Mamme separate prostitute on line nel Napoletano per dare da mangiare ai figli

Martedì 26 Novembre 2019 di Cristina Liguori

Mamme e prostitute. Due delle quattro lucciole trovate in un appartamento di Varcaturo erano costrette a vendersi per poter sfamare i figli. Due sorelle, entrambe separate, che per sopravvivere e far vivere la prole sono state costrette a postare annunci on line per poter guadagnare denaro. In casa con loro altre due ragazze, di origini sudamericane. Tutte insieme gestivano i loro appuntamenti grazie ad internet.

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I vicini di casa però mal sopportavano il continuo via vai, così hanno segnalato la loro presenza e denunciato tutto ai carabinieri che sono intervenuti sul posto. Il blitz in via Madonna del Pantano, asse viario a ridosso di via Ripuaria, zona Varcaturo, fascia costiera di Giugliano. In campo i carabinieri della stazione di Varcaturo guidati dal maresciallo Procolo Petrungaro e diretti dal capitano Andrea Coratza della compagnia di Giugliano. Quando i militari hanno fatto irruzione le due mamme hanno chiesto di poter celermente essere identificate. Alle 18 i figli avrebbero dovuto cenare e data la distanza da casa hanno premuto affinché i controlli fossero celeri. I militari hanno quindi effettuato i controlli di rito e hanno scoperto una serie di irregolarità.

Se non è infatti reato prostituirsi in casa propria, lo è prendere in affitto una casa e cederla ad altre persone che praticano il meretricio. Per questo non solo nei guai è finita una delle due mamme intestatarie del contratto ma anche il proprietario dell'abitazione stessa. Si tratta di un 59enne di Giugliano e una 43enne di Caivano accusati di esercizio e favoreggiamento della prostituzione. Nell'appartamento sono stati trovati decine di preservativi e alcuni sex toys. Le 4 lucciole postavano foto di donne a loro somiglianti su alcuni siti di incontri. E' probabile che essendo mamme avessero preferito non svelare il loro volto. Da lì gestivano tutta una serie di appuntamenti.

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Ma non solo. Per incrementare la clientela spesso si scambiavano l'appartamento con altre ragazze provenienti dai comuni limitrofi. Un escamotage per evitare che i clienti cambiassero giro. Le prestazioni concordate on line o dal vivo andavano dai 50 euro in su. I carabinieri hanno scoperto inoltre che le ragazze non erano titolari di un contratto di fitto ma di un preliminare di vendita. Il proprietario dell'immobile di fatto intascava 500 euro al mese come finta caparra. Caparra che invece avrebbe dovuto costituire la base di un acquisto futuro. Acquisto che le 4 lucciole non avrebbero mai effettivamente realizzato. Così il proprietario di fatto ha intascato per mesi 500 euro per diversi mesi senza pagare un centesimo di tasse.
 

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