UniSalento, crolli in aula. Zara rassicura: «Priorità assoluta agli interventi»

Mercoledì 3 Aprile 2019 di Maddalena MONGIò
L'ingresso di Unisalento

Sicurezza degli edifici: a UniSalento si intensificano i controlli dopo il crollo di calcinacci e copriferro in una delle tre aule dell'Adisu Lecce, ma utilizzate dall'Università che le detiene in comodato d'uso. Il rettore di UniSalento Vincenzo Zara, contestualmente, ha deciso, che quelle aule non saranno più utilizzate. Da tempo gli studenti lamentano varie criticità, dagli allagamenti, al crollo di controsoffitti e hanno più volte criticato il rettore Zara per non aver messo mano alle manutenzioni necessarie. In questo caso il cedimento ha riguardato l'aula ED1, in via Brenta a Lecce, dove non erano previste lezioni per fermo didattico, ma si sarebbero dovuti tenere gli esami di 200 studenti. Il cedimento, fortunatamente, ha preceduto il loro ingresso. Quella delle manutenzioni straordinarie è un vero problema, per UniSalento, dove sono tanti gli edifici che si presentano con evidenti segni di degrado. Era stata costituita anche una commissione per valutare la situazione complessiva, ma di fatto non ci sono stati stanziamenti per mettere in sicurezza edifici dove, nella migliore delle ipotesi, piove dal soffitto.
Manutenzioni previste nei fondi stanziati con il Piano per il Sud sei anni fa, ma per rimpalli vari ancora è tutto in divenire. Per Zara i soldi non erano concretamente disponibili, secondo gli studenti, parte della comunità accademica e del personale tecnico amministrativo, ci sono stati troppi ritardi che alla fine hanno portato a non poter avere i soldi nei tempi giusti. Il Piano per il Sud è parte dell'eredità dell'ex rettore Domenico Laforgia, ma gli esiti non sono stati quelli sperati visto che ancora oggi la sicurezza è a rischio. Un argomento che sicuramente attraverserà la campagna elettorale per la carica di rettore ormai già in atto anche se la data delle elezioni non è stata ufficializzata.
Intanto Zara, dopo le parole aspre degli studenti assicura: «L'attenzione per la sicurezza degli studenti è massima, il monitoraggio degli edifici universitari è stato ulteriormente intensificato». Una risposta a distanza dopo l'accusa di Link coordinamento universitario, Focus studenti, Studenti indipendenti-Udu, di trascurare la sicurezza degli studenti.
«Quando si parla di edilizia e manutenzione è importante garantire prioritariamente la sicurezza precisa Zara , ma anche la vivibilità degli ambienti e quindi il benessere degli studenti e, più in generale, degli utenti che frequentano le varie sedi. Per questa ragione non abbiamo mai etichettato come ingiuste o esagerate le osservazioni dei nostri studenti, né minimizzato gli eventi a volte incresciosi come quelli dei giorni scorsi nelle nostre strutture. Ribadisco quanto detto dal direttore generale Donato De Benedetto in quell'occasione: nell'ambito del Piano per il Sud sono stati già programmati interventi di ristrutturazione, che necessitano di tempi congrui e per i quali ovviamente saranno avviati interventi immediati per evitare, nelle more dell'inizio dei lavori, il ripetersi dei fenomeni riscontrati. A questo scopo il monitoraggio è stato ulteriormente intensificato, con il massimo impegno sia della Ripartizione Tecnica e Tecnologica sia del Servizio di Prevenzione e Protezione. All'esito di questo monitoraggio, il Consiglio di Amministrazione deciderà sul finanziamento degli interventi ritenuti indifferibili, che avranno priorità assoluta rispetto a qualunque altra iniziativa o attività prevista nell'Ateneo».
In pratica Zara mette il piede sull'acceleratore e poi conclude: «In queste ore, intanto, si sta lavorando allo spostamento delle attività didattiche erogate in via Brenta presso altre sedi UniSalento».
Gli studenti, dopo il cedimento all'Adisu, hanno avuto un filo conduttore univoco: «Riteniamo inaccettabile che episodi di questo genere accadano con troppa frequenza nel nostro Ateneo. È paradossale che l'edilizia e la manutenzione dei plessi continuino a non essere una priorità di questa amministrazione, nonostante le problematiche si ripresentino regolarmente. È giunto il momento di lavorare a soluzioni concrete, che risolvano il problema alla radice, senza false promesse che poi si dimostrano solo fumo».

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