Medico accusato di violenza sessuale: pazienti risarcite con 110mila euro. Non si costituiranno parte civile

Medico accusato di violenza sessuale: pazienti risarcite con 110mila euro. Non si costituiranno parte civile
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Lunedì 19 Settembre 2022, 20:30

Medico accusato di violenza sessuale: pazienti risarcite per oltre 110mila euro. Per difendersi dall’accusa di violenza sessuale aggravata, infatti, l'ortopedico Sergio Cosi, 66 anni, di Tricase, aveva scelto il rito abbreviato e chiesto di risarcire le otto donne vittime delle accuse costategli l’arresto. E così è stato: le vittime e il marito di una di esse sono stater risarcite e hanno rinunciato a costituirsi parte civile. Si andrà in aula il prossimo 20 ottobre per la discussione del pm e la sentenza. 

Le accuse e poi l'arresto

Violenza sessuale aggravata è l’ipotesi di reato contestata all’ortopedico, nell’inchiesta condotta dal pubblico ministero della Procura di Lecce, Erika Masetti, con i carabinieri che il 25 novembre dell’anno scorso vide Cosi finire agli arresti domiciliari perché accusato di abusi sulle pazienti durante alcune delle visite svolte in una clinica di Casarano. Le indagini partirono alla fine di maggio dell’anno scorso, a seguito della denuncia presentata da una paziente con l’avvocato De Marco. Furono installate delle microcamere nell’ambulatorio in cui riceveva le sue pazienti.


E, a riscontro del racconto fatto dalla prima vittima, fu possibile constatare, almeno in altre quattro occasioni, che il professionista abusò della sua autorità per far adagiare le pazienti sul lettino dello studio e poi palpeggiarle, fino a praticare loro, in alcuni casi, anche atti sessuali. Di 62, 51, 56 e 69 anni, le prime quattro vittime individuate dall’inchiesta.
Il medico risponde anche di lesioni personali aggravate perché in una occasione, con delle manipolazioni finalizzate al compimento dell’atto sessuale, avrebbe provocato una cervicalgia giudicata guaribile in sette giorni, con l’aggravante di aver commesso il fatto proprio in occasione della commissione del delitto di violenza sessuale e al fine di eseguire lo stesso reato.


Approcci di natura sessuale palesamente non condivisi - sostengono questo le carte del fascicolo - dalle pazienti. Con palpeggiamenti di zone del corpo non interessate alla patologie, con il medico che a volte si sarebbe parzialmente denudato e con l’uso di uno spray capace di affievolire le capacità di reazioni delle vittime sempre con il pretesto - siamo sempre sul fronte dell’accusa - di stare facendo terapia, sebbene le frasi ed i commenti registrati sembrano indicare espressioni di compiacimento. Un passaggio dell’ordinanza di custodia cautelare sosteneva proprio questa circostanza: « Cosi sfrutta la professione medica al fine di soddisfare i propri impulsi sessuali».

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