Via ai saldi ai tempi del Covid «Un'iniezione di liquidità»

Sabato 1 Agosto 2020 di Leda CESARI
Secoli fa, insieme ai diamanti, erano la cosa che più entusiasmava le signorine di ogni età compresa tra le 5 e le 95 primavere. Adesso i tempi sono cambiati, viviamo in emergenza Covid-19 e non ci sono più i saldi di una volta. Anche perché quest'anno cominciano oggi, in piena estate: sabato primo agosto.
Giorno al quale il legislatore ha rinviato, in considerazione del lockdown - e dei negozi rimasti chiusi fino a fine maggio le svendite tradizionalmente previste per il 6 luglio. Dureranno fino al 15 settembre. Saranno la salvezza dei nostri armadi, sempre vuoti per definizione, e dei bilanci dei negozi, funestati da una crisi sanitaria innestatasi su una precedente crisi economica? Vedremo. Per renderli più sicuri e trasparenti, intanto, Federmoda ha approntato il decalogo Saldi chiari e sicuri, da esporre presso il punto vendita per acquisti in piena trasparenza e sicurezza: distanza di almeno un metro tra i clienti in attesa di entrare e quelli già dentro il negozio (salvo eventuali ulteriori prescrizioni regionali); obbligo di pulizia delle mani con i gel igienizzanti messi a disposizione degli acquirenti; obbligo di mascherine per clienti e dipendenti; divieto di trattenersi in negozio oltre il tempo dell'acquisto, evitando abbracci e strette di mano; prova dei capi a discrezione del negoziante, e gel e mascherina per entrare nei camerini. Poi l'aspetto economico della faccenda. I capi in saldo devono avere carattere stagionale ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo; allo scopo il negoziante ha l'obbligo di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale. Qualora il prodotto acquistato in saldo debba prevedere modifiche e/o adattamenti sartoriali, il costo è a carico del cliente salvo diversa pattuizione, e di questo bisognerà dare preventiva informazione. I cambi, invece, sono rimessi alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme: in questo caso scatta l'obbligo della riparazione o della sostituzione del capo, oppure della riduzione o restituzione del prezzo pagato se la prima ipotesi non è possibile; il compratore è però tenuto a denunciare il difetto entro due mesi dalla data della scoperta.
Regole stringenti anche per i pagamenti, infine: il negoziante ha l'obbligo di accettare le carte di credito, e anzi deve favorirne l'utilizzo. Le associazioni di categoria incrociano le dita. «In questo momento storico i saldi rappresentano un'opportunità sia per chi li pratica che per chi ne usufruisce», avverte il presidente di Confcommercio Lecce, Maurizio Maglio. «Infatti, se da un lato l'impresa può beneficiare di un'iniezione di liquidità grazie all'aumento delle vendite legata ai saldi, dall'altro il consumatore può soddisfare un desiderio o soddisfare le varie esigenze usufruendo di prezzi particolarmente allettanti». Da un'indagine di Confcommercio emerge che rimane stabile la percentuale di chi farà acquisti durante il periodo dei saldi (61,8%). Sono soprattutto le donne tra i 35 e i 44 anni, residenti al Sud, a rappresentare l'identikit del consumatore-tipo che approfitterà degli sconti per rinnovare il proprio guardaroba; tra i prodotti più gettonati capi di abbigliamento (95,9%), calzature (82%), accessori (37%) e biancheria intima (30%).
«Dall'indagine emerge anche che gli italiani continuano a dare sempre maggiore importanza alla qualità dei prodotti rispetto al prezzo, e migliora anche il giudizio dei consumatori in riferimento alla varietà dei prodotti venduti in saldo. Stiamo vivendo una fase economica delicata, dove ognuno di noi è chiamato a fare la sua parte in modo da uscire tutti insieme indenni, il più presto possibile, da quest'emergenza sanitaria ed economica». Ne conviene anche Luigi Muci, presidente provinciale di Confesercenti: «Il periodo è durissimo il turismo non è partito appieno, niente matrimoni, poche lauree e i saldi rappresentano davvero un momento molto atteso dai commercianti per respirare un po'. Il problema però è che molti, per fare cassa, ne hanno anticipato il periodo, contravvenendo anche alle disposizioni di legge, con offerte e offertine varie sotto banco. Ecco perché io invito i consumatori a non farsi prendere in giro e a diffidare delle svendite facili e delle vetrine in saldo perenne: acquistate solo nei negozi di fiducia».
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