Uccisa con 41 coltellate: così il marito ha trucidato Teresa

Giovedì 19 Luglio 2018
Michele Spagnuolo e la moglie Teresa Russo

Quarantuno coltellate. Alla gola, alla testa e al torace. Per scaricare tutta la sua rabbia, per non lasciarle scampo. Così Michele Spanuolo (68 anni) ha ucciso la moglie Teresa Russo (57) a Trepuzzi, il paese dove abitavano. Lei aveva paura di lui. Lo sapevano in tanti, dai familiari ai vicini di casa, e negli ultimi giorni - quelli che hanno preceduto il delitto - il marito aveva fatto sparire le chiavi della porta della camera perché a Teresa l'avvocato aveva consigliato di chiudersi a chiave quando andava a dormire. Lei voleva lasciarlo, perché non ce la faceva più a sopportare la violenza del marito. Michele ha deciso invece che doveva finire in un altro modo.
Così lunedì scorso, nel bel mezzo dell'ennesima lite in casa, ha afferrato il coltello e l'ha uccisa. Senza pietà. Ha annunciato l'omicidio al figlio con un messaggio Whatsapp, ha lasciato un biglietto in caserma e poi ha vagato per Trepuzzi senza meta. I carabinieri lo hanno rintracciato e arrestato in stazione.
L'autopsia, eseguita oggi su disposizione della Procura, ha accertato il numero delle coltellate inferte alla donna. Ne esce una ricostruzione del delitto che sembra escludere la dinamica raccontata dall'uomo nel corso del primo interrogatorio e cioè che lui le ha strappato di mano il coltello con cui lei voleva colpirlo e quindi si è semplicemente difeso. Del resto fin dal primo momento il pm che indaga non gli aveva creduto, contestandogli l'omcidio volontario aggravato dai futili motivi. Il caso sembra chiuso. Restano però tante domande, una su tutte: se in tanti sapevano dell'incubo in cui viveva Teresa in quella casa, perché non si è fatto nulla per evitare che tutto precipitasse fino a quelle 41 coltellate?

Ultimo aggiornamento: 18:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA