Torre Lapillo, presunta infezione colpisce 20 persone, ricoverato un bimbo

Ospiti di un villaggio. Il proprietario: "Rispettiamo gli standard igienico sanitari"

Il pronto soccorso del Vito Fazzi
Il pronto soccorso del Vito Fazzi
di Francesco DE PASCALIS
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Martedì 9 Agosto 2022, 21:46 - Ultimo aggiornamento: 10 Agosto, 07:03

Un bimbo di cinque anni ricoverato con conati di vomito, problemi gastrointestinali e diarrea al Vito Fazzi di Lecce, ed altri 20 ospiti di un villaggio di Torre Lapillo, vittime di una presunta "tossinfezione alimentare" in corso di verifica da parte degli organi competenti. È questo il quadro clinico, emerso dopo una mattinata di interventi del personale medico e paramedico del 118, allertato da decine di chiamate di turisti in vacanza proprio nella struttura che ospita ben 200 famiglie che avevano scelto di trascorrere le loro vacanze e che hanno dichiarato di "aver accusato malesseri, spossatezza e dolori intestinali" dopo aver mangiato del pesce cotto. 

Informati i Nas

A destare preoccupazione tra tutti coloro che hanno richiesto intervento dei medici, c'è stato come detto, un bimbo, che più dei grandi ha manifestato sintomi importanti: tra cui nausea, vomito e soprattutto diarrea, e per il quale i medici hanno ritenuto  necessario il ricovero in ospedale. Sul posto dopo le diverse chiamate è giunto personale dell’Asl per gli accertamenti.

Al termine della giornata intensa e difficile, si sono contati diversi intossicati con numerose altre persone con malori più lievi gestiti direttamente nelle residenze del villaggio con cure specifiche. Un bilancio finale diffuso dall’Asl di Lecce dopo il presunto e tutto da definire caso di intossicazione alimentare, ha informato i Nas ed i controlli del Gruppo Malattie a Trasmissione Alimentare (Mta), e del Sian, un team multidisciplinare che coinvolge anche veterinari e tecnici della prevenzione, facenti capo all’Asl di Lecce, personale che potrebbe disporre con ogni probabilità il provvedimento di urgenza a tutela della salute pubblica, di sospensione dell’attività di ristorazione e preparazione pasti nella struttura fino a quando non saranno resi noti i risultati degli esami tossicologici effettuati su parte del cibo consumato dagli ospiti della struttura.

Il sospetto 

Il sospetto, si apprende da fonti investigative, è che l’intossicazione potrebbe essere stata causata da una pietanza, ma anche questo aspetto dovrebbe essere chiarito dalle analisi. L’attività d’indagine sanitaria  proseguirà anche stamattina quando i dirigenti medici del Sian, completeranno l'ascolto delle persone coinvolte, non solo quelle colpite da malessere ma anche quelle che non hanno accusato sintomi, così come previsto dal protocollo, in modo da individuare con precisione l'eventuale tossina che avrebbe scatenato la presunta infezione. 
Informato ed interpellato sui fatti accaduti, il responsabile del villaggio, ha affermato «Che al momento nessun provvedimento è stato preso dalle autorità competenti, che la struttura ospita da anni 200 famiglie e rispetta tutti gli standard igienico sanitari previsti dai protocolli di igiene e salute pubblica nel merito dell'espletamento dell'attività di ristorazione. A nostro avviso, potrebbe trattarsi anche di un virus di quelli stagionali che stanno colpendo migliaia di italiani e che potrebbero essere compatibili con la sintomatologia dichiarata dagli ospiti del villaggio. Restiamo a completa disposizione sua delle autorità competenti sua dei nostri ospiti ed auguriamo a tutti coloro che non sono in buono stato di salute una pronta guarigione».

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