Covid, nel Regno Unito il 17 maggio sarà il Giorno degli abbracci: via molte limitazioni ai contatti fisici

Covid, nel Regno Unito il 17 maggio è il giorno degli abbracci: via molte limitazioni ai contatti fisici
Covid, nel Regno Unito il 17 maggio è il giorno degli abbracci: via molte limitazioni ai contatti fisici
di Riccardo De Palo
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Domenica 9 Maggio 2021, 13:21 - Ultimo aggiornamento: 13:25

Cosa c’è in un abbraccio? Per Charles Bukowski «dentro ad un abbraccio puoi fare di tutto: sorridere e piangere, rinascere e morire. Oppure fermarti a tremarci dentro». Pablo Neruda scrive in un sonetto: «Nel tuo abbraccio io abbraccio ciò ch'esiste, l'arena, il tempo, l'albero della pioggia, e tutto vive perché io viva». Tra tutte le limitazioni imposte dalla pandemia, l’impossibilità di abbracciare i nostri cari è stata una delle più difficili da sopportare. Poter vedere i nonni solo attraverso un vetro, non poterli confortare, toccare, far sentire loro (tangibilmente) quanto li amiamo.

Ora tutto questo potrebbe cambiare. Nel Regno Unito, il premier Boris Johnson pensa a una data per ridurre le restrizioni ai “contatti amichevoli” tra diverse famiglie: il 17 maggio. Domani il primo ministro terrà una conferenza stampa in cui, secondo le anticipazioni del Telegraph e del DailyMail, potrà annunciare delle misure meno severe. I deputati conservatori premono perché lo faccia, forti del successo della campagna vaccinale: finora 35,2 milioni di cittadini (il 66,8 per cento della popolazione) hanno ricevuto la prima dose, e 17,2 milioni hanno avuto anche la seconda. I dati del contagio sono scesi al minimo: solo 2047 casi di Covid sono stati registrati sabato scorso, e solo 5 decessi.

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L'intenzione del governo britannico è di permettere ad amici e parenti, sempre nell'ambito del "buon senso" e del "giudizio personale", di tornare ai contatti fisici. La nuova fase darà sollievo soprattutto ai nonni, che non hanno potuto abbracciare i loro nipotini da un anno a questa parte. In tutto il mondo, in ospedali e centri per anziani, i parenti si sono potuti finora dare conforto solo nelle “sale degli abbracci”, protetti da guanti e barriere di plastica. E finora, nel Regno Unito, è valsa la cosiddetta “regola del sei”, the rule of six, che vietava esplicitamente ogni assembramento di più di sei persone. Ore questa regola potrà essere allentata.

Si potranno di nuovo celebrare funerali (finora non era permesso), ma con un massimo di trenta persone presenti al chiuso. Stessa regola del  30 per i matrimoni, almeno fino al 21 giugno.  «Non vogliamo mantenere le restrizioni più a lungo di quanto non sia strettamente necessario», ha spiegato un portavoce di Downing Street. 

Analogamente a quanto sta avvenendo in Italia, dove nelle RSA i familiari potranno fare visita agli anziani residenti - le linee guida parlano di contatto fisico che può avvenire esclusivamente “tra familiare/visitatore in possesso della Certificazione verde Covid-19 e di ospite/paziente vaccinato o con infezione negli ultimi 6 mesi” - il premier britannico sarebbe pronto a permettere contatti “a basso rischio” preferibilmente all’aperto, in giardini e parchi, senza dover subire in seguito quarantena o simili misure di isolamento. 

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Lo Hug Day, il giorno degli abbracci, come qualcuno lo ha già definito - e quindi il primo vero passo della Gran Bretagna verso la normalità - è stato fissato per il prossimo 17 maggio, quando amici e familiari potranno incontrarsi anche al chiuso, per la prima volta da gennaio scorso. Allo stesso modo, ristoranti e pub potranno servire pasti e bevande anche nelle sale interne, e i vacanzieri potranno recarsi in tutta una serie di località approvate nella “lista verde” delle destinazioni estive. 

Johnson prevede, contemporaneamente, di tenere sotto stretto controllo le varianti di Sars-CoV-2 più pericolose, e in particolare quella indiana. Nella borgata di Bolton, per esempio, è in corso il tracciamento delle persone contagiate dalla variante indiana, che non va assolutamente presa alla leggera, per non vanificare i risultati sin qui raggiunti.

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