La Regione sbaglia fornitura e le farmacie restano al palo: «Non avremo mai i vaccini necessari. Cittadini sempre più speventati»

Sabato 24 Ottobre 2020 di Paolo CONTE

La possibilità di trovare un vaccino antinfluenzale si allontana sempre di più. E sempre di più sale la preoccupazione tra i cittadini che, non rientrando nelle categorie a rischio, sembrano destinati a non vaccinarsi. L'ultimo ostacolo è di natura burocratica: le già poche dosi destinate dalla Regione Puglia alle farmacie sono ora bloccate perché si tratta di forniture multidose, mentre le farmacie posso vendere solo - per motivi di tracciabilità - confezioni monodose.


La preoccupazione è palpabile, l'autunno avanza, la paura di contrarre il Covid-19 ormai è generalizzata e nelle farmacie leccesi la situazione continua a ristagnare. «I vaccini non sono ancora arrivati e non abbiamo alcuna comunicazione - spiega Maria Rosaria Frigino della Moschettini -. Purtroppo non siedo ai tavoli tecnici e siamo in attesa perché non sappiamo più cos'altro dire alla clientela. E più passa il tempo più aumentano le richieste. Ci sentiamo impotenti dinanzi a questa situazione».


La Regione Puglia, in tempi non sospetti, ha comprato 2,1 milioni di vaccini. Ma se mai arriveranno ai non aventi diritto sarà solo dopo che i medici avranno coperto tutte le richieste delle fasce deboli (ultrasessantenni, malati cronici, lavoratori a rischio). Si è ipotizzato un mese dopo l'avvio della campagna di vaccinazione e a somministrarli, a questo punto, dovranno essere sempre i medici di famiglia. Le farmacie restano fuori. Una chiave di lettura prova a fornirla Francesco Vito della De Pace - Licignano: «La Regione vuole assicurarsi che le categorie protette vengano vaccinate. I vaccini infatti sono stati messi a disposizione degli ambulatori medici, ma per le farmacie credo ormai dovremo attendere il mese prossimo, se si sblocca la situazione. Tutto è ancora in fase di definizione. A causa della paura da coronavirus quest'anno sono stati riservati vaccini in dose tripla ai medici e per questo motivo sono spariti dal mercato. Quindi la produzione non riesce ad andare oltre perché rispetto agli altri anni ne sono stati prodotti molti di più».


I timori tra i cittadini, intanto, crescono. «Ieri mattina ho fatto un altro tentativo in farmacia per acquistare il vaccino, ma mi hanno detto di rivolgermi al mio medico curante», racconta Stefania Battaglini mentre passeggia in piazza Mazzini.


La Farmacia Marzano, invece, potrebbe provare a battere un'altra strada: «Un collega mi sprona a riunire medici e farmacisti per far sentire la nostra voce in merito a questo problema - rivela Umberto Marzano -. Anche perché nel momento in cui i vaccini saranno disponibili ci vogliono almeno 15 giorni affinché possano essere efficaci. Noi farmacisti siamo totalmente spaesati».


All'esterno di una nota farmacia della città, Francesco Marzano è infuriato: «Di questo passo non riusciremo mai a vaccinarci». Tra lo sconforto dei farmacisti e l'ira della gente, la farmacia Messa ha provato a fare chiarezza sulla questione uscendo fuori dal coro: «Abbiamo avuto comunicazione da parte della Regione che le farmacie non avranno i vaccini - spiegano Alessandra Miglietta e Francesca Chiriacò -. Tutti i vaccini sono stati comprati dalla Regione in confezione multidose. E dato che noi farmacisti possiamo vendere solo monodosi, i vaccini saranno fatti solo dai medici e dalle Asl. Anche perché noi non potremmo assolutamente togliere dalle confezioni i vaccini multidose. C'è stata una riunione in Regione insieme ai nostri rappresentanti in cui hanno spiegato che le farmacie non avranno i vaccini».


Anche alla farmacia Migali regna il buio più pesto: «Più passa il tempo e maggiore è la richiesta da parte dei clienti che ci manifestano ogni giorno le loro preoccupazioni - spiega Gianluca Greco -. Ancora non abbiamo avuto aggiornamenti da parte di nessuno, sia per i tempi che per il numero di dosi».
«Ho tanta paura - confessa Alessandro Quarta all'uscita di un supermercato -. Se non trovo un vaccino in tempi brevi finirò per non uscire più di casa perché soffro di forti attacchi di panico».

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