Lo “chef di Putin” (che gestisce i mercenari Wagner) contro l'Occidente: «Patetici pervertiti in via d'estinzione. La vittoria sarà nostra»

Yevgeny Prigozhin accusato di aver finanziato il gruppo mercenario Wagner risponde alle accuse di massacri in Mali

Giovedì 5 Maggio 2022
Yevgeny Prigozhin, lo chef di Putin è una furia: «Voi occidentali siete dei patetici pervertiti in via di estinzione: La vittoria sarà nostra»

«Siete un patetico branco di pervertiti in via di estinzione, e ci sono molti di noi, miliardi di noi. E la vittoria sarà nostra!» Yevgeny Prigozhin è una furia contro il The Guardian che lo ha contattato per una risposta alla scoperta di prove che sembrano collegare il gruppo Wagner al massacro di circa 300 civili in Mali. L'oscuro gruppo di mercenari è stato collegato a una serie di conflitti e brutali omicidi in tutto il mondo ed è opinione diffusa che operi come l'esercito privato di Putin, svolgendo il suo sporco lavoro a distanza di armi senza legami ufficiali con Mosca. È noto che i combattenti Wagner si sono schierati in Mali, assistendo la giunta che ha rovesciato il governo del paese in un colpo di stato militare del 2020 - e si ritiene che il 60enne Prigozhin sia il principale finanziatore del gruppo. Ma lui smentisce.  In risposta Yevgeny ha detto di aver «ripetutamente affermato che il gruppo Wagner non esiste» e che non aveva «nulla a che fare con esso».

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Yevgeny Prigozhin senza freni

Un nome quello di Yevgeny Prigozhin, soprannominato "lo chef" che spicca tra gli oligarchi amici del Presidente russo Vladimir Putin. Una storia che nasce con un chiosco di panini a San Pietroburgo, la città di Putin e che arriva ai pozzi di petrolio siriani. Nel mezzo, messe via pentole e coperchi, arrivano troll ed eserciti. O almeno questo è il percorso fatto dal protagonista della spy story russa scoperta dal Washington Post. Nella ricostruzione che si trova sul sito Meduza era finito in carcere con l’accusa di frode e sfruttamento della prostituzione. Una volta uscito Prigozhin mette su un piccolo impero di chioschi fino a guadagnare talmente tanto per aprire un vero ristorante, il New Island. Molto lusso e poca eleganza, l’idea però piacque a Vladimir Putin che cominciò a organizzare nel locale cene e pranzi con i leader stranieri. Da lì nasce l’amicizia tra i due. Un potente oligarca che viene inserito dall’Fbi nella lista dei 13 russi che avrebbero finanziato la Internet Reserch agency di San Pietroburgo. 

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La replica al The Guardian

Il The Guardian ha cercato una risposta proprio da lui, da lo chef di Putin che ha replicato a gran voce. «Siete una civiltà occidentale in via di estinzione che considera russi, maliani, centrafricani, cubani, nicaraguensi e molti altri popoli e paesi come feccia del terzo mondo», ha aggiunto l'uomo d'affari. «Ricorda, questo non è vero…. Siete un patetico branco di pervertiti in via di estinzione, e ci sono molti di noi, miliardi di noi. E la vittoria sarà nostra!»

 

Mali: la strage dell’esercito e dei mercenari russi

Quando nelle ultime settimane sono state denunciate violazioni dei diritti umani in Mali - tombe false progettate per screditare le forze francesi e un massacro di circa 300 persone, la maggior parte delle quali erano civili - si pensava che i responsabili fossero il gruppo Wagner e i loro alleati militari maliani. Anche prima che i loschi mercenari si unissero all'assalto all'Ucraina, la Russia li aveva schierati in operazioni militari nascoste in almeno una mezza dozzina di paesi africani nel tentativo di promuovere le ambizioni globali del Cremlino.

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Funzionari occidentali affermano infatti che il Cremlino stia usando Wagner per promuovere gli interessi economici e politici russi in tutta l'Africa e altrove. Il gruppo, legato anche alle violazioni dei diritti umani in Siria e Ucraina, è noto per aver schierato combattenti e consiglieri in più di una dozzina di paesi dopo essere stato identificato per la prima volta nel 2014, quando sosteneva i separatisti filo-russi nel conflitto nell'Ucraina orientale.

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La smentita de "lo chef di Putin

Le accuse secondo cui il gruppo Wagner e l'esercito maliano sarebbero stati coinvolti in massacri e altre violazioni dei diritti umani erano false, ha affermato Pirozghin insistendo sul fatto che «il gruppo Wagner non esiste» e affibiando gli eventi che hanno luogo in Mali su «organizzazioni terroristiche fondate dall'Occidente collettivo, vale a dire Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia». Lo chef è una furia. «Qualsiasi terrorista ucciso dall'esercito maliano, l'Occidente collettivo ha cercato di spacciarsi per un civile... Quanto alle [presunte] atrocità, né io, né gli uomini che conosco, né l'esercito maliano le abbiamo commesse». Poi l'accusa dell'uomo d'affari si sposta all'esercito francese affermando che questo avrebbe ucciso «senza pietà» civili e di aver seppellito le loro spoglie «non lontano dalle basi militari». La Francia schierò truppe in Mali nel 2012, quando islamisti e altri ribelli hanno formato una potente alleanza. A febbraio Emmanuel Macron ha annunciato la partenza delle truppe dopo l'interruzione dei rapporti con la giunta al governo del Paese. E poi il mese scorso, ha detto l'esercito francese mercenari Wagner hanno seppellito corpi vicino a una base militare maliana per accusare falsamente le forze francesi in partenza di essersi lasciati alle spalle fosse comuni. L'esercito francese ha affermato di aver utilizzato un drone per filmare quelli che sembravano essere soldati bianchi che coprivano i corpi di sabbia vicino alla base di Gossi nel nord del Mali.

 

Le accuse

Prigozhin, o per meglio identificarlo lo "chef di Putin", dopo aver vinto contratti di catering per banchetti statali, è stato incriminato dagli Stati Uniti nel 2018 per presunto finanziamento di un'operazione online per influenzare le elezioni statunitensi del 2016. È stato anche accusato di condurre sforzi sistematici per influenzare l'opinione pubblica attraverso falsi account sui social media in Africa, dove Facebook ha ripetutamente rimosso account ritenuti essere stati creati da agenti Wagner. Prigozhin ha detto che il Guardian ha diffuso «falsi, vere menzogne ​​e ... falsificazioni» e ha cercato di «sputare in faccia a me, ai patrioti russi e al popolo maliano».

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 6 Maggio, 13:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA