Coronavirus, Spagna e Francia chiudono: positiva la moglie di Sanchez. Trump negativo. Usa, 50 morti

Sabato 14 Marzo 2020
Coronavirus, Spagna e Francia chiudono tutto: positiva la moglie di Sanchez. Usa, 50 morti

La cartina dell'Europa è una schiera di cerchi rossi che si allargano sempre di più giorno dopo giorno. Si impennano i numeri dei contagi da coronavirus e i Paesi del Vecchio Continente si ripiegano sempre più su sé stessi. Barricati per difendere i loro cittadini e i sistemi sanitari messi sotto stress per l'emergenza generata dalla pandemia. La Spagna ha deciso di proibire tutti gli spostamenti non necessari, come fatto dall'Italia. Il Consiglio dei ministri ha decretato lo stato di allarme annunciato venerdì dal premier Pedro Sanchez. Il secondo paese più colpito in Europa, dopo il nostro, registra ormai più di 6.000 contagi con aumenti a tre cifre ogni giorno. Nel giro delle ultime 24 ore sono stati più di 1.500 i nuovi casi, secondo l'ultimo bilancio. 189 i morti. 

Madrid, la più segnata dall'epidemia, è diventata una città fantasma e il sistema sanitario pubblico nella regione della capitale è sopraffatto dall'emergenza, con più pazienti dei letti disponibili. In Germania i casi sono saliti quasi a quota 4.200. La moglie del primo ministro spagnolo Pedro Sanchez è positiva al coronavirus. Lo rendono noto fonti ufficiali.

In Francia, dove si sono superati i 4.500 contagi e sono 91 i decessi, il premier Edouard Philippe ha annunciato la chiusura di tutti i luoghi pubblici «non indispensabili», dai negozi ai ristoranti, ai luoghi di culto. E mentre sembra a rischio pure lo svolgimento del Festival di Cannes, la pandemia non è riuscita a fermare l'ennesima protesta dei gilet gialli. Intanto si registra un secondo caso di positività al virus nel governo di Parigi: si tratta della sottosegretaria Brune Poirson. 

I casi di coronavirus negli Stati Uniti hanno superato i 2.500: è quanto emerge dai dati delle autorità sanitarie federali e statali. I pazienti risultati positivi ai test sono 2.548 in 49 stati più la capitale federale Washington. Le vittime sono 50.

Il presidente americano Donald Trump è risultato negativo al test per il coronavirus. Lo rende noto il medico della Casa Bianca. «Una settimana dopo aver cenato con la delegazione brasiliana a Mar-a-Lago - scrive il medico della Casa Bianca - il presidente resta senza sintomi». Nella nota si conferma come la decisione di procedere al test è arrivata venerdì sera dopo «un'approfondita discussione».

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In Slovenia si è registrata oggi la prima vittima del coronavirus. Come ha riferito l'agenzia locale STA, si tratta di un uomo anziano che era ricoverato in un ospedale di Lubiana dopo essere stato trovato positivo al test sul Covid-19. L'uomo, è stato precisato, era stato contagiato a Metlika, nel sudest del Paese, e soffriva già da tempo di altre patologie. In Slovenia si sono registrati finora 181 contagi da coronavirus.

Nella top ten dei contagi mondiali sono entrate anche la Svizzera (1.350 malati) con il Canton Ticino che ha serrato bar, ristoranti ed esercizi commerciali. In Gran Bretagna si contano 1.140 contagi e sono anche raddoppiati in un giorno i morti, saliti da 11 a 21. I numeri alla fine potrebbero costringere il governo britannico a rivedere l'approccio flemmatico tenuto finora dal premier Boris Johnson.

Secondo i media del Regno, la prossima settimana potrebbe essere varata una legge di emergenza con il divieto di raduni di grandi dimensioni. Una misura che rischierebbe di impattare anche sul torneo di tennis di Wimbledon e sul festival musicale di Glastonbury, entrambi in programma a giugno. Anche nei Paesi del nord, dalla Danimarca alla Norvegia, dalla Svezia all'Olanda, si viaggia spediti verso i mille casi. 

 


Altri Paesi continuano ad adottare via via nuove restrizioni. La Russia ha deciso che da lunedì ridurrà i voli con l'Unione europea e da domenica chiuderà agli stranieri i suoi confini di terra con Norvegia e Polonia. Quello con la Cina era già stato sigillato all'inizio dell'epidemia, una scelta che avrebbe avuto l'effetto di limitare il numero dei contagi nel Paese, appena 47 secondo le autorità russe. La stessa Norvegia ha a sua volta deciso di chiudere i propri porti e aeroporti. La Grecia ha annunciato di aver bloccato tutti i voli per l'Italia. La Lituania ha ripristinato i controlli alla frontiera con Polonia e Lettonia. Oltre ai confini che risorgono all'interno dell'Europa è però il Vecchio Continente nel suo complesso ad essere visto sempre di più come l'untore dal resto del mondo. Washington ha allargato anche a Regno Unito e Irlanda la restrizione dei viaggi verso gli Stati Uniti.

E il governo marocchino si è aggiunto alla lista di ha chiuso le frontiere per evitare l'ingresso di stranieri. Mentre nel mondo i contagi hanno superato i 150 mila casi e i decessi sono oltre 5.600, i blocchi, in Europa e altrove, hanno anche una ripercussione su migliaia di italiani che vorrebbero rientrare in Italia e si ritrovano invece prigionieri all'estero. Per loro è arrivata una nuova rassicurazione della Farnesina. Si lavora per far rientrare tutti, anche con navi e pullman. «Sto parlando con i miei colleghi ministri degli Esteri - ha promesso il ministro degli Esteri Di Maio - per assicurare che ogni singolo caso venga risolto».

Il presidente del Consiglio presidenziale libico Fayez al-Sarraj ha dichiarato lo stato di emergenza in Libia e ha annunciato la chiusura dei porti e degli aeroporti del Paese a partire da lunedì per l'emergenza coronavirus. Lo riferisce il Libya Observer su Twitter.

Ultimo aggiornamento: 15 Marzo, 09:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA