Le Pen, qual è la posizione verso Putin e la guerra? L'Ue in attesa: ecco cosa succede se conquista l'Eliseo

Al canale Tf1 ha dichiarato che se dovesse vincere le elezioni non poserebbe con la bandiera della Ue alle spalle

Domenica 10 Aprile 2022 di Francesco Malfetano
Le Pen, qual è la posizione verso Putin e la guerra? L'Ue in attesa: ecco cosa succede se conquista l'Eliseo

Il guanto di sfida Marine Le Pen non l'ha mai nascosto. Anzi, l'ha lanciato in diretta tv. Appena pochi giorni fa, sull'onda dell'entusiasmo per i sondaggi che la vedono quasi appaiata al presidente Emmanuel Macron per la corsa all'Eliseo, senza troppi giri di parole al canale Tf1 ha dichiarato che se dovesse vincere le elezioni non poserebbe con la bandiera della Ue alle spalle. «Non ho vocazione a essere governatrice di una regione europea, ma ad essere, se i francesi lo decideranno, presidente della Repubblica francese». Un indizio chiaro di cosa diventerà la Francia qualora la leader del partito di estrema destra Rassemblement National dovesse spuntarla ai seggi aperti oggi.

 

L'agitazione dell'Ue 

Chiaramente l'intera faccenda è più articolata e, dando per virtualmente acquisita la sua vittoria oggi, prima che Le Pen possa insediarsi dovrà superare lo scoglio del ballottaggio previsto per il 24 aprile - dove, soprattutto per lei, nulla è scontato. Intanto però il solo spettro di una sua vittoria agita i più. Non solo per come tutto ciò impatterebbe sulla gestione Ue dei contraccolpi dell'invasione russa in Ucraina, quanto anche per come rischierebbero di cambiare i rapporti con l'altra sponda dell'Atlantico e con il nostro Paese. Edward Luce, associate editor del Financial Times, ad esempio ha paragonato la questione alla Brexit. «Una vittoria dell’estrema destra francese in questa situazione sarebbe uno shock geopolitico molto più grande della decisione del Regno Unito nel 2016 di lasciare l’Unione europea». E se è vero che la Le Pen, a dispetto di cinque anni fa, oltre ad aver provato una normalizzazione di facciata per discostarsi dall'estremismo di destra, pare aver archiviato l'ipotesi di un'uscita della Francia dai Ventisette, lo è anche che la sua agenda per Bruxelles è tutt'altro che votata all'idea di intensificare o proteggere i rapporti comunitari. La donna infatti parla agevolmente di porre nuovi limiti alla libertà di movimento di persone e merci, così come di ridurre il contributo francese al bilancio Ue (circa 5 miliardi di euro). In pratica un uragano potrebbe abbattersi sull'intero ecosistema europeo. 

 

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I timori per il rapporto con Putin

Innegabile che i timori principali oggi però siano legati al rapporto che la deputata del Pas-de-Calais intrattiene da tempo con il presidente russo Vladimir Putin. Sul punto l'uscita di Enrico Letta di pochi giorni fa è stata piuttosto netta: «La vittoria di Marine Le Pen sarebbe il più grande successo di Putin. Potrebbe anche fermare i carri armati» perché «avrebbe vinto la battaglia principale: entrare nel cuore dell’Europa con i suoi amici». Non a caso in uno dei suoi ultimi discorsi prima del silenzio elettorale anche Macron ha attaccato la concorrente sul Cremlino sostenendo che «dipende finanziariamente da Putin» e quindi è «accondiscendente» con la Russia. La vicinanza dell'ex Front National con Mosca del resto, non è affatto un segreto anche se Le Pen ha provato a smarcarsi dall'ombra russa (in parte riuscendoci trovando la sponda candidato più estremista di lei come Eric Zemmour). Tant'è che, solo per citare uno dei tanti episodi delle ultime settimane, non ha mai condannato apertamente l'ex kgb per i crimini di guerra di Bucha, limitandosi a dire che bisogna indagare sulla Russia
Per quanto riguarda l'Italia è difficile dire cosa accadrebbe in termini di rapporti diplomatici. Oltre alle ricadute europee però, il rischio è che le relazioni facciano un salto indietro di quarant'anni. Un vero peccato dopo il riavvicinamento - proprio in ottica Ue - vissuto grazie al patto del Quirinale dei mesi scorsi. Difficile però dire in termini concreti cosa questa affinità possa comportare in caso di vittoria lepeniana. Sul piano simbolico è chiaro che Putin avrebbe sfondato il muro della resistenza Ue proprio nel momento per lui più difficile, sul piano delle azioni potrebbe trovare un puntello decisamente importante per mitigare vecchie e nuove sanzioni economiche ad esempio. Ed è proprio qui che risiedono i dubbi statunitensi. Le Pen potrebbe infatti mettere in piedi un'inedita alleanza con gli appena riconfermati Orban e Vucic, dando corpo ad un'opposizione interna che favorirebbe il Cremlino. Si mischierebbero cioè un po' le squadre. E il risultato a quel punto, per l'Ue e per l'Ucraina diverebbe più incerto che mai. 

 

 

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