Video e foto intimi di una ragazza salentina nelle chat erotiche: aperta una indagine

Video e foto intimi di una ragazza salentina nelle chat erotiche: aperta una indagine
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Sabato 27 Febbraio 2021, 15:23 - Ultimo aggiornamento: 1 Marzo, 20:11

La passione sboccia chattando durante il lockdown di marzo-aprile dell'anno scorso. Lei, poco più che maggiorenne gli inviò i selfie e i video del suo essere più intimo. Certa che quel 20enne conosciuto in rete tenesse quelle immagini solo per i suoi occhi. Che apprezzasse la fiducia accordatagli, che comprendesse di avere ricevuto un privilegio. Ed invece si era sbagliata, quella ragazza salentina: ha scoperto mesi dopo di essere finita in uno di quei canali digitali seguiti dalle persone prese dalla mania delle foto e dei video porno.


Fu uno shock: glielo segnalarono alcuni conoscenti. Con commenti non sempre di solidarietà.
C'è un'inchiesta. Il pubblico ministero della Procura di Lecce, Giorgia Villa, ha aperto un fascicolo che contesta le ipotesi di reato di diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, nonché la pornografia minorile. Nel registro degli indagati c'è il nome del 20enne a cui la ragazza salentina inviò i file delle foto e dei video considerandolo concretamente un fidanzato, anche se il rapporto fino a quel momento sera stato solo virtuale.


È stata la denuncia presentata dalla vittima con l'avvocato Giuseppe Nisi a dare il via all'inchiesta penale. Agli atti è finito lo smartphone sequestrato al ragazzo nella sua casa di Cardito (in provincia di Napoli). Ed ora sarà la consulenza che la Procura affiderà dopodomani all'ingegnere Tania De Benedittis a stabilire se ci siano o meno e fonti prova per ritenere che l'indagato abbia ricevuto e diffuso le foto ed i video della ragazza. Compito del consulente sarà quello di estrarre una copia forense della memoria dello smartphone per tracciare tutti i destinatari di quei file e iniziare così a tracciare la catena di contatti, o il contatto diretto, che hanno fatto sì che quelle immagini siano finite sul sito porno.


Il caso sarà seguito anche dall'ingegnere Luigina Quarta per la ragazza, nelle operazioni di conferimento dell'incarico peritale l'avvocato difensore Enzo Spina comunicherà se intenda o meno avvalersi della consulenza di un perito informatico.
Al di là di quelli che saranno gli esiti dell'inchiesta, questo caso conferma che durante il lockdown siano aumentati i rischi di cadere nella trappole della rete. Le tante ore trascorse dai ragazzi in contatto con il mondo attraverso gli smartphone, i tablet ed i computer li ha esposti a prendere contatti con persone rivelatesi inaffidabili: truffe, ma anche gente che non si fa scrupoli a mettere nella piazza virtuale della rete le manifestazioni della vita più intima di una ventenne.

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