Elisabetta, un regno tra due epidemie: nel '52, appena salita sul trono, 12mila morti a Londra

Martedì 12 Maggio 2020 di Francesco Padoa
Due policeman con la mascherina durante il Grande Smog a Londra nel 1952 e nel riquadro l'allora giovanissima Regina Elisabetta

Il regno della Regina Elisabetta scandito dalle epidemie. Oggi come 68 anni fa, quando ancora giovanissima salì suo trono della Gran Bretagna dopo la morte del padre, re Giorgio VI. Allora fu Churchill a gestire l'emergenza, oggi Johnson. Ora il coronavirus costringe sua maestà britannica a chiudere i portoni di Buckingham Palace e a rifugiarsi nell'amato castello di Windsor con sua marito, altezza reale Filippo. Riappariranno dopo l'estate: tutti gli impegni pubblici a Palazzo cancellati, non succedeva da 27 anni. Colpa della Covid-19. Ma come si diceva, la carriera della regina di Elisabetta si incrocia ancora una volta con le epidemie. Anzi, cominciò proprio con una (per anni) misteriosa epidemia che sconvolse Londra nel 1952.

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E l'emergenza attuale riporta sicuramente la Regina indietro nel tempo, esattamente a quel dicembre, quando una fitta coltre di nebbia calò sulla capitale inglese nell’iniziale indifferenza dei londinesi, abituati a nebbioni e muri di smog che potevano durare anche per settimane. Nei giorni successivi, però, le condizioni peggiorarono rapidamente: la visibilità si ridusse a pochi metri in molte parti della città costringendo le autorità a chiudere scuole, teatri e cinema, e spingendo la cittadinanza a rinchiudersi in casa. E quando la nebbia finalmente si alzò, il bilancio fu di almeno 4mila morti, tra cui molti bambini e anziani, e più di 150mila ricoverati in ospedale. Secondo studi recenti, però, il conteggio iniziale dei decessi va rivisto al rialzo, con più di 12mila morti di tutte le età, a cui vanno aggiunti oltre 100mila malati.
 

La tradizionale, quasi pittoresca, nebbia londinese si trasformò dunque in un miscuglio gassoso micidiale: la chiamarono “Great Pea Soup” (la grande minestra di piselli), perché lo smog era denso e giallognolo verde come una zuppa di piselli. Le temperature scesero in modo sensibile, e gli abitanti aumentarono la potenza degli impianti di riscaldamento, allora quasi tutti a carbone. I fumi della combustione, anziché essere trasportati dal vento, finirono intrappolati in una calotta densa sopra la città, concentrando i livelli dell’inquinamento. Secondo le stime del Met Office, il servizio meteo nazionale britannico, nei giorni del “Grande smog” vennero rilasciate nell’aria di Londra ogni giorno 1.000 tonnellate di particelle solide, 2.000 di anidride carbonica, 140 di acido cloridico e 14 di composti del fluoro. Non solo, 370 tonnellate di anidride solforosa si trasformarono in acido solforico, il principale agente chimico delle piogge acide. I morti furono soprattutto tra i bambini e gli anziani: le cause principali furono infezioni alle vie respiratorie, come polmoniti e bronchiti, e ipossia.

La Regina non fu certo aiutata da Churchill nell'affrontare l'emergenza: il grande statista britannico inizialmente ignorò ed evitò di affrontare una delle più gravi tragedie che abbiano colpito il Regno Unito nel Novecento. Da un anno al numero 10 di Downing street, avendo vinto le elezioni nell’ottobre del 1951, malandato di salute e minacciato dai suoi avversari interni che cercano di farlo fuori, il premier non capì la portata della straordinaria crisi ambientale che colpì Londra. Solo dopo la morte di una sua giovane segretaria, Churchill prese consapevolezza di quanto stava accadendo, dopo giorni di caparbia resistenza alle pressioni, anche da parte di ministri del suo gabinetto e delle stessa casa reale.

Dopo il Grande Smog di Londra, nonostante le rinnovate resistenze di Churchill, si lavorò a una legislazione per ridurre le emissioni nocive. Il Clean Air Act (decreto Aria Pulita) fu un atto promulgato dal Parlamento del Regno Unito e approvato dalla regina Elisabetta II il 5 luglio del 1956. Il decreto restò in vigore fino al 1964 e servì ad evitare che si ripetesse un'altra crisi ambientale come quella del 1952. Trattandosi di uno dei primi atti legislativi riguardanti il problema dell'inquinamento atmosferico, l'introduzione di questo provvedimento è, ancora oggi, considerato pietra miliare della storia del movimento ecologista nel Novecento. Prevedeva diverse misure per ridurre le emissioni inquinanti degli impianti di riscaldamento e di produzione di elettricità. Inevitabile che la Regina, in questi giorni di isolamento nella pace di Windsor, ripensi a quegli eventi che aprirono il suo lunghissimo regno.

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