Vinto il ricorso al Tar, nuovo centro di procreazione medicalmente assistita a Muro Leccese

Vinto il ricorso al Tar, nuovo centro di procreazione medicalmente assistita a Muro Leccese
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Mercoledì 13 Aprile 2022, 14:57 - Ultimo aggiornamento: 14:59

Il Salento avrà un altro centro per la Pma, procreazione medicalmente assistita di secondo livello. In accoglimento delle tesi sostenute dagli avvocati Pier Luigi e Giorgio Portaluri per conto di “I giardini di Asclepio” di Muro Leccese, infatti, il Tar Bari  ha rigettato l’istanza cautelare proposta da una struttura sanitaria salentina concorrente nei confronti dell’autorizzazione regionale rilasciata a quella di Muro.

La vicenda inizia nel maggio 2020

Nel maggio del 2020 “I giardini di Asclepio” e l’altra struttura, attiva a Nardò, avevano richiesto ai Comuni di poter realizzare rispettivamente a Muro Leccese e a Nardò un Centro di procreazione medicalmente assistita di II livello. I Comuni hanno quindi trasmesso alla Regione le due istanze affinché l’Amministrazione regionale esprimesse il proprio parere di compatibilità rispetto al fabbisogno; atto necessario per il rilascio dell’autorizzazione richiesta da entrambe le strutture. La Regione – avendo individuato come fabbisogno una sola ulteriore nuova struttura – ha chiesto all’Asl di Lecce di analizzare la domanda di prestazioni sanitarie di PMA nella propria provincia e la distribuzione sul territorio salentino delle strutture pubbliche e private esistenti o già previste. L'Asl si è pronunciata ritenendo più opportuno attivare un Centro PMA a servizio del basso Salento e, dunque, a Muro Leccese, poiché le strutture già esistenti (o previste) sono attualmente tutte a Lecce.

Le ragioni della Asl

In particolare, in ragione dell’omogenea distribuzione su tutto il territorio provinciale della popolazione in età fertile, l’Asl Lecce ha ritenuto opportuno rendere più equo il servizio attivando un centro a servizio del sud salento a Muro Leccese. Recependo le indicazioni espresse dall’Asl la Regione ha dunque espresso il proprio parere a favore di “I giardini di Asclepio”, struttura che ha quindi consumato il fabbisogno previsto.

Il ricorso

Nei confronti di questi atti ha proposto ricorso la struttura di Nardò, sostenendo che – alla luce del principio di libertà della concorrenza – la Regione non potesse contingentare il numero delle strutture sanitarie solo autorizzate e non accreditate. Condividendo le tesi degli avvocati Pier Luigi Portaluri e Giorgio Portaluri, i quali hanno anche richiamato recenti sentenze del Consiglio di Stato, il Tar Bari ha rigettato l’istanza cautelare del Centro di Nardò sottolineando che – in settori “sensibili”, come quello sanitario e, in particolare, della PMA – le limitazioni alla concorrenza sono necessarie per garantire standard qualitativi elevati delle prestazioni. Ciò anche per le strutture non accreditate, le quali comunque devono rispettare i parametri di fabbisogno normativamente individuati.

«La pronuncia del Tar Bari - dicono gli avvocati - chiarisce che in settori particolarmente sensibili la tutela della concorrenza deve contemperarsi con il diritto costituzionalmente garantito alla salute. Inoltre, la pronuncia del Tar Bari dà il via libera a un nuovo centro PMA di II livello a servizio del sud Salento, prima completamente sguarnito: migliorando così l’equità della distribuzione dell’offerta sanitaria provinciale».

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