Uccide la ex e ne mangia cuore e cervello: a processo 46enne che aveva già ucciso una ragazza

Sabato 24 Agosto 2019 di Giampiero Valenza

Prima uccide la fidanzata e poi ne mangia cuore e parte del cervello. E' per questo che si trova in carcere Joseph Oberhansley, di 38 anni, e per il quale il procuratore Jeremy Mull, senza mezzi termini, ha detto come si sia trattato di un'azione criminale "come non vorresti uccidere neanche un animale da bestiame".

Pugnala a morte l’ex fidanzata, poi le mangia il cuore

I fatti sono avvenuti nel 2014 a Jeffersonville, in Indiana (Stati Uniti). Lui, l'accusato, si trova in prigione e non gli è stata concessa la libertà vigilata. Aveva già ucciso, 19 anni fa, un'altra sua sua ex.

Quando la polizia ha trovato il corpo smembrato di Tammy Jo Blanton, di 46 anni, nella vasca da bagno, coperta da una tenda da campeggio, gli agenti avevano contato almeno 25 ferite da arma da fuoco e da oggetto contundente su gola, collo, naso, bocca, labbra, dita e petto.

Mercoledì scorso si è tenuta una delle fasi del processo e proprio il procuratore della contea di Clark, Mull, si è rivolto ai giurati parlando del massacro. Oberhansley è accusato di omicidio, stupro e furto con scasso dopo che è stata accertata l'accusa di aver perseguitato, violentato, ucciso la ragazza e poi mangiato parti del suo corpo. 
 
Sia l'accusa sia la difesa hanno deciso di escludere la pena di morte: in cambio gli avvocati del 38enne hanno dovuto evitare di usare nella sua difesa una presunta malattia mentale.  

Il processo è andato per le lunghe visto che dal febbraio 2017 proprio le sue capacità mentali sono state messe in discussione. In quell'anno psichiatri e psicologi avevano preso atto che l'uomo non era in grado di sostenere un processo. Così è stato portato per un anno in una struttura psichiatrica dell'Indiana. Dopo un anno di cure, lo hanno ritenuto capace di prendere parte al giudizio.
   
Blanton e Oberhansley avevano convissuto per qualche mese prima della morte di lei, l'11 settembre 2014. Qualche giorno prima Blanton aveva rotto con lui e cambiato le serrature di casa. 

Secondo quanto ha raccontato Mull in aula, il giorno prima di essere assassinata la stessa ragazza aveva detto ai suoi amici e colleghi che si stava riprendendo la sua vita, e che non avrebbe vissuto nella paura del suo ex. 

Le prove portate nel processo dimostrerebbero la forzatura della porta fatta da Oberhansley per entrare in casa. Lei, in quel momento, si sarebbe chiusa in bagno.

Oberhansley già nel 2000 era stato condannato per omicidio colposo e tentato omicidio: aveva ucciso la sua fidanzata di allora, Sabrina Elder, di 17 anni, e ferito gravemente sua madre.

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