Abramovich, il viaggio a Mosca e la lettera scritta a mano da Zelensky per Putin: la risposta dello Zar lo gela

L'oligarca è uno dei mediatori tra Russia e Ucraina. Nelle scorse settimane ha viaggiato tra Kiev, Istanbul, Tel Aviv e Mosca

Abramovich e il biglietto scritto a mano consegnato a Putin a Mosca con i piani di pace: la risposta dello Zar lo gela
Abramovich e il biglietto scritto a mano consegnato a Putin a Mosca con i piani di pace: la risposta dello Zar lo gela
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Lunedì 28 Marzo 2022, 15:46 - Ultimo aggiornamento: 29 Marzo, 16:04

Un biglietto scritto a mano e consegnato in prima persona da Roman Abramovich a Vladimir Putin. Il viaggio a Mosca dell'oligarca russo proprietario del Chelsea ha avuto uno scopo: consegnare un messaggio di Zelensky allo Zar. Un ulteriore tentativo di mediazione, ruolo che il magnate ha assunto sin dall'inizio dei negoziati con l'ok di entrambe le parti. Ma cosa c'era scritto su quel foglio di carta? Secondo il Times il presidente ucraino avrebbe inviato le sue proposte di accordo di pace, ma da parte di Putin la risposta è stata secca: «Digli che li spazzerò via». 

Abramovich e il ritorno a Kiev

Nelle scorse settimane Abramovich ha viaggiato tra Istanbul, Mosca e Kiev. Dopo l'incontro con Putin il 55enne è poi tornato a Istanbul e si è unito al politico ucraino Rustem Umerov, che si ritiene agisca come negoziatore di Kiev. I due si sono incontrati in un hotel a cinque stelle nella capitale turca di Ankara. I colloqui sembrano fare qualche progresso, anche se non è chiaro quanto sia stato influente Abramovich nei negoziati. L'oligarca ha cercato di salvare ciò che resta della sua reputazione, che è stata lasciata a brandelli dopo che il governo britannico lo ha colpito con pesanti sanzioni per i suoi presunti legami con Putin. Abramovich ha sempre negato uno stretto rapporto con il presidente russo.

Il ruolo di Abramovich nei negoziati

Da settimane si parla di Abramovich come di un possibile «facilitatore» dei negoziati di pace tra Mosca e Kiev. Al punto che nei giorni scorsi autorevoli media internazionali hanno scritto che sia stato proprio Volodymyr Zelensky a chiedere agli Stati Uniti di non imporre sanzioni contro il suo patrimonio. Il presidente ucraino - secondo il Wall Street Journal - avrebbe suggerito infatti a Joe Biden di attendere per le sanzioni in quanto l'oligarca potrebbe giocare un ruolo nei negoziati di pace con la Russia grazie alla sua influenza sul Cremlino. Non è un aspetto marginale, soprattutto in un momento in cui la mediazione langue e anzi, ha sottolineato Mykhailo Podolyak, capo negoziatore della parte ucraina, i colloqui sono entrati in una fase particolarmente «difficile» perché solo «la parte ucraina ha posizioni chiare e di principio».

Le sanzioni

All'inizio di marzo i funzionari del Dipartimento del Tesoro americano avevano messo a punto una bozza di sanzioni per punire Abramovich in seguito all'attacco della Russia all'Ucraina. Al momento di annunciarle, però, il Consiglio per la Sicurezza Nazionale ha detto al Tesoro di attendere. Dietro la richiesta c'era il consiglio di Zelensky a Biden di congelare le misure. In effetti il miliardario ebreo è stato l'unico tra i grandi oligarchi ad aver pubblicamente detto di voler tentare di premere su Mosca per trovare una soluzione pacifica al conflitto. Già lo scorso 28 febbraio Roman Abramovich, su richiesta dell'Ucraina, è stato avvistato in Bielorussia per assistere al primo round di negoziati, sebbene non sia mai comparso nelle foto che ritraevano le delegazioni. Adesso però Abramovich sembra scomparso dai radar e i suoi diversi interessi e passaporti gli permettono una certa libertà di movimento.

L'ultimo avvistamento certo del magnate è stato all'aeroporto di Tel Aviv ( Abramovich ha un passaporto israeliano) dove avrebbe preso un volo, ovviamente privato, per Mosca. Ben di più si sa dei suoi interessi e dei suoi yacht. Dopo il congelamento dei beni da parte del governo inglese, l'oligarca ha deciso di portare via dall'Europa le sue lussuosissime imbarcazioni, veri e propri gioielli di ingegneria nautica. La più nota è l'Eclipse, che è stata avvistata nel porto turco di Marmaris. L'altro suo yacht, il My Solaris, invece, si trova a Bodrum, altra località turca non così lontana dalla precedente. La scelta della Turchia come porto sicuro si spiega con la non adesione del Paese di Erdogan alla linea sanzionatoria europea promossa contro Putin, anche perché impegnato in prima fila nelle mediazione. La linea morbida di Erdogan permette inoltre capacità di movimento ad Abramovich: secondo il portale turco 'Fanatic', il clan dell'imprenditore russo avrebbe iniziato le trattative per l'acquisizione del club turco del G”ztepe, dopo aver perso per il momento il Chelsea.

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