Sesso "virtuale" con una ragazzina: la convinse di essere un suo coetaneo

Sesso "virtuale" con una ragazzina: la convinse di essere un suo coetaneo
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Mercoledì 11 Maggio 2022, 17:27 - Ultimo aggiornamento: 19:49

Adescò un'adolescente originaria di Trepuzzi in chat spacciandosi per un suo coetaneo e la convinse a spogliarsi e a compiere atti sessuali davanti alla webcam. Nuova condanna per il 69enne E.P. originario di Tivoli. Oggi la seconda sezione penale del tribunale di Lecce, presieduta dal giudice Fabrizio Malagnino, l’ha riconosciuto responsabile anche del reato di violenza sessuale, infliggendogli cinque anni e due mesi di reclusione che si aggiungono agli otto anni e mezzo già inflitti per il reato di pedopornografia. 

La denuncia della famiglia

A dare il via all'inchiesta, nel 2013, fu la segnalazione dei genitori della ragazzina, in particolare, della madre insospettita dai comportamenti della figlia. Durante le indagini, gli uomini della polizia postale coordinati dall'ispettore Salvatore Antonio Madaro sequestrarono i computer dell'adolescente e dell'anziano. Questo, stando all'accusa, avrebbe conquistato il cuore della ragazzina, lasciandole credere per mesi di essere il tipo bello e giovane nelle fotografie dei profili aperti sui social network. Lei non poteva certo immaginare che dietro al volto del ragazzo di cui si era invaghita si nascondeva invece quello di un uomo col quadruplo dei suoi anni. Proprio per quest'uomo si sarebbe rintanata in stanza, intrattenendo lunghe chiacchierate su Messanger e Skype, arrivando persino a spogliarsi e a compiere atti sessuali dinanzi alla webcam. L'uomo, 63enne all'epoca dei fatti, si sarebbe fatto inviare dalla minorenne alcune fotografie di lei senza veli. Da qui l'accusa anche di produzione di materiale pedopornografico. 

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