De Palo-Gambini: «"Adesso viene il bello", nuove avventure di famiglia arricchite dalla Sindrome di Down»

Martedì 20 Ottobre 2020 di Stefania Cigarini
De Palo-Gambini: «

«Volevamo raccontare il bello che c’è dietro ogni situazione complicata all’interno di una famiglia».

Complicata quanto?
«Come un lockdown o le rispostacce di un adolescente. O la nascita di un figlio con la Sindrome di Down».

Gianluigi Gigi De Palo - giornalista (per Leggo scrive la rubrica Occhi di padre), già presidente Acli di Roma e Forum famiglie Lazio, ex assessore tecnico a famiglia e scuola del Comune di Roma - e Anna Chiara Gambini, marito e moglie da 15 anni, sono un coppia sui generis, perché socialmente impegnata e (nell’Italia delle culle vuote) prolifica: hanno cinque figli, all’arrivo del quarto hanno scritto il loro primo bestseller familiare, Ci vediamo a casa (2018), con il quinto - Giorgio - hanno siglato Il bello viene dopo, oggi in libreria.

 

 

 

In tema di handicap c’è tanta narrazione stereotipata«Buonista e irreale, vero. Noi invece non neghiamo le complicazioni dell’avere un figlio Down, gli impegni enormi, le difficoltà che aumenteranno. Giorgio ancora non cammina e né parla, ma a noi ha migliorato la vita. Volevamo raccontare la bellezza e la gioia di questa situazione».

Per esempio?
«Ha semplificato le dinamiche della famiglia, ora ogni scelta si fa in base al più debole. Ci ha compattato».

L’arma segreta?
«L’autoironia»

Il vero problema?
«Non è un figlio Down, ma un Paese che non sostiene le famiglie. Dobbiamo uscire dall’agone ideologico e remare tutti insieme per politiche a sostegno della natalità».

Lei cosa sta facendo?
«Sono cinque anni che martello come un fabbro su un modo di raccontare la famiglia non più ideologico, ma legato alla concretezza della vita. A cominciare dalla discriminazione fiscale. E comincio a vedere i frutti: l’assegno unico, per esempio, è stato votato all’unanimità alla Camera»

I figli oggi sembrano spesso dei trofei
«Qualcosa però sta cambiando. Ci sono influencer - penso a Fedez e Chiara Ferragni - che stanno raccontando la bellezza di mettere al mondo dei figli, insomma che fare famiglia non è una roba da sfigati, ma è un bellissimo desiderio che abbiamo nel cuore».

Emergenza educativa
«È enorme, gli adulti hanno smesso di mettersi in gioco per educare i loro figli. Abbiamo smesso di educare al sì. Educare al no lo sappiamo fare. Abbiamo invece perso la capacità di allargare i nostri orizzonti cercando di dare un senso a quello che fanno i nostri figli, di adre loro una prospettiva, dei motivi per i quali ha senso vivere»

Esempio spinoso: i social
«Inutile dire spegnistocoso, prima devi studiare ... io entro nel mondo dei social per capire cosa ii social stanno dando a mio figlio. cerco di conoscere e di fare proposte prima che il problema arrivi».

Figli adolescenti
«Non è indolore. Nell’adolescenza c’è bellezza e c’è ferita. Ti “muore” un figlio e te ne trovi a casa un altro che ha atteggiamenti che ti fanno male, che ti vede come un nemico. Poi ricordi come sei stato. Io da adolescente ne ho fatte di cotte e di crude, e si ricomincia da lì»

Perché lei e sua moglie avete deciso di raccontare la vostra vita di famiglia senza filtri, anche su Facebook?
«Per relazionarci con gli altri, la società deve essere una comunità educante. Per educare, un genitore deve educarsi continuamente. Ogni cosa educa. E pure per dire che, se ci riusciamo noi, con cinque figli a mettere insieme pranzo e cena, ce può riusci’ chiunque»

La coppia come sopravvive?
«Data la nostra alta percentuale di litigiosità, direi che se Chiara e io stiamo ancora insieme è un miracolo. Scherzi a parte, il primo figlio della coppia è la coppia stessa. Il tempo per questo “figlio” va rubato alla notte, mentre porti i bimbi a scuola, così»

Ultimo aggiornamento: 09:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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