Svezia e Finlandia nella Nato, finisce l’era della neutralità: ecco il nuovo ordine mondiale

Nato, finisce l era della neutralità: il nuovo ordine mondiale
Nato, finisce l’era della neutralità: il nuovo ordine mondiale
di Marco Ventura
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Mercoledì 18 Maggio 2022, 00:24 - Ultimo aggiornamento: 15:19

Che mondo sarà? Niente più Stati cuscinetto e Paesi che sbandierano la loro supposta neutralità. La Germania ha chiuso definitivamente i conti con la disfatta e l’onta epocale della seconda guerra mondiale, la Svezia chiede di entrare nella Nato e la Finlandia archivia la “finlandizzazione”. Si interrogano sulla propria neutralità Irlanda, Austria e Svizzera, mentre il confine della Nato con la Federazione russa raddoppia con i 1340 chilometri della Finlandia. E gli Stati Uniti, che sembravano disinteressarsi del teatro europeo, si ritrovano ora in prima linea tra Polonia, Romania e Paesi baltici per contrastare quello che il New York Times stigmatizza come «progetto imperiale aggressivo della Russia». 

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Nato, i nuovi equilibri

Tutte le carte si rimescolano dopo l’invasione dell’Ucraina il 24 febbraio, con una rapidità impressionante. «In questa nuova Europa non ci sono più terre di mezzo», scrive sul Nyt Roger Cohen. Niente più interstizi, oasi di non allineamento. Per l’ex premier svedese Carl Bildt avremo «una Nato più forte, che spende di più per la difesa, politicamente più coesa e assertiva, e insieme una più forte Unione europea, molto più complementare alla Nato». Per Nathalie Tocci, direttrice dell’Istituto per gli Affari internazionali, «è finito il Dopoguerra, un tempo non di pace assoluta ma di relativa prevedibilità, retto da norme alla base della Carta dell’Onu che non sono pace, amore, democrazia e diritti umani, ma sovranità e integrità territoriale». 

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Gli stravolgimenti

Il punto è che la Russia, una ex superpotenza, «ha usato la forza per annettere del territorio, una cosa mai vista con questo livello di brutalità, e siccome sta accadendo in Europa, dove si sono già viste due guerre mondiali, è come se tutto fosse scompaginato e le fondamenta delle relazioni internazionali si fossero capovolte». Paesi che finora si erano sentiti «più sicuri fuori che dentro la Nato, hanno già cambiato idea per l’incredibile sostegno venuto dal basso, da un’opinione pubblica che in Svezia e Finlandia è passata dal 30 al 75 per cento a favore dell’adesione all’Alleanza atlantica». C’è, fuori dall’Italia, la consapevolezza che questa guerra «non è dettata dalla Nato che si allarga, o da preoccupazioni più o meno legittime della Russia riguardo alla propria sicurezza, ma dal fatto che è una guerra imperiale, e come tale sai dove comincia ma non sai dove può concludersi». 

 

Le minacce

La fine degli Stati cuscinetto in concreto non cambia molto. «Le testate nucleari russe erano già a Kaliningrad, e c’erano già violazioni dello spazio aereo», osserva ancora Nathalie Tocci. «Ma non credo al rischio di un attacco nucleare, che sarebbe totalmente irrazionale. La minaccia di impiegare l’arma tattica serve a far paura a Paesi come il nostro». Le zone grigie resteranno comunque, nel mondo. Dalla Cina alleata della Russia ma interessata a tenere ottimi rapporti economici con tutto l’Occidente, all’India «che si fa corteggiare», all’Africa su cui pesa la storia coloniale ma che vede «nella narrativa della resistenza ucraina una qualche forma di opposizione al colonialismo russo». 

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Il nuovo continente

Diverso il modo di vedere la nuova Europa dell’ambasciatore e saggista Domenico Vecchioni, che invita a immaginare «una nuova Conferenza europea sulla sicurezza in Europa, perché da un lato c’è il principio della sovranità e intangibilità dei confini, dall’altro quello della protezione delle minoranze etniche e linguistiche». L’ingresso di due Stati tradizionalmente neutrali come Svezia e Finlandia nella Nato delinea «una situazione nuova nell’equilibrio geo-strategico dell’Europa, che aveva funzionato grazie alla parità strategica tra Stati Uniti e Urss, poi Russia. Se però la bilancia si sregola, bisogna rivedere tutto il meccanismo, e altri conflitti potrebbero sorgere». 

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Le incognite

L’Alleanza si rafforza e altri Paesi non vogliono più rischiare con la neutralità, mentre non è chiaro che cosa voglia la Russia: «Proteggere le proprie minoranze o di più? Chi si sta espandendo? La Nato o Mosca? Putin voleva l’Ucraina come uno stato cuscinetto, e si ritrova la Finlandia nella Nato. Il paradosso ora è che la Russia non può vincere ma neanche perdere, mentre l’Ucraina non può perdere, ma nemmeno pensare di stravincere! Errori sono stati commessi da tutti».

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