«Virus nell'aria, Lecce zona covid free». Rischi solo in caso di assembramenti

Martedì 24 Novembre 2020

«Diffusione del virus all'aperto: a Lecce il virus galleggia nell'aria solo in presenza di assembramenti». È questa, insintesi, la conclusione a cui sono giunti i ricercatori di Cnr-Isac di Lecce, Università Ca' Foscari Venezia, Cnr-Isp e Istituto zooprofilattico sperimentale della Puglia e della Basilicata e pubblicato su Environment International. La ricerca multidisciplinare, i cui esiti sono stati pubblicati nei giorni scorsi, è stata condotta a maggio. Tra la fine del lockdown e la ripresa delle attività, dunque. E nel dettaglio, state analizzate le concentrazioni e le distribuzioni dimensionali delle particelle virali nell'aria esterna raccolte simultaneamente, durante la pandemia, in Veneto e Puglia. La ricerca ha evidenziato una bassa probabilità di trasmissione airborne, e cioè per via aerea, del contagio all'esterno se non nelle zone di assembramento. «Il nostro studio ha preso in esame due città a diverso impatto di diffusione: Venezia-Mestre e Lecce, collocate in due parti del Paese caratterizzate da tassi di diffusione del Covid molto diversi nella prima fase della pandemia - spiega Daniele Contini, ricercatore Cnr-Isac - Durante la prima fase della pandemia, la diffusione del virus è stata eccezionalmente grave nel Veneto, con un massimo di casi attivi (cioè individui infetti) di 10.800 al 16 aprile (circa il 10% del totale dei casi italiani) su una popolazione di 4,9 milioni. Invece, la Puglia ha raggiunto il massimo dei casi attivi il 3 maggio con 2.955 casi (3% del totale dei casi italiani) su una popolazione di 4,0 milioni di persone». Dunque, l'analisi delle particelle raccolte e le conclusioni dei ricercatori: «Tutti i campioni raccolti nelle aree residenziali e urbane in entrambe le città sono risultati negativi - ha chiarito Contini - La concentrazione di particelle virali è risultata molto bassa nel Pm10 e in ogni intervallo di dimensioni analizzato. Pertanto, la probabilità di trasmissione airborne del contagio in outdoor (ossia all'aperto), con esclusione di quelle zone molto affollate, appare molto bassa, quasi trascurabile».

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Negli assembramenti, invece, le concentrazioni possono aumentare localmente così come i rischi dovuti ai contatti ravvicinati: «Pertanto è assolutamente necessario rispettare le norme anti-assembramento anche in aree outdoor» ha concluso il ricercatore. Sin qui gli esiti dello studio interdisciplinare.
Ma in Puglia già dalle prossime settimane si metterà al lavoro il team Covid. Un gruppo di lavoro composto da esperti dell'Università, del Policlinico e del Politecnico di Bari ma anche dal dipartimento Salute della Regione Puglia e dall'ordine nazionale del Medici. L'obiettivo è chiaro: capire quali siano stati i comportamenti sociali che hanno determinato la diffusione del virus nella regione e quali gli ambienti in cui si è maggiormente diffuso, al fine di stabilire misure di contenimento dei contagi . «Per la prima volta in Italia sarà avviato uno studio utile per consentire ai medici di comprendere i flussi e l'andamento della pandemia al fine anche di elaborare modelli organizzativi di assistenza e prevenzione per contenere la diffusione del virus» ha precisato il presidente della Fnomceo Filippo Anelli. Il lavoro sarà coordinato dal presidente della scuola di Medicina dell'Università di Bari. Secondo il professor Loreto Gesualdo il modello elaborato: «Servirà a identificare gli ambienti e i comportamenti sociali più a rischio nel contrarre l'infezione, e quindi a definire in maniera scientifica le regole di comportamento e di prevenzione da parte della popolazione». Ai fini della ricerca, verrà somministrato un questionario online a un campione compreso tra tremila e cinquemila pugliesi che nelle ultime due settimane si sono sottoposti a tampone molecolare, a prescindere dall'esito dell'esame. Il questionario sarà redatto da clinici, epidemiologi, sociologi ed esperti di sistemi di analisi. «I dati raccolti - conclude Vito Montanaro, direttore del dipartimento Salute - verranno elaborati utilizzando sistemi di analisi statistica come deep learning e machine learning».
P.Col.
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Ultimo aggiornamento: 25 Novembre, 07:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA