Indennizzi xylella. Coldiretti: «La burocrazia tiene fermi 53 milioni»

Martedì 7 Dicembre 2021 di Paolo CONTE

Mai liquidati gli anni 2018 e 2019

 

Indennità compensative ancora in stand by e Coldiretti Puglia lancia l’allarme a tutela degli agricoltori: «Serve una stretta per pagare i risarcimenti a coloro che hanno perso il patrimonio produttivo a causa della xylella nei 121 comuni delle province di Lecce, Brindisi e Taranto, scongiurando che vadano persi».
Un messaggio forte e chiaro rivolto ad Arif e alla Regione Puglia al fine di sollecitare la spesa di risorse che gli agricoltori salentini attendono da tempo. Le indennità finite sotto la lente d’ingrandimento di Coldiretti riguardano le annualità 2018 e 2019 che ammontano a 53 milioni di euro per la grave calamità causata dalla xylella fastidiosa. 

 

 

Domande fatte a gennaio e sparite

 

«Risorse da liquidare alle aziende agricole ricadenti in 4 comuni della provincia di Taranto, 20 della provincia di Brindisi e 97 in provincia di Lecce - prosegue Coldiretti -. La xylella ha provocato effetti più disastrosi di un terremoto con ripercussioni drammatiche di natura produttiva, ambientale, economica con un danno che continua a salire di anno in anno, stimato in quasi 2 miliardi di euro, lavorativa con 5mila posti di lavoro persi, con esigenze di contenimento, di ricostruzione, di sostegno che vanno affrontate in maniera corale, rendendo i procedimenti fluidi e fruibili».
La Regione Puglia ha affidato ad Arif l’attività amministrativa relativa agli interventi conseguenti a calamità naturale da xylella fastidiosa finalizzata a garantire alle imprese agricole e alle aziende vivaistiche non agricole il diritto di accesso tempestivo ai fondi. La domanda di indennità compensativa è stata inoltrata entro gennaio 2021 dai Caa e dai tecnici abilitati attraverso l’Eip, ma «la procedura doveva risultare semplificata e quindi celere, per evitare che troppi passaggi burocratici potessero mandare i Comuni in default, rallentando e inficiando l’erogazione delle indennità - aggiunge Coldiretti -. Invece, a distanza di 11 mesi dalla chiusura delle domande di aiuto sul portale Eip, si è persa traccia di esito delle istruttorie dell’Arif e della liquidazione stessa delle risorse».

 

«Ci indichino i comuni che non hanno inviato i documenti»

 

Sulla questione è intervenuta anche la Confederazione italiana agricoltori Salento esprimendo la volontà di porre fine al disagio di centinaia di agricoltori. «Nonostante l’importante lavoro che sta svolgendo l’Agenzia Regionale per le attività Irrigue e Forestali, gli indennizzi del 2018 e del 2019 non sono ancora arrivati alle aziende agricole. Dovrebbero comunicarci quali sono i comuni che ad oggi non hanno rendicontato, in maniera tale che potremo sollecitare mediante una richiesta mirata». È questo l’appello rivolto ad Arif di Emanuela Longo, direttrice della Cia Salento. «Purtroppo i problemi da risolvere sono molteplici - aggiunge -. E sono legati agli elevati costi di produzione, alla mancanza di manodopera specializzata e alle condizioni climatiche». 
La scadenza del nuovo bando relativa alle domande per gli indennizzi del 2020 era stata prorogata dall’8 ottobre all’1 dicembre ma, secondo Emanuela Longo, ora «le presentazioni delle documentazioni per ricevere i nuovi ristori sono state prorogate sino al 16 dicembre». Una piccola boccata d’ossigeno per la categoria degli agricoltori che, oltre ai danni causati dal batterio killer, è costretta ad aspettare ancora gli agognati ristori del biennio pre-pandemico.
Sulla questione è intervenuto anche il presidente di Cia Salento, Benedetto Accogli che ha spostato l’attenzione sul ruolo di primaria importanza dell’infrastruttura irrigua: «Bisogna accelerare sugli indennizzi, sostenere gli investimenti, semplificare le procedure burocratiche per la ripartenza e bonificare in tempi rapidi l’area infetta - spiega -. Cia ha posto l’attenzione sull’importanza dell’infrastruttura irrigua necessaria a un’olivicoltura moderna e ha rammentato la priorità di salvaguardare gli olivi monumentali, migliorando l’efficienza del monitoraggio. Secondo Cia, inoltre, è necessario velocizzare su altre misure, che non si sono ancora concretizzate, come quella dedicata a ricerca e sperimentazione - conclude -, le cui linee di indirizzo sono state individuate in Comitato fitosanitario».

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