Ricordando Francesca Morvillo, il ritratto di Felice Cavallaro

Martedì 17 Maggio 2022 di Totò Rizzo

È un libro che rende giustizia, Francesca di Felice Cavallaro, dedicato alla storia d'amore di Francesca Morvillo e Giovanni Falcone. Rende giustizia soprattutto a lei, dipinta sempre come figlia, sorella e moglie di magistrato ma nei fatti donna e magistrato anch'essa, con uffici importanti, delicati, impegnativi. Rende giustizia di polemiche vecchie e nuove, da quella sulle dichiarazioni recenti di Ilda Boccassini più gossip che storia a quella sulla separazione delle salme (Falcone traslato nel Pantheon palermitano di San Domenico, Francesca in una quasi ignota tomba al cimitero dei Rotoli), per non parlare delle maldicenze che avvelenarono, in vita, lui e lei, sul piano pubblico e personale. Resta comunque, questo di Cavallaro, da 40 anni firma per il Corriere della Sera dalla Sicilia, nel trentennale della strage di Capaci, il racconto di un legame forte, appassionato, tenace, nato tra comunissime asperità (la separazione di lei dal primo marito) e cresciuto tra umanissime fragilità (le lontananze forzate, la vita blindata) e momenti di tenerezza (le brevi fughe taciute perfino alla supervigilante scorta) da ritagliarsi in una vita a due dove l'unico vocabolo proibito sembrava fosse intimità.
Pagine di gioia ma anche di rinunce, di sofferenza, di paure (l'attentato alla villa dell'Addaura) sino alla scena finale, a quella nube di fiamme e di asfalto dell'autostrada da Punta Raisi a Palermo, il 23 maggio 1992, all'ultima battuta del dramma, quando lei in ospedale, ferita a morte, nel momento estremo, trova un fiato residuo per chiedere «dov'è Giovanni?».

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