Covid, variante portoghese: la “paziente zero” di Napoli ​è un'infermiera militare

Covid, variante portoghese: la “paziente zero” di Napoli è un'infermiera militare
di Ettore Mautone
4 Minuti di Lettura
Mercoledì 8 Giugno 2022, 23:47 - Ultimo aggiornamento: 9 Giugno, 07:20

Individuato in Campania il primo caso di infezione da Sars-Cov-2 dovuto alla variante BA.5, una discendente di Omicron dotata di alcune mutazioni che la rendono più performante nella contagiosità e di cui una, in particolare, mutuata dalla variante Delta e per questo temuta e studiata dall'Istituto superiore di sanità. Si tratta di una donna, un'infermiera militare di stanza a Taranto, classe 1998, in licenza a Napoli dove era a casa dei familiari: il 22 maggio aveva accusato febbre e dolori addominali per cui si è recata al pronto soccorso dell'ospedale san Paolo, qui ha ricevuto un tampone antigenico rapido risultato positivo e confermato dal molecolare. Ha rifiutato il ricovero (che in assenza di un covid center attivo a Napoli sarebbe dovuto avvenire al Cotugno) ed è tornata a  casa in assistenza domiciliare. Tutti i suoi familiari sono risultati positivi ma senza particolari conseguenze. Lei stessa si è negativizzata il 30 maggio. Sia lei sia i familiari stanno tutti bene.

Quella individuata in Campania è la variante responsabile dell'impennata di casi e decessi che, da alcune settimane, si registrano in Portogallo e in Germania. Questo campano è uno dei primi casi in Italia dove questa variante è ancora in fase di studio e non ancora classificata tra quelle considerate di interesse e pericolose. Ma i timori che possa provocare da qui al prossimo autunno una sesta ondata sono considerati fondati. Nel nostro Paese sono state depositate al momento 67 sequenze BA.5 secondo il lignaggio calcolato automaticamente dal database GISAID ma poiché si tratta di un procedimento automatico l'assegnazione è soggetta a possibili errori sistematici con una percentuale di condivisione di mutazioni tipiche di altre varianti che nessuno conosce (promiscuità). Sta di fatto che a controllare il data base solo l'Umbria ne ha contate finora 25 e si pensa che in quella regione vi sia già un vero e proprio cluster. 

A Napoli il sequenziamento di questo primo caso è stato effettuato al Cotugno dopo alcuni giorni dal primo rilievo di positività nell'ambito del piano di sorveglianza sanitaria che la Regione Campania compie per conto dell'Istituto superiore di Sanità. Il campione è stato poi controllato e validato dallo stesso organo del ministero e stamani ne è stato confermato il lignaggio. Dal pomeriggio di oggi sono dunque scattati i controlli epidemiologici della Asl Napoli 1 per risalire alla catena dei contatti della paziente zero e per le necessarie verifiche cliniche ed epidemiologiche.  

LEGGI ANCHE Covid, la “variante portoghese” fa paura: molte vittime, a rischio i maschi over 80

La comparsa di questa variante lungo lo Stivale renderebbe conto dell'inversione di tendenza dei contagi che da tre giorni hanno registrato in Italia un deciso aumento dei contagi invertendo la tendenza a un calo costante da alcuni mesi e una stabilizzazione al ribasso. Oggi ad esempio sono stati fatti pochi tamponi e 22.361 casi, meno dei 28.082 del giorno prima ma molti di più dei 18.391 di mercoledì scorso, l'11,9% di positivi al tampone contro il 9,57% dello scorso mercoledì, 80 morti, 10 più di martedì e 18 attualmente positivi in più sebbene 20 terapie intensive e 146 ricoveri meno di ieri. Le 199 terapie intensive di oggi sono comunque il numero più basso dal 29 luglio 2021 però si è accesa come detto una spia rossa e Rt è in salita a 1,03. Le regioni con più casi sono Lombardia 3158, Lazio 2844, Emilia-Romagna 2117, Sicilia 2081, Veneto 1966, Campania 1830. Stabile la Campania con 1.830 casi contro i 1.947 di mercoledì scorso, il 12,9% di positivi al tampone contro il 13,1% dello scorso mercoledì, 2 decessi, 2 meno di martedì e 478 attualmente positivi in meno 
Rt a 0,89. Si tratta dunque di tornare a fare molta attenzione e di continuare a usare precauzioni in quanto all'aumentare dell'intervallo dalla terza dose aumenta la suscettibilità soprattutto nei confronti di nuove varianti più diffusive e virulente come appunto di sospetta sia la Ba 5 che starebbe provocando tante reiezioni. I pazienti fragili e anziani devono dunque effettuare la quarta dose ormai ridotta a poche punture al giorno inattesa che venga messo a punto un upgrade del vaccino con cui fronteggiare il prossimo autunno.

© RIPRODUZIONE RISERVATA