Tap, il primo gas a San Foca a fine 2020. La società: «Pronti a raddoppiare la portata»

Lunedì 23 Settembre 2019 di Massimiliano IAIA

Doppio annuncio dai vertici di Tap: nell'ultimo trimestre del 2020 sarà distribuito il primo gas prodotto in Italia e, intanto, è stato effettuato un test per il raddoppio della capacità. Parola di Luca Schieppati, managing director della società, che nel corso dell'Italian energy summit di Milano organizzata da 24 Ore Business School e dal Sole 24 Ore ha reso note le ultime novità sul gasdotto della Trans adriatic pipeline, che da San Foca collega l'Italia all'Azerbaidjan, e che dovrebbe entrare in funzione in Italia come previsto a fine 2020.
Si tratta di una conferma tutt'altro che scontata, soprattutto se si considera la storia travagliata dell'approdo salentino del gasdotto. «L'attuale governo ci ha appena rinnovato ed esteso la valutazione di impatto ambientale, che sarebbe scaduta domenica. Mi sembra un segnale concreto tangibile» ha detto il manager, aggiungendo che la collaborazione con il governo giallorosso «è assolutamente proficua a attiva».

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Viaggio nel cantiere del gasdotto Tap

Il decreto di proroga, firmato dal ministero dell'Ambiente di concerto con quello dei Beni culturali, è del 10 settembre e ha prorogato la validità del decreto fino al 31 dicembre del 2021. I lavori quindi proseguono secondo i tempi previsti. «In Grecia sono pronti ad inserire il gas a novembre. Da lì il prossimo anno in Albania, siamo in piena linea con i tempi. In Italia stiamo lavorando con la commissione Via e contiamo di confermare il gas in Italia nell'ultimo trimestre del prossimo anno» ha spiegato il country manager.

L'avanzamento complessivo dei lavori del gasdotto Tap, aveva spiegato la società poche settimane fa, è ormai vicino al 90%. In particolare nel contestato cantiere di San Basilio, a Melendugno, è stata ultimata la realizzazione del microtunnel che è giunto sul fondale marino a 900 metri dalla costa. Mentre procedono i lavori per la costruzione del Terminale di Ricezione. Gli 878 km del Tap tra Grecia, Albania e Italia possono trasportare 10 miliardi di metri cubi di gas, ma la loro capacità può raddoppiare. «Abbiamo fatto un market test su questa possibilità fino a 20 miliardi - ha annunciato Schieppati -. Tecnicamente non ci sono problemi, