Turismo, estate da record nel Salento (meglio del pre Covid)

Giovedì 7 Ottobre 2021 di Valeria BLANCO

Tutti pazzi per il Salento: dopo un 2020 segnato dal Covid, da un lungo lockdown e da lunghi divieti di spostamento, che hanno comportato il netto crollo di arrivi e presenze, l'estate che è appena passata - secondo i dati provvisori diffusi da Pugliapromozione - si chiude con dei segni più anche rispetto al 2019, che già era stato l'anno dei record per il turismo pugliese. E gli operatori, che più di altri hanno sofferto a causa della pandemia, tornano a sperare e a programmare la futura stagione turistica con un pizzico di ottimismo in più.
Nel mese di luglio si registra un +5.3% di arrivi rispetto al 2019 e, sempre rispetto al record del 2019, agosto segna un +4,9% in termini di presenze. Le percentuali di agosto, inoltre, tenderanno a registrare un ulteriore incremento alla luce della trasmissione all'Osservatorio di Puglia promozione degli ultimi dati non ancora lavorati.

La top ten degli arrivi


Nella Top ten degli arrivi, il Salento la fa padrone con ben quattro località: Lecce (128.558) al terzo posto dopo Vieste e Bari; Otranto al quarto posto con 109.836 arrivi; Gallipoli al sesto posto (83.006)e Ugento al nono (74.022). Guardando invece alle presenze, cioè al numero di notti (ed eccettuando Vieste che da sola totalizza 1,8 milioni di presenze) il Salento non ha rivali: le reginette sono Otranto e Ugento, che superano il mezzo milione di presenze ciascuna.

Questa la speciale classifica salentina: Otranto ha registrato 549.041 presenze, Ugento 530.007. Seguono Lecce con 462.126 presenze, Gallipoli con 447.341, Melendugno con 437.566, Porto Cesareo con 261.596, Nardò 225.109. Ottime le performance anche di Castrignano del Capo con la sua perla, Leuca, che registra circa 20mila arrivi e 78mila presenze; Santa Cesarea Terme con 17mila arrivi e circa 68mila presenze, Vernole con 13mila arrivi e 75mila presenze e Salve con le sue marine che hanno segnato 13mila arrivi e 90mila presenze.

Gli stranieri premiano Lecce: quasi un quinto dei suoi 128mila arrivi nel 2021 (27.842) arrivano dall'estero, ma si trattengono poco: due o tre giorni al massimo.
Il paragone con l'anno scorso sarebbe fuorviante, in quanto il 2020 è stato segnato dal lungo lockdown e dal totale crollo del turismo estero. Colpisce invece il paragone con il 2019, quello che è stato per la Puglia l'anno dell'exploit, perché si intravedono i segnali di una ripresa del comparto che, soprattutto per quel che riguarda i mesi estivi, va ben oltre le più rosee aspettative. A luglio gli italiani che hanno scelto la Puglia sono aumentati del 15,9% (anche le presenze sono cresciute del 6,9%).

Per gli stranieri si registra un calo, legato anche alle perduranti restrizioni dovute alla pandemia, ma se da gennaio a giugno la bilancia pende sul segno meno, a luglio si ha finalmente un'inversione di tendenza: +5,3% di arrivi totali (italiani più stranieri) rispetto al 2019 (presenze -0,3%). Ad agosto gli arrivi degli italiani crescono (+3,6%) ma non tanto da compensare la diminuzione degli stranieri: il bilancio totale del -0,3% però è incoraggiante. Certo, bisogna considerare che nella stagione turistica appena passata in molti, per prudenza, hanno preferito evitare di spostarsi all'estero e, tra le regioni italiane, hanno premiato la Puglia. Il prossimo anno, se i rischi legati al covid dovessero diminuire, la concorrenza di altre mete balneari come la Grecia, l'Albania o la Croazia potrebbe farsi sentire.
Rispetto alle altre province pugliesi, Lecce e il Salento fanno nettamente da traino al settore turistico. Tra i capoluoghi, solo Bari ha più arrivi (190.768), ma meno presenze rispetto a Lecce. In un'ipotetica classifica seguono poi Taranto (51.010 arrivi e 282.310 presenze), Brindisi con 38.309 arrivi e 103.770 presenze e Foggia con 26.807 arrivi e 59.962 presenze.
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Ultimo aggiornamento: 8 Ottobre, 07:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA