Ivanka Trump, tesoretto per papà Donald: raccolti 4,5 milioni di dollari in 24 ore

Lunedì 2 Novembre 2020 di Flavio Pompetti
Ivanka Trump, tesoretto per papà Donald: raccolti 4,5 milioni di dollari in 24 ore

«Thank you darling» dice Donald Trump mentre prende in consegna il microfono da Ivanka sul palco della cittadina di Washington, in Michigan, la quale lo ha appena paragonato a Winston Churchill, citando la famosa frase: «È il paese che ha un cuore da leone; io ho solo avuto la fortuna di fornirgli il ruggito». Novembre si è presentato con una temperatura glaciale e con i primi fiocchi di neve, ma la presenza dell'adorata figlia scalda visibilmente il cuore del padre, che a 48 ore dal voto sembra aver ritrovato la verve un po' appannata degli ultimi giorni di campagna.

 

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Non solo orgoglio paterno

Non si tratta di solo orgoglio paterno: Ivanka è una beniamina delle folle e una formidabile raccoglitrice di fondi per la carovana elettorale. Dall'inizio della corsa ha portato nelle casse della Trump Victory 35 milioni di dollari, e sulla strada di questo risultato ha fatto registrare un primato significativo. Il 17 di settembre la secondogenita del presidente ha riscosso 4,5 milioni di dollari durante una sosta ad Austin in Texas, che le hanno permesso di battere il record per un singolo evento fino ad allora detenuto da Obama con 3,8 milioni.

Negli stati che più contano per il risultato del voto di martedì, la figlia batte il padre in quanto a consenso delle masse. In Pennsylvania ha un distacco di 3 punti su Donald; in Michigan di 5, e 7 in Wisconsin. Per non parlare poi del margine che vanta rispetto alla matrigna Melania, affossata dai pettegolezzi e dal suo stesso silenzio alla Casa Bianca, e appena visibile in funzione di testimonial sul palco dei comizi dell'ultima settimana.Il successo di Ivanka la rende inevitabilmente un bersaglio per la squadra avversaria. Il gruppo mediatico di dissidenti repubblicani, riuniti contro Trump sotto la bandiera del Lincoln Project, ha esposto per settimane a Times Square una foto gigantesca di Ivanka e del marito Jarred Kushner, con i numeri impietosi del contagio da coronavirus negli Usa, e del numero dei morti. A fianco le parole infelici che Jarred ha pronunciato a proposito dell'epidemia: «I newyorkesi ne soffriranno, ma questi sono fatti loro».

La coppia ha minacciato denunce milionarie, ma il Lincoln Project ha proseguito sulla sua strada: il manifesto è stato trasferito a bordo di una nave, e ora incrocia davanti al resort presidenziale di Mar a Lago in Florida.Trump ostenta confidenza e fiducia nella vittoria mentre si trasferisce dall'uno all'altro dei cinque comizi che ieri ha celebrato tra il Michigan, l'Iowa, la Carolina del Nord, la Georgia e la Florida. In almeno due tra loro: la Georgia e la Nord Carolina, si sono aperte falle che potrebbero dissanguarlo. I palchi dei suoi comizi sono stracolmi di sostenitori, e il rosso dei cappelli MAGA (Make America Great Again) rendono la scena elettrizzante.

La vera minaccia alla sue ambizioni di essere rieletto è invece silenziosa. Viaggia tra le cassette della posta e le segreterie degli uffici elettorali. Novantuno milioni di persone hanno già votato in quella che si preannuncia come l'elezione che infrangerà tutti i record precedenti in quanto ad affluenza. E quando gli Usa votano in massa, dice l'esperienza, è perché i democratici si stanno mobilitando in misura maggiore rispetto agli avversari.

I sondaggi

Un paio di sondaggi dell'ultimo minuto danno Trump in testa rispetto a Biden. Sono entrambi compilati da istituti poco conosciuti, e contengono incongruenze nei dati che sono state immediatamente denunciate dai professionisti del settore. Ma almeno uno tra loro: il Trafalgar Group, era stato l'unico a indicare alla vigilia del voto nel 2016 il vantaggio che Trump aveva acquisito nei confronti di Hillay Clinton in Pennsylvania e in Michigan, i due stati nei quali la conquista dei collegi elettorali lo proiettarono verso la Casa Bianca.
Ce n'è abbastanza per alimentare le speranze di una folla di sostenitori che non riesce nemmeno a concepire l'idea che Trump possa essere battuto da Biden. I due gruppi di elettori sono separati oramai da anni dietro le mura impermeabili dell'informazione settaria, che non lascia penetrare notizie dal campo opposto. Solo il voto di martedì romperà l'isolamento, e rivelerà chi dei due ha coltivato una semplice illusione.
 

 

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Ultimo aggiornamento: 14:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA