Polemica su Bruno Vespa per l'intervista alla vittima di una violenza sessuale. E lui risponde

Giovedì 19 Settembre 2019

È polemica su un'intervista rilasciata ieri a “Porta a Porta” da Lucia Panigalli, sopravvissuta a un tentativo di omicidio da parte dell'ex compagno. «Di fronte ai continui episodi di violenza contro le donne la Rai dovrebbe essere promotrice di cambiamento culturale. E invece dobbiamo assistere all'ennesima intervista che mette sotto accusa la vittima». É quanto si legge in una nota congiunta delle Commissioni Pari Opportunità della Fnsi e dell'Usigrai. Nel mirino alcune frasi dell'intervista alla Panigalli come «Se avesse voluto ucciderla, l'avrebbe uccisa» o «È fortunata, perché è sopravvissuta. Tante donne vengono uccise». La vicenda è all'attenzione anche dell'Ordine dei giornalisti.

LA REPLICA Vespa non ci sta comunque a passare a sua volta per un giornalista che viola la deontologia e contrattacca: «Mi sono dimesso il 23 gennaio 2016 dalla Federazione Nazionale della Stampa per il carattere violento, pretestuoso e settario delle sue polemiche nei miei confronti. Il mio giudizio si rafforza alla luce dell’incredibile dichiarazione di oggi. Credo sia la prima volta in assoluto che un giornalista viene criminalizzato a causa di una trasmissione per la quale viene al tempo stesso ringraziato dall’avvocato della sua presunta vittima. La cosa è tanto più grave perché le principali agenzie di stampa avevano diffuso già ieri sera la dichiarazione dell’avvocato Giacomo Forlani difensore della signora Lucia Panigalli», scrive in una nota Vespa.

E ancora: «Ieri sera alla fine della trasmissione e prima della dichiarazione del suo avvocato, la signora Panigalli mi ha ringraziato con molta cordialità. Successivamente alla nostra collega che la ringraziava al telefono per la partecipazione, ha risposto testualmente: 'Sono io che ringrazio voi'. Se a 24 ore di distanza ha ritenuto di smentire se stessa e il proprio avvocato dicendo di essere frastornata e di non aver capito quanto era accaduto in studio, è facile immaginare una strumentalizzazione ai suoi danni», ha detto ancora Vespa. 

IL LEGALE Inolte il giornalista sottolinea come lo stesso avvocato difensore della vittima abbia condannato le polemiche. «La frase su cui si sono concentrate le speculazioni, per le quali si è immediatamente scusato, è frutto di un’affermazione assolutamente involontaria, pronunciata nel contesto di una serata dedicata alla difesa delle donne e, in particolare, alla denuncia della drammatica aggressione subita dalla signora Panigalli, che ancora vive momenti quotidiani di terrore», conclude il legale nella lettera.

L'AD DELLA RAI
In serata risponde l'amministratore delegato Fabrizio Salini e mette un punto: «Condivido la forte contrarietà suscitata dai toni dell'intervista», dice, spiegando che «considera la difesa e la tutela dei diritti delle donne un principio imprescindibile e indiscutibile della Rai, su cui non sono mai tollerabili equivoci. Assicuro che saranno svolti tutti gli approfondimenti necessari per fare chiarezza sulla vicenda». «Prendo atto - dice ancora Salini - che lo stesso Vespa si è scusato per gli equivoci. Ribadisco che la Rai e tutte le sue strutture - a cominciare da Porta a Porta - devono aderire alla linea editoriale dell'azienda che condanna fermamente la violenza - di qualsiasi natura, in ogni forma e modo».


 

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