Caivano. La mamma di Fortuna: «L'ergastolo che avrà il mostro niente, lui vive ma mia figlia no. Andrò via dal Parco Verde»

Sabato 30 Aprile 2016

«Finalmente ho avuto giustizia, anche se lo sapevo dall'inizio che me l'avevano ammazzata». Così Domenica Guardato, la madre della piccola Fortuna 'Chicca' Loffredo, violentata e poi gettata dal balcone dal suo stupratore il 24 giugno del 2014 nel Parco Verde di Caivano in un'intervista a SkyTg24. Che me l'avessero uccisa «era una sensazione che ho avuto dentro di me», spiega, ma anche «sospetti», aggiunge: «Non si può scomparire così, in 10 minuti. Lei amava la vita, voleva vivere». Quanto a Raimondo Caputo, «non lo chiamerei uomo o padre di figli, ma mostro - dice Mimma Guardato - Uccidere una bambina, violentarla, cosa ha provato in quell'attimo? Io lo chiamerei mostro». «Io porterò questo dolore fino alla tomba», sottolinea spiegando il perché la morte di Fortuna è per lei come una condanna all'ergastolo. «L'ergastolo che avrà lui non è niente, lui vive ma mia figlia no», aggiunge, annunciando l'intenzione di lasciare Caivano e trasferirsi altrove con i suoi due figli: «Li porterà altrove, voglio che i miei figli abbiano sempre il sorriso».

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