Tennis, un campo più corto di mezzo metro: beffa per Lecce. La squadra vince e rilancia: «Chiederemo i danni per lo stop»

Lunedì 11 Ottobre 2021 di Roberta GRASSI

La vittoria fuori casa contro Bassano del Grappa, nella seconda giornata del campionato di A2 di tennis, è una prova d'orgoglio del ct Mario Stasi di Lecce. Ed ha tutto il sapore del riscatto. Non cancella affatto l'amarezza per la brutta storia della prima giornata, né l'esigenza di chiarezza sul 6 a 0 a tavolino rimediato contro Firenze. Un verdetto che brucia ancora, per come è stato deciso. A maggior ragione dopo la vittoria fuori casa, che dà la misura delle capacità tecniche del team e delle ambizioni per la stagione appena iniziata.

 

Il campo più corto

 


In queste ore, al circolo casalingo, quello in cui è stato rilevato un campo più corto di mezzo metro, abbastanza da fare scattare una sanzione durissima nel giorno dell'esordio, si sta lavorando sodo per rientrare nelle prescrizioni in vista della nuova gara casalinga del 31 ottobre. E si fa comunque la conta dei danni: «Abbiamo subito conseguenze gravi per quello che è accaduto e non abbiamo alcuna responsabilità. Il campo era stato omologato per la Serie A. La stessa persona della Federazione con cui abbiamo interloquito nelle settimane precedenti, prima di ricevere le autorizzazioni protocollate, ha poi rilevato l'anomalia. Ci hanno rovinato la festa, una grande festa». A parlare, poco prima di partire per Bassano, è stato Andrea Trono, tecnico nazionale, capitano della squadra di A2 del circolo tennis Mario Stasi e anche uno dei proprietari del Salento tennis center, la struttura nuova di zecca in cui la competizione si svolge quando non si va in trasferta.

 

Una domenica da dimenticare

 


Nella domenica di esordio era tutto pronto: i match contro Firenze non si sono giocati perché uno dei due campi scoperti del Salento tennis center è risultato più corto rispetto alle misure regolamentari. Appena cinquanta centimetri. La richiesta di misurazione è stata formulata da Firenze a cui è stato assegnato un 6 a 0 a tavolino: «Non ho remore a dirlo - spiega Trono - è stato molto spiacevole. Ancor più perché era chiarissimo che da parte nostra non c'era stata alcuna leggerezza. Gli avversari avrebbero potuto disputare ugualmente le partite, si sarebbe potuta individuare una soluzione alternativa. Non c'è stato verso. E ora procederemo in tutte le sedi possibili».
Trono ricostruisce la vicenda con dovizia di particolari. Il primo contatto con i giudici della Fit risale a tre mesi fa all'incirca. Si stava preparando la seconda stagione in A2. La precedente si era svolta nella sede storica di porta Napoli, considerato che a causa della pandemia non c'era necessità di disporre di campi coperti che, comunque, non sarebbero stati utilizzati neppure in caso di calamità.
Il verdetto fu chiaro. Tutto in ordine nell'impianto di via Quinto Mario Corrado, zona Ferrovia, all'infuori dell'illuminazione che andava parzialmente rivista. Iniziarono i lavori: «Se avessero rilevato problemi di lunghezza del campo, saremmo intervenuti tempestivamente. Non è certo un'opera onerosa» chiarisce Trono. «Ma non ci furono obiezioni. La verifica sullo stato dei luoghi è avvenuta poi qualche giorno prima dell'esordio stagionale. Vi era stato il via libera, con tanto di nota protocollata».
La situazione è precipitata poco dopo le 10 di quella maledetta domenica. «Abbiamo subito un danno di almeno 100mila euro afferma il capitano - è un episodio gravissimo che andrà chiarito nelle sedi opportune».

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