Croazia, l'Europa trema e il ministero ammette: «Chiusure? Senza turisti sarebbe stato peggio»

Croazia, l'Europa trema e il ministero ammette: «Chiusure? Senza turisti sarebbe stato peggio»
Croazia, l'Europa trema e il ministero ammette: «Chiusure? Senza turisti sarebbe stato peggio»
di Giuliano Pani
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Sabato 15 Agosto 2020, 16:49 - Ultimo aggiornamento: 17 Agosto, 09:48

Il caso Croazia è sicuramente il caso dell'estate. Pochi contagi ufficiali dichiarati e la reputazione di nazione "sicura" che ha indotto molti giovani a scegliere le capitali del divertimento adriatiche a scapito di mete più classiche come Ibiza o la Grecia. Intendiamoci, Pag e Hvar da anni hanno fama internazionale, ma l'eco in Italia è stata sempre abbastanza contenuta o riservata al popolo degli "under". Ma basterebbe parlare con un giovane di Berlino, o di Budapest per capire che le discoteche di Novalja non sono seconde a quelle di Mykonos o Marbella (e logisticamente anche più vicine).

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Pochi contagi, dunque, ma il dato che non torna è proprio quello. Perchè Zagabria comunica dai 100 ai 200 nuovi positivi quitidiani (oggi 162) quando in tutta Europa è un boom di casi di ragazzi con il Covid-19 di rientro dalle spiagge adriatiche. Mezza Europa non dorme sonni tranquilli. Oggi il cancelliere austriaco Sebastian Kurz ha affermato che chi rientra dalla Croazia deve avere con sé un test per il coronavirus con risultato negativo. «C'è una massiccia introduzione del virus da quel Paese - ha aggiunto - Dobbiamo fare tutto il possibile per fermare la diffusione del virus senza un nuovo lockdown».


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Croazia, l'ammissione del ministro

Il ministro della Sanità, Vili Beros, ha fatto delle ammissioni oggi a Rtl, lasciando intendere chiaramente il deficit di informazione delle ultime settimane. «Abbiamo accettato consapevolmente il rischio e deciso di far andare avanti la vita e il turismo. Senza turismo, uno dei settori chiave per la Croazia, sarebbe stato molto peggio». Sulla stessa linea il presidente Zoran Milanovic. Da questa sera, però, bar, ristoranti e locali notturni dovranno chiudere a mezzanotte. Dall'inizio dell'emergenza sanitaria i casi confermati in Croazia sono in tutto 6.420 con 162 decessi e oggi sono 1.062 i casi attivi di Covid-19 nel Paese dove, stando ai dati aggiornati a ieri, ci sono 820.000 presenze straniere e dove i contagi hanno ripreso a crescere dopo la riapertura - il primo luglio - alla maggior parte dei turisti europei.

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La risposta dai dati sui flussi turistici

Gli ultimi dati ufficiali disponibili, quelli relativi alla prima settimana di agosto, sembrano fornire la risposta a tutti i quesiti. Sulla costa adriatica croata ha soggiornato quasi un milione di turisti, molti di più delle aspettative, e secondo alcune stime il settore, nonostante il coronavirus, potrebbe realizzare quest'anno un fatturato vicino al 70 per cento di quello del 2019. Lo ha reso noto l'Ente per il turismo croato (Htz). La maggior parte dei turisti stranieri ha scelto l'Istria e il nord Adriatico, mete facili da raggiungere in auto da Slovenia, Austria, Ungheria e dal nord Italia. I tedeschi, tradizionalmente al primo posto per numero di arrivi, erano 225 mila, ovvero il 6 per cento in più rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, seguiti dagli sloveni (+10%) e polacchi (+18%). A luglio il turismo croato ha registrato un forte calo del 40 per cento rispetto al luglio del 2019, ma sempre molto meno delle stime catastrofiche che parlavano di un flessione fino al 90 per cento. Pochi contagi locali e tanti turisti, il binomio apparentemente perfetto. Ma i dati in Europa dicono altro e non inducono all'ottimismo.
 

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