lei è malata e c'è anche un'altra persona che sapeva tutto, la mamma di quella donna». «Qui c'è un altro bimbo morto come Fortuna, il piccolo Antonio - aggiunge Fortuna - cosa dicono quei due del piccolo Antonio, cosa?».

Ha sempre chiesto ai residenti del Parco Verde di Caivano di raccontare quello che sapevano sulla morte di sua figlia Fortuna, uccisa a soli sei anni, quello che avevano visto. Oggi è stato arrestato chi avrebbe ucciso sua figlia. «Ma anche oggi tutti sono rimasti in silenzio - dice Domenica Guardato - anche oggi tutti omertosi». Domenica, Mimma come la chiamano gli amici, fino a quindici giorni fa era in una città della Lombardia. Poi è tornata a Caivano. «Pensavo, speravo, che oggi, almeno oggi, qualcuno di questo maledetto parco venisse da me per dirmi qualcosa, un abbraccio, ed invece niente. Qui c'è sempre stato e sempre ci sarà il silenzio». «Io so solo che ora mi ritrovo ad essere l'unica condannata - dice ancora - perché mi ritrovo con un dolore immenso, che non passerà mai. Perché amavo Fortuna, come solo una mamma può fare e me l'hanno uccisa. E ad oggi non so ancora perché».

Ultimo aggiornamento: 14:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA