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Botulino, morto il conquilino dello studente leccese avvelenato a giugno

Botulino, morto il conquilino dello studente leccese avvelenato a giugno
di Andrea Arena
3 Minuti di Lettura
Sabato 28 Ottobre 2017, 12:11 - Ultimo aggiornamento: 29 Ottobre, 17:19

“Rocco ha raggiunto il papà in cielo”, ha scritto sui Facebook la madre di Rocco De Pace morto a 26 anni dopo essere rimasto avvelenato dal botulino lo scorso giugno insieme a un collega universitario di Lecce, Francesco Leucci, di Botrugno. I due studenti, che vivevano a Perugia, erano rimasti avvelenati da cibo sottolio, uno di quei barattoli di conserve che profumano di casa ma che talvolta vengono confezionati con approssimazione, come nel loro caso.
“Avvelenamento da botulino”, diranno i medici dell'ospedale Santa Maria della Misericordia, dove i due furono ricoverati d'urgenza in rianimazione dopo essersi sentiti male: le loro condizioni erano gravissime. Entrambi erano stati sottoposti ad intervento di tracheotomia per favorire la respirazione. Il quadro clinico dei due pazienti era emerso in tutta la sua gravità fin dai primi accertamenti diagnostici eseguiti nella stessa notte del loro arrivo in ospedale. Rocco finì subito in coma, poi il 13 agosto tornò a Viterbo, all'ospedale di Belcolle dove le sue condizioni erano ritenute stabili. Diversa fu la sorte dello studente salentino, il 21enne fu prima trasferito dalla rianimazione al reparto di malattie infettive, e quindi – a fine luglio – dimesso.

Tragico invece l'epilogo per il giovane viterbese, che dopo quattro mesi si è arreso all'avvelenamento e questa notte il suo cuore ha smesso di battere.Terribile il lutto per la famiglia che il 16 ottobre aveva perso il papà, Ciro, per 24 anni professore di genetica agraria all'Università della Tuscia. Era nato in Puglia, a Mottola, in provincia di Taranto, ma da molto tempo viveva a Viterbo, dove erano cresciuti Rocco e i fratelli.

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