Case fantasma e turisti truffati. Torna l'allerta nel Salento

Case fantasma e turisti truffati. Torna l'allerta nel Salento
di Rita DE BERNART
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Martedì 27 Luglio 2021, 08:22 - Ultimo aggiornamento: 14:46

Vacanza con la fregatura. Con il boom di richieste di alloggi torna la truffa delle case vacanza fantasma anche nel Salento. La ritrovata, parziale serenità nell'affrontare un viaggio e l'allentamento iniziale delle restrizioni da Covid hanno fatto registrare un incremento significativo di prenotazioni rispetto allo scorso anno: sale la domanda e sale anche l'offerta, pure quella fasulla purtroppo.

I casi

L'ultimo caso scoperto riguarda un gruppo di 21 ragazzi di Avezzano che avevano prenotato una vacanza di una settimana a Rivabella, truffati per una somma che si aggira in totale, per 4 appartamenti, sui 4mila e cinquecento euro.
Il fenomeno noto in tutta Italia, presente nei territori più gettonati per le vacanze, è esploso a Gallipoli e dintorni un po' di anni fa, con il periodo d'oro del turismo giovanile e dei record di presenze giornaliere e arrivi. Nelle maglie delle centinaia di migliaia di richieste, hanno trovato terreno fertile gli affitti abusivi e le truffe per affitti di alloggi privati e case vacanze fantasma ai danni di ignari villeggianti. Moltissime le denunce, ma tante probabilmente anche le trappole non denunciate, nella consapevolezza che recuperare le somme versate in gran parte dei casi è impossibile.
Maggiormente interessate le località da sold out e quelle frequentate da giovani. Sono proprio gli under trenta in prevalenza a rivolgersi a portali e piattaforme web in cerca di case con numerosi posti letto. Mentre i più adulti molto spesso preferiscono affidarsi alle agenzie o comunque sono soliti prestare maggiore attenzione ed effettuare qualche verifica in più prima di concludere le trattative.

Il Salento


Non solo da Gallipoli - inevitabilmente nell'occhio del ciclone - sono arrivate denunce, ma anche dalla costa adriatica o dal nord della costa jonica. Le previsioni per la stagione sono preoccupanti a detta degli operatori, per le due settimane di agosto si teme ci saranno decine di tranelli di questo genere: queste persone infatti agiscono proprio nei periodi in cui il guadagno può essere importante, con prezzi che vanno dalle 1000 alle 2000 euro a settimana. I ragazzi, dunque, spesso etichettati come maleducati e cafoni, diventano in questo caso le vittime ed il principale bersaglio di chi sfrutta il web per i propri facili, illeciti guadagni.

Peraltro, a cascare nell'inganno, sono spesso anche agenzie e tour operator o strutture organizzate. Particolare il caso gallipolino in cui alla fine, a farne le spese, sarà probabilmente Expedia, colosso americano degli alloggi turistici online. Questi i fatti nel dettaglio. Lo scorso 24 luglio una comitiva di 21 ragazzi, intorno ai 18 anni, provenienti da Avezzano, nell'Abruzzo, sono arrivati a Rivabella, muniti di voucher Expedia, con un bus messo a disposizione dalla loro agenzia che li ha accompagnati e sarebbe dovuto tornare a riprenderli il 31 luglio. Una volta sul posto hanno telefonato al numero di riferimento al quale ha risposto una signora che ha spiegato di non avere appartamenti in affitto. La donna però ha riferito di aver già ricevuto altre telefonate nelle settimane precedenti. Una truffa reiterata, quindi, che aveva già fatto altre vittime.
Ad aiutarli un agente di viaggio di Alezio che, chiamato da un barista al quale i ragazzi hanno raccontato l'avventura, si è occupato di ricollocarli in altri quattro appartamenti su Gallipoli. Allertata subito l'agenzia abruzzese, che a sua volta aveva acquistato l'alloggio dal portale Expedia - anello debole della catena - ha saldato nuovamente il soggiorno dei malcapitati, rivalendosi poi sulla società americana. Gli operatori locali per andare incontro alla brutta esperienza dei giovani e ai colleghi hanno applicato prezzi calmierati e li hanno presi in carico fino al ricollocamento. «Era importante aiutare questi ragazzi che, dopo i terremoti vissuti nelle loro zone e dopo un anno e mezzo di pandemia - ha detto l'agente di viaggio che li ha soccorsi - erano forse alla loro prima vacanza spensierata».
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