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Ucraina, diretta. Biden: «Il rischio di invasione Elevato». Osce: 500 esplosioni nell'Est del Paese

Di Maio, lavoriamo per un incontro Draghi-Putin

Ucraina, diretta. Biden: «Il rischio di invasione è molto elevato». Mosca: via il vice ambasciatore degli Stati Uniti
Ucraina, diretta. Biden: «Il rischio di invasione è molto elevato». Mosca: via il vice ambasciatore degli Stati Uniti
18 Minuti di Lettura
Giovedì 17 Febbraio 2022, 06:31 - Ultimo aggiornamento: 18 Febbraio, 09:12

Diventa sempre più stretta la via diplomatica offerta dall'Occidente per risolvere la crisi ucraina, dopo che la Russia ha consegnato le sue perentorie e minacciose risposte scritte alle proposte americane sulla sicurezza europea, cacciando nello stesso giorno il vice ambasciatore americano a Mosca Bart Gorman. Tanto che Joe Biden, pur tenendo aperta la porta del dialogo, ritiene che il rischio di un'invasione russa sia «molto elevato» e che l'attacco «potrebbe accadere nei prossimi giorni», col pretesto di «un'operazione sotto falsa bandiera». Come temono anche la Nato e alcune cancellerie europee, dopo gli scambi di accuse tra russi e ucraini per la pioggia di colpi di mortaio nel Donbass, dove è stato colpito un asilo. Il commander in chief ha anche escluso di voler chiamare nuovamente Vladimir Putin, mentre i due Paesi dipingono quadri contrapposti, con i russi che parlano di parziale ritiro e gli americani che svelano invece l'aumento delle truppe (7.000 uomini negli ultimi giorni) e la costruzione di un ponte chiave in Bielorussia, a 6-7 km dalla frontiera ucraina.

 

Ucraina, è alta tensione

La risposta russa lascia pochi margini di trattativa. Nella lettera di 11 pagine consegnata agli Usa, Mosca si dice «pronta al dialogo» con l'Occidente e offre a Washington una cooperazione per realizzare «una nuova equazione di sicurezza». Ma sottolinea che «le linee rosse e gli interessi strategici» sul fronte della sicurezza che aveva posto «sono stati ignorati» e che «la crescente attività militare degli Usa e della Nato direttamente ai confini russi è allarmante». Il documento elenca i temi chiave a cui, secondo il Cremlino, gli Stati Uniti e la Nato non hanno dato una risposta «costruttiva»: la richiesta di non espandere ulteriormente l'alleanza, il ritiro della 'formula di Bucarest' secondo cui « Ucraina e Georgia diventeranno membri della Nato» e la richiesta di non creare basi militari sul territorio di Stati precedentemente parte dell'Urss e non membri dell'Alleanza, compreso l'uso delle loro infrastrutture per lo svolgimento di qualsiasi attività militare, nonché il ritorno delle capacità militari e delle infrastrutture della Nato allo status del 1997, quando fu firmato l'atto costitutivo delle relazioni Russia-Nato.

Le accuse 

«È stata ignorata - accusa Mosca - la natura del pacchetto delle proposte russe, da cui sono stati estrapolati deliberatamente argomenti 'convenientì che, a loro volta, sono stati 'distortì per creare vantaggi agli Stati Uniti e ai loro alleati». Alla fine l'aut aut, con la minaccia di una reazione affidata alle armi: «Questo approccio, così come la retorica dei funzionari statunitensi, rafforza i legittimi dubbi sul fatto che Washington sia veramente impegnata a risolvere la situazione della sicurezza europea», conclude Mosca, ammonendo che «in assenza della disponibilità da parte americana a concordare garanzie giuridicamente vincolanti della nostra sicurezza, la Russia sarà costretta a rispondere, anche attuando misure di natura tecnico-militare». Ma sul principio Nato delle «porte aperte» l'Occidente non transige, come ribadito sia da Biden che dal segretario generale dell'Alleanza Jens Stoltenberg. Che le cose sembrino volgere al peggio lo suggerisce anche il duro scontro tra Usa e Russia al Consiglio di sicurezza dell'Onu, dove il segretario di Stato Antony Blinken ha denunciato che Mosca «potrebbe inventare attacchi terroristici, inscenare attacchi con droni contro i civili, compiere attacchi (veri o fasulli) con armi chimiche, rivelare false fosse comuni», nonché «convocare teatralmente riunioni di emergenza» per «rispondere» a operazioni sotto falsa bandiera e poi cominciare l'attacco contro obiettivi «già stati identificati e mappati».

A sostegno delle accuse, gli americani avevano fatto circolare anche un documento all'Onu in cui la Russia evoca «crimini di guerra» e un «genocidio» contro la popolazione russofona del Donbass. Un'offensiva mediatica nella quale Blinken ha esortato Mosca ad abbandonare «il sentiero della guerra» e a sedersi al tavolo negoziale, offrendo un ennesimo incontro al capo della diplomazia russa Serghiei Lavrov: la prossima settimana in Europa, dopo la conferenza di Monaco sulla sicurezza, dove la vice presidente Kamala Harris farà il suo esordio sul dossier ucraino. La Russia, dal canto suo, ha respinto ogni accusa, ribadendo che è invece Kiev a non aver rispettato dopo 7 anni nessuna delle disposizioni degli accordi di Minsk. Ad aumentare la tensione la cacciata del numero due dell'ambasciata Usa a Mosca. Per la Russia una misura di reciprocità per l'espulsione di un suo diplomatico da Washington, come chiarito in serata dalla portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova; per Washington una mossa «ingiustificata» ed «escalatoria», alla quale promette risposta.

 

Bielorussia, ponte in costruzione al confine con l'Ucraina

Nel frattempo in Bielorussia sarebbe in costruzione un ponte al confine con l'Ucraina che potrebbe agevolare l'invasione russa, riporta la Cnn, emittente statunitense che avvisa che ieri sono iniziate maxi-esercitazioni russe nel Mediterraneo. Immagini satellitari degli ultimi due giorni mostrano nuove strade e un ponte tattico in costruzione lungo il Pripyat River, un fiume chiave in Bielorussia a meno di 6-7 km dalla frontiera ucraina, in quello che alcune fonti della Cnn definiscono un potenziamento delle forze russe e un supporto per un'eventuale invasione puntando verso Kiev. Le attività di costruzione sono monitorate attentamente dall'intelligence e dai dirigenti militari occidentali. Non è chiaro se a operare siano i russi o i loro alleati bielorussi, con cui stanno facendo esercitazioni comuni.

Biden e Scholz chiedono che la Russia compia «passi concreti di de-escalation», con le sanzioni contro Mosca che potrebbero avere «ripercussioni mondiali», avverte la Fed.

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Ucraina, la diretta

20.51 - «L'Unione Europea condanna fermamente la notizia del bombardamento di un asilo a Stanytsia Luhanska: l'attacco indiscriminato di infrastrutture civili è totalmente inaccettabile e rappresenta una chiara violazione del cessate il fuoco e degli accordi di Minsk». Lo sostiene l'Alto rappresentante della politica estera Ue Josep Borrell in una nota. «L'Unione europea chiede la fine immediata dell'escalation di violenza in corso e loda l'Ucraina per la sua continua moderazione», continua. «Come Unione Europea, siamo uniti nel nostro incrollabile sostegno alla sovranità e all'integrità territoriale dell'Ucraina entro i suoi confini internazionalmente riconosciuti. L'Ue sostiene pienamente il lavoro della missione speciale di monitoraggio dell'Osce e chiede il suo accesso illimitato a tutto il territorio dell'Ucraina, in linea con il suo mandato», si legge ancora. (ANSA).

19.24 - Sono stati i separatisti filo russi a sparare colpi d'artigliera contro i territori ucraini. Lo ha detto il ministro degli Esteri di Kiev Dmytro Kuleba nel corso di una conferenza stampa con la sua omologa britannica Liz Truss. «Il nemico ha sparato contro i territori ucraini con artiglieria pesante vietata dall'accordo di Minsk», ha detto Kuleba, affermando che è stato usato un carro armato. «Questi colpi sono arrivati da territori occupati dell'Ucraina e che sono controllati dalla Russia», ha detto Kuleba.

