Coronavirus, panico in Iran: altri 3 contagi e Qom in quarantena. «Teheran nasconde la verità»

Giovedì 20 Febbraio 2020
Coronavirus, panico in Iran: altri 3 contagi e Qom in quarantena. «Teheran nasconde la verità»

Si aggrava il focolaio di coronavirus (Covid-19) in Iran. Dopo i primi due morti registrati ieri, la Repubblica islamica ha confermato almeno altri tre casi di contagio, anche se alcuni media locali ipotizzano che i malati e le vittime siano molto di più di quelli ammessi dalle autorità. L'epicentro dell'epidemia nel Paese è a Qom, città di un milione di abitanti nel nord-ovest dell'Iran, 140 km a sud di Teheran. Nella città santa sciita, dove si sono verificati i due decessi accertati, oggi scuole e università sono rimaste chiuse.

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Ed è sempre a Qom che si registrano due degli altri tre casi, mentre il terzo paziente colpito è un medico, anche lui proveniente dalla città ma ricoverato in un ospedale di Arak, a una trentina di chilometri di distanza. A Qom viene segnalata la presenza di militari e forze speciali di polizia, che avrebbero bloccato le strade e isolato l'area intorno a un ospedale, mettendo di fatto in quarantena almeno parte della città. Stando alla locale università di Scienze Mediche, diverse ambulanze e numerosi membri del personale di soccorso affiancano da stamani i medici di due nosocomi che verranno utilizzati per la quarantena dei casi sospetti.

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Il presidente del parlamento Ali Larijani, che è responsabile per la città santa, ha convocato una riunione urgente del Consiglio di sicurezza cittadino. Un aggravamento della situazione è stato in ogni caso riconosciuto dalle autorità. Il portavoce del presidente Hassan Rohani, Ali Rabiei, ha annunciato la creazione di un quartier generale per il coordinamento delle operazioni sanitarie, invitando la popolazione ad attenersi alle disposizioni ufficiali. Ma la sfiducia verso la trasparenza delle autorità nella gestione della crisi appare sempre più forte. Alcuni media parlano di almeno 25 contagi sempre a Qom e un totale di 9-10 vittime.

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Mancano però riscontri ufficiali. Altri 3 casi sono stati riconosciuti dai servizi d'emergenza come sospetti contagi - ma non confermati - solo dopo la diffusione di post di denuncia sui social media. I vertici della Repubblica islamica - accusano i gruppi dissidenti - avrebbero nascosto deliberatamente le informazioni per evitare polemiche e critiche alla vigilia delle elezioni parlamentari di domani. Un nuovo colpo alla credibilità delle istituzioni iraniane, che il mese scorso finirono nel mirino delle proteste popolari dopo aver negato per giorni l'abbattimento del jet ucraino sui cieli di Teheran, che provocò 176 vittime.

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