Cina, bimbo di 3 anni muore in casa per una fuga di gas: soccorsi impossibili a causa del lockdown

Scoppia l'ira dei social contro la nuova politica di Pechino "Zero Covid"

Cina, bimbo di 3 anni muore per una fuga di gas: impediti i soccorsi a causa del lockdown
Cina, bimbo di 3 anni muore per una fuga di gas: impediti i soccorsi a causa del lockdown
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Giovedì 3 Novembre 2022, 13:04 - Ultimo aggiornamento: 4 Novembre, 08:21

Impediti i soccorsi a un bambino di 3 anni che ha perso la vita a causa di una sospetta fuga di gas in un complesso residenziale chiuso per il lockdown a Lanzhoula capitale della provincia di Gansu (nel nordovest della Cina). Da giorni ormai c'è un forte tumulto popolare in Cina a causa della nuova politica per arginare il virus denominata "Zero Covid". La morte del piccolo ha innescato una nuova ondata di indignazione in tutto il Paese.

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La denuncia del padre del bimbo sui social

Il padre del bambino ha denunciato tutto in un post sui social, scrivendo che gli è stato impedito di lasciare il condominio per cercare soccorso per il figlio. L'impedimento a uscire ha ovviamente causato un ritardo nelle cure, rivelatosi poi fatale. Sotto al post del genitore si è generata una valanga di commenti pieni di rabbia e dolore, con diversi hashtag correlati che hanno fatto si che in poco tempo il post ricevesse centinaia di milioni di visualizzazioni il giorno successivo su Weibo, la piattaforma cinese simile a Twitter. «Tre anni di pandemia sono stati tutta la sua vita», si legge in un commento.

Quella di Lanzhou è solo l'ultima tragedia ad aver alimentato una crescente reazione contro l'implacabile politica zero Covid della Cina, che continua a sconvolgere la vita quotidiana con incessanti blocchi, quarantene e obblighi di test di massa. Molte persone sono morte per il fatto che è stato negato loro l'accesso tempestivo alle cure mediche di emergenza durante il blocco, mentre al contrario le autorità, a cominciare dal presidente Xi Jinping, insistono sul fatto che le politiche per il Covid del Paese «mettono le persone e le loro vite al primo posto».

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