16.56 - «L'obiettivo della Russia è farla finita con l'indipendenza dell' Ucraina, con mezzi militari, con la destabilizzazione, con qualsiasi mezzo. È quello per cui dobbiamo essere preparati. Il Cremlino non è preoccupato per la Nato, ma per l'indipendenza dell'Ucraina». Lo dice il premier lettone Krisjanis Karins, a margine del Consiglio Europeo straordinario a Bruxelles.

16.20 - «L'Ucraina non ha bisogno di militari stranieri sul suo territorio per difendersi da una possibile invasione russa, perché la loro presenza provocherebbe «una destabilizzazione in tutto il mondo». Lo ha detto il presidente Volodymyr Zelensky in un'intervista al sito di notizie Rbk Ucraina. «Noi dichiariamo subito - ha detto il presidente - che non ci servono militari con bandiere straniere sul nostro territorio. Non lo chiediamo, perché altrimenti in tutto il mondo ci sarà una destabilizzazione. Non vorremmo creare un altro motivo per la Russia di dire che noi qui abbiamo delle basi (straniere) e che loro hanno bisogno di difendersi».

15.42 - «Abbiamo ragione di credere» che la Russia stia preparando un'operazione sotto «falsa bandiera» in Ucraina: lo ha detto il presidente Usa Joe Biden parlando con i giornalisti.

Ore 15.38 - Joe Biden non prevede di chiamare nuovamente Vladimir Putin. Lo ha detto lui stesso parlando con i reporter nel pieno della crisi ucraina.

Ore 15.33 - Il rischio di un'invasione russa dell'Ucraina è «molto elevato» ed è possibile «nei prossimi giorni»: lo afferma il presidente Usa Joe Biden.

Ore 15.17 -  La Russia si dice «pronta al dialogo» con l'Occidente nelle 11 pagine inviate agli Stati Uniti ma sottolinea che «le linee rosse e gli interessi strategici» sul fronte della sicurezza che aveva posto «sono stati ignorati»: «Questo è inaccettabile», è la posizione del ministero degli Esteri di Mosca, che rileva come «da Usa e Nato non siano arrivate risposte costruttive» alle sue esigenze. Lo riferisce la Tass. 15.18 - 

Ore 14.54 - «Invasione russa imminente» - «Il nostro obiettivo è trasmettere la gravità della situazione. Le prove sul terreno sono che la Russia si muove verso un' imminente invasione». Lo ha detto l'ambasciatrice Usa all'Onu, Linda Thomas-Greenfield, spiegando perché è stato deciso, all'ultimo minuto, che oggi fosse il segretario di Stato, Antony Blinken, ad intervenire al Consiglio di Sicurezza. L'ambasciatrice ha detto di essere stata lei a chiedere a Blinken di parlare perché «questo è un momento cruciale». Gli Stati Uniti stanno facendo «tutto il possibile per impedire la guerra», ha continuato la diplomatica americana, sottolineando che il segretario di Stato oggi parlerà dell'impegno Usa per la diplomazia e la de-escalation. La riunione di oggi del Consiglio è stata richiesta dall'Ucraina a seguito della richiesta della Duma al presidente Vladimir Putin di riconoscere le repubbliche di Donetsk e Luhansk come indipendenti, come ha detto ieri il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba.

Ore 14.51 - Vice-ambasciatore Usa espulso dalla Russia. ll vice ambasciatore degli Stati Uniti a Mosca Bart Gorman è stato espulso dalla Russia. Lo rende noto la Tass.

Ore 14.49 -  Il premier britannico Boris Johnson si è unito oggi al coro di accuse rivolte anche da Usa e Nato alla Russia di predisporre provocazioni per giustificare una futura eventuale invasione militare in Ucraina. Johnson ha imputato in particolare a Mosca, come già la sua ministra degli Esteri, Liz Truss, che si trova in visita a Kiev, di aver attribuito alle forze ucraine il bombardamento di un asilo nell'est del Paese controllato dai separatisti del Donbass, mentre si sarebbe trattato di «un'operazione sotto falsa bandiera per screditare» Kiev. «Temo che ne vedremo molte altre nei prossimi giorni», ha aggiunto.

Ore 14.47 - Washington ha ricevuto dalla Russia la risposta scritta alle sue proposte sulla sicurezza europea. Lo riferisce una fonte dell'amministrazione Usa.

Ore 14.35 - «Abbiamo ricevuto notizia di un ritiro delle truppe» da parte di Mosca, «ma non abbiamo prove di questo. Abbiamo prove di un aumento dei combattimenti e di pesanti bombardamenti in alcune zone al fronte». Lo dice l'Alto rappresentante Ue, Josep Borrell, al termine del vertice informale sulla crisi ucraina. C'è «molta disinformazione da parte russa per creare un'atmosfera di presunti attacchi da parte degli ucraini» nelle zone di confine, e «se si aggiunge il fatto che la Duma ha votato per chiedere» a Putin «di riconoscere le cosiddette repubbliche indipendentiste del Donbass, l'intero pacchetto aumenta le nostre preoccupazioni».

Ore 14.30 -  Il segretario alla Difesa Usa Lloyd Austin ha accusato la Russia di fare «scorte di sangue» per prepararsi ai combattimenti. Lo riporta il Guardian. «Io stesso ero un soldato non molto tempo fa. So in prima persona che non fai questo genere di cose senza motivo», ha detto Austin, generale dell'esercito in pensione. «E di certo non li fai se ti stai preparando a fare le valigie e tornare a casa. Li vediamo volare su più aerei da combattimento e di supporto», ha detto Austin al quartier generale della Nato a Bruxelles. «Li vediamo persino fare scorta di sangue».

Ore 13.53 -  «Il bombardamento di un asilo a Stanytsia Luhanska da parte delle forze filorusse è una grande provocazione. E' importante che i diplomatici e l'Osce rimangano in Ucraina, le loro attività di monitoraggio sono un ulteriore deterrente. Abbiamo bisogno di un meccanismo efficace per registrare tutte le violazioni del cessate il fuoco»: lo ha scritto oggi in un tweet il presidente ucraino Volodymir Zelensky.

Ore 13.53 - La Russia «ha dispiegato forze e capacità sufficienti per lanciare un'invasione a pieno titolo dell'Ucraina con pochissimo o alcun preavviso, ecco perché la situazione è così pericolosa». Lo dice il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, al termine della ministeriale difesa dell'Alleanza, evidenziando che la Nato non conosce le «esatte intenzioni» di Mosca. L'ammasso delle truppe russe non fa parte delle «normali attività», è qualcosa di «minaccioso» che lascia intuire che possono «lanciare un attacco senza alcun preavviso».

Ore 13.51 - «Gli Usa difenderanno, se devono ogni centimetro di territorio della Nato» da un'aggressione russa. Lo ha detto il segretario alla Difesa Usa Lloyd Austin in una conferenza stampa al termine della ministeriale difesa della Nato a Bruxelles. «Non abbiamo visto nessuna prova di de-escalation», ha ribadito Austin sottolineando che gli Stati Uniti «restano vigili».

Ore 13.50 - Draghi presto a Mosca. «L'obiettivo è ora far sedere al tavolo il presidente russo Vladimir Putin e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. L'Italia sta facendo il possibile per sostenere questa direzione». Lo ha detto il premier Mario Draghi al termine del Consiglio Ue informale sulla crisi ucraina. Il presidente del Consiglio italiano ha confermato che è in preparazione una sua missione a Mosca.

Ore 13.49 - «Dobbiamo perseguire la strategia della deterrenza ferma, non dobbiamo mostrarci deboli». Lo ha detto il premier Mario Draghi al termine del Consiglio Ue informale sulla crisi ucraina.

Ore 13.44 - Draghi: per ora nessun segnale de-escalation russa. «Per il momento episodi di de escalation sul terreno non si sono visti». Lo ha detto il premier Mario Draghi al termine del consiglio Ue informale sulla crisi ucraina.

Ore 13.40 - Gb: Russi usa pretesti per invasione. La ministra degli Esteri britannica Liz Truss in visita a Kiev ha accusato Mosca di preparare pretesti per giustificare un'ipotetica invasione dell'Ucraina. Sul suo profilo Twitter si legge anche: «la Gran Bretagna continuerà a denunciare la campagna di disinformazione della Russia».

Ore 13.19 - Nato: temiamo da Mosca pretesto per attaccare. «Siamo preoccupati che la Russia crei un pretesto per attaccare l'Ucraina». Lo ha detto il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg.

Ore 13.05 - Zelensky: «Ho informato Michel dei bombardamenti provocatori». «Ho avuto una conversazione telefonica con il presidente del Consiglio europeo Charles Michel a Mariupol. L'ho informato sulla situazione della sicurezza e sui bombardamenti provocatori di oggi, in particolare a Stanytsia Luhanska». Lo scrive in un tweet il presidente dell'Ucraina, Volodymyr Zelensky, il quale ha aggiunto di aver «ringraziato Michel per l'iniziativa della conferenza dei donatori a sostegno dell'Ucraina».

Ore 12.46 - Kiev: «I ribelli bombardano un villaggio, l'Occidente condanni». «Il villaggio ucraino di Stanytsia Luhanska è stato bombardato con armi pesanti dal territorio occupato del Donbass. Le infrastrutture civili sono state danneggiate. Chiediamo a tutti i partner di condannare rapidamente questa grave violazione degli accordi di Minsk da parte della Russia in una situazione di sicurezza già tesa». Lo scrive su Twitter il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba.

Ore 12.45 - Cremlino: «Il ritiro delle truppe dalla Bielorussia durerà settimane». La Russia «non considera» l'ipotesi di mantenere forze militari in Bielorussia dopo la fine delle esercitazioni militari congiunte prevista il 20, ma il ritiro durerà «settimane»ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. «Una volta terminata una fase particolare delle manivre, le forze saranno ritirate e torneranno alle loro basi permanenti. È un processo che durerà diverse settimane, non è possibile completarlo in 24 ore», ha aggiunto.

Ore 12.00 - Von Der Leyen: «Speriamo ancora nella pace». Nella crisi ai confini tra Russia e Ucraina «la diplomazia non ha ancora detto l'ultima parola. Abbiamo ancora la speranza che la pace prevalga». Lo ribadisce la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, ricevendo a Bruxelles il premier ceco Petr Fiala, prima del Consiglio Europeo straordinario sull' Ucraina e del summit Ue-Ua. «Lodo gli sforzi di molti leader europei per una soluzione diplomatica - prosegue - sentiamo che la Russia sostiene di aver ritirato delle truppe, ma non abbiamo visto alcun segno di de-escalation sul terreno finora, al contrario vediamo che l'accumulo di forze continua». «Ora - continua - abbiamo bisogno di questo», di un ritiro concreto e tangibile, «per fidarci delle parole» del Cremlino. «Non abbasseremo la guardia. Siamo pronti: speriamo per il meglio, ma ci prepariamo al peggio», ripete infine.

Ore 11.17 - Kiev: «I separatisti del Donbass hanno colpito un asilo». L'esercito ucraino ha reso noto che le forze separatiste appoggiate dalla Russia nell'Ucraina orientale hanno sparato colpi di mortaio contro un villaggio nella regione di Lugansk, colpendo un asilo. Secondo i militari, non ci sono stati feriti. Lo riporta il Guardian, che pubblica alcune immagini diffuse da ufficiali militari ucraini che mostrano l'asilo danneggiato preso di mira nel villaggio di Stanytsia Luhanska.

Ore 11.10 - Di Maio: lavoriamo per un incontro tra Draghi e Putin a Mosca. «Con il ministro Lavrov stiamo coordinando la data per un incontro tra Draghi e Putin», accettando l'invito del presidente russo al presidente del Consiglio per una visita a Mosca. Lo ha detto il titolare della Farnesina Luigi Di Maio nella conferenza stampa a Mosca con Serghei Lavrov.

