Scardiniamo gli automatismi quotidiani: ecco come fare seguendo Gurdjieff e Dea Flow

Mercoledì 24 Novembre 2021 di Maria Serena Patriarca

Quante volte ci capita di compiere gesti quotidiani, anche abituali, mentre la nostra mente è altrove? Azioni semplici, come chiudere la porta di casa o consumare un pasto in fretta, spesso vengono compiute in maniera quasi alienata da noi stessi, con la testa assorbita da altri pensieri.

Scardinare gli automatismi quotidiani può risultare una sfida impegnativa, specialmente dopo quasi due anni di pandemia. Per recuperare una maggiore coscienza del “qui e ora” in ogni azione che compiamo, e avere coscienza di ogni nostro gesto senza compierlo passivamente, ci sono pratiche antiche e nuove che possono venirci in aiuto: come i movimenti e le danze di Gurdjieff, filosofo, mistico e musicista armeno vissuto nel secolo scorso.

LA STORIA

 All’inizio del Novecento Gurdjieff ricoprì antichissime danze orientali, con influenze sufi, che fino ad allora erano state tramandate in segreto da maestro a discepolo. Da qui nacque il filone di Movimenti e Danze della consapevolezza. Dal 6 al 9 gennaio 2022, a Casole d’Elsa, si terrà il seminario “Danzando il Sacro Femminile”, dedicato ai movimenti e alle danze di Gurdjieff, tenuto da Annalisa Shurta Fasan (www.movimentidanzesacre.it), che conduce lezioni di questa pratica in tutta Italia, forte di un’esperienza di oltre 30 anni partita dalle dance therapy e terapia del respiro. Come spiega la Fasan «tutto il lavoro di Gurdjieff è basato sul rompere gli automatismi, perché noi tendiamo a ripetere sempre gli stessi schemi (a livello di fisicità, emozioni e pensieri) che acquisiamo nei primi anni di vita. È come se corpo, mente ed emozioni lavorassero separatamente, e ognuno di noi può aver sviluppato maggiormente una di queste tre realtà». I Movimenti e le Danze, circa 250 in tutto, sono il veicolo per utilizzare in armonia il corpo e la mente e riequilibrare, allo stesso tempo, le emozioni. Gurdjieff ripeteva che «è un’illusione quella che i nostri movimenti siano volontari: in realtà essi sono automatici. I nostri pensieri e sentimenti sono ugualmente automatici». La meditazione in movimento rappresenta la via ideale per uscire dal vortice degli automatismi.

IL METODO

 Nelle Danze si sperimenta il momento presente nella sua pienezza: le coreografie evocano figure geometriche e portano beneficio al ritmo respiratorio e alla circolazione del sangue, rilassano le tensioni e favoriscono la coordinazione fisica e spaziale, decondizionando il corpo e donando maggiore lucidità di pensiero. Decisamente contemporaneo, ma ugualmente molto utile, è l’allenamento Dea Flow, la componente femminile del sistema Yoga Theatre (www.yogatheatre.com). L’ideatrice Jessica Ugatti, attrice e insegnante Odaka Yoga: «Il punto di partenza è chiederci il perché di certi nostri automatismi. Attraverso l’osservazione di sé, la pratica e l’attenzione al respiro si riattiva la consapevolezza, e si riconosce ciò che di ripetitivo si è innescato nel nostro percorso, per andare a ricontattare la nostra vera essenza». La pratica Dea Flow, che esplora l’universo femminile nella sua totalità, potenzia l’autostima e la fantasia espressiva. L’8 gennaio a Verona (anche online) si terrà un workshop dedicato allo studio del Dea Flow. Gli esercizi forniscono strumenti utili per riequilibrare il proprio spazio fisico con movimenti fluidi dedicati alle anche, al pavimento pelvico e al cuore, meditazioni mirate e tecniche di respirazione. Una particolare attenzione viene data alla postura, al portamento e alla camminata, con tecniche prese in prestito dal Burlesque.

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Ultimo aggiornamento: 26 Novembre, 12:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA