Putin prepara la grande battaglia nel Donbass: è la risposta dopo il ritiro delle truppe da Kharkiv

Il ritiro dalla regione di Kharkiv, che secondo il Wall Street Journal è continuato nella giornata di ieri, rappresenta il più grande fallimento militare di Mosca dall'abbandono dell'oblast di Kiev lo scorso marzo

Putin prepara la grande battaglia nel Donbass: è la risposta dopo il ritiro delle truppe da Kharkiv
Putin prepara la grande battaglia nel Donbass: è la risposta dopo il ritiro delle truppe da Kharkiv
di Fausto Caruso
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Martedì 13 Settembre 2022, 12:21 - Ultimo aggiornamento: 14 Settembre, 08:41

L'esercito russo è sulla difensiva. Nell'ultima settimana le truppe ucraine hanno riconquistato oltre seimila chilometri quadrati nel Nord Est del paese, «pari al territorio dello stato Americano del Delaware», scrive su Twitter il Ministero della Difesa di Kiev.

Il ritiro dalla regione di Kharkiv, che secondo il Wall Street Journal è continuato nella giornata di ieri, rappresenta il più grande fallimento militare di Mosca dall'abbandono dell'oblast di Kiev lo scorso marzo. Le truppe russe, mal organizzate e mal equipaggiate, sono state colte alla sprovvista dall'improvvisa avanzata ucraina, dopo che per settimane il Cremlino si era dedicato a rafforzare il fronte meridionale in vista dell'annunciata controffensiva a Kherson.

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La ritirata russa

L'attacco ha costretto i russi a una fuga talmente precipitosa da lasciare interi depositi di armi e veicoli corazzati nelle mani dell'esercito ucraino. La misura dl fallimento è data dal fatto che lo stesso Ministero della Difesa di Mosca ha dovuto ammettere il «riposizionamento» delle proprie truppe dalle città di Izyum e Balaklya per «concentrarsi sull'obiettivo primario della liberazione del Donbass». Secondo l'aggiornamento quotidiano del Ministero della Difesa britannico, nella ritirata avrebbe subito gravi perdite anche la Prima Armata Corazzata della Guardia, il corpo speciale designato a proteggere Mosca in caso di conflitto con la Nato.

La controffensiva ucraina ha ora rallentato e gli ufficiali di Kiev sono molto cauti sul dichiarare sconfitta la Russia. La priorità è consolidare il possesso dei territori riconquistati, eliminando le sacche di combattenti russi rimaste isolate nella zona, per essere in grado di difenderli da un eventuale contrattacco di Mosca. Sfida non semplice per Kiev che dipende dai rifornimenti di munizioni in arrivo da Occidente.

Il fronte si attesta attualmente sull'Oskil, il fiume a un centinaio di kilometri da Kharkiv che taglia in due Kupiansk, snodo ferroviario strategico per i rifornimenti all'esercito russo impegnato nella regione di Donetsk. Ma i russi avrebbero difficoltà a rafforzare la propria presenza sulla sponda est del corso d'acqua. Secondo fonti dell'esercito americano citate dall'agenzia di stampa Reuters molti dei soldati russi ritiratisi da Kharkiv avrebbero addirittura attraversato il confine a ritroso, tornando in Russia. Il think thank statunitense Institute for the study of War aggiunge che secondo il comando generale ucraino la Russia non avrebbe intenzione di mandare nuove unità nei territori occupati. La notizia sarebbe coerente con le difficoltà di reclutamento nelle regioni russe riportate dall'istituto nel corso delle settimane precedenti e ora acuite dal morale a pezzi delle truppe al fronte.

La battaglia per il Donbass

Gli sforzi militari degli invasori si concentrano ora sul Donetsk, ma la perdita di Izyum ha tagliato le linee di rifornimento rendendo quasi impossibile un successo su questo fronte. Il generale Alexander Lapin, a cui è stato affidato il comando delle truppe fuggite da Kharkiv, ha ordinato di proseguire l'avanzata in direzione di Bakhmut, centro strategico per conquistare il resto del Donbass, e continuato a bersagliare con l'artiglieria il fronte ucraino, senza però ottenere risultati significativi.

Gli ucraini spingono invece la controffensiva nel Sud, dove dichiarano di aver riconquistato oltre cinquecento kilometri quadrati. Prossimo obiettivo: la liberazione di Kherson, prima grande città caduta in mano russa all'inizio della guerra.

Il conflitto è tutt'altro che concluso: la Russia ha ancora un forte presenza in Ucraina e dopo la ritirata ha ripreso a bombardare pesantemente gli obiettivi civili. Gli abitanti delle zone vicine alla linea del fronte sono stati invitati a rifugiarsi in Russia in vista di nuovi attacchi ucraini. Zelensky è pronto a chiedere armi ancora più pesanti agli alleati occidentali. Da entrambe le parti un negoziato viene definito al momento «impossibile»

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