Ore 11.00 - Cremlino: situazione può incendiarsi in ogni momento. Le «provocazioni» delle forze ucraine nel Donbass «si sono intensificate nelle ultime 24 ore» e la Russia ritiene che la situazione ai suoi confini potrebbe «incendiarsi in ogni momento». Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato dalla Tass.

Ore 10.46 - Mosca: «Oggi la nostra lettera agli Usa, tutti sapranno cosa sta accadendo». «Oggi invieremo la nostra lettera alla parte americana, sarà una lettera pubblica, accessibile all'opinione pubblica. Crediamo sia assolutamente indispensabile che le persone dei nostri Paesi possano avere un'idea precisa di quello che sta accadendo». Lo ha annunciato il ministro degli Esteri della Federazione Russa, Sergey Lavrov, nella conferenza stampa congiunta con il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, nel corso della missione italiana a Mosca. «L'opinione pubblica potrà vedere o piegarsi alle menzogne che ora hanno riempito lo spazio mediatico in relazione a quello che avviene in Ucraina, sul confine con la Russia».

Ore 10.27 - Osce: «Bombardamenti multipli nell'Ucraina orientale». L'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) ha registrato nelle prime ore di oggi «episodi di bombardamenti multipli lungo la linea di contatto nell'Ucraina orientale»: lo riporta il Guardian, che cita l'agenzia di stampa Reuters. I separatisti appoggiati da Mosca attivi nella regione hanno accusato oggi l'Ucraina di avere aperto il fuoco quattro volte nelle ultime 24 ore. Un'accusa smentita da Kiev.

Ore 9.40 - Al via l'incontro Di Maio-Lavrov a Mosca. È iniziato a Mosca l'incontro tra il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e il suo omologo russo Lavrov. Il bilaterale è tutto incentrato sulla crisi ucraina. «Ciò che voglio dirti anche rispetto alle tensioni al confine orientale dell'Ucraina, tra Ucraina e Russia è che l'Italia è sempre stata impegnata in prima fila per una soluzione diplomatica - ha detto Di Maio a Lavrov - e si può contare sull'Italia per raggiungere una soluzione diplomatica».

Ore 9.15 - Nato: «Sostegno a Ucraina e Georgia continua». «Il nostro sostegno a Ucraina e Georgia continua». Lo ha detto il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg in apertura del secondo giorno di ministeriale Difesa a Bruxelles.

Ore 8.08 - L'Ucraina respinge le accuse di attacchi a Est con colpi di mortaio. L'Ucraina ha respinto oggi le accuse dei separatisti appoggiati dalla Russia secondo cui l'esercito di Kiev avrebbe lanciato attacchi con colpi di mortaio nell'est del Paese. «Nonostante il fatto che le nostre posizioni siano state colpite con armi proibite, inclusa l'artiglieria da 122 mm, le truppe ucraine non hanno aperto il fuoco in risposta», ha affermato all'agenzia di stampa Reuters durante una conversazione telefonica - secondo quanto riportato online - un addetto stampa dell'Operazione Join Forces ucraina. I separatisti appoggiati dalla Russia nell'Ucraina orientale avevano accusato oggi le forze governative di aver aperto il fuoco sul loro territorio quattro volte nelle ultime 24 ore, affermando che stavano cercando di stabilire se qualcuno fosse stato ferito o ucciso.

Ore 6.20 - Cnn: nuovo ponte in Bielorussia per l'invasione russa. Immagini satellitari degli ultimi due giorni mostrano nuove strade e un ponte tattico in costruzione lungo il Pripyat River, un fiume chiave in Bielorussia a meno di 6-7 km dalla frontiera ucraina, in quello che alcune fonti della Cnn definiscono un potenziamento delle forze russe e un supporto per un'eventuale invasione puntando verso Kiev. Le attività di costruzione sono monitorate attentamente dall'intelligence e dai dirigenti militari occidentali. Non è chiaro se a operare siano i russi o i loro alleati bielorussi, con cui stanno facendo esercitazioni comuni.

 

 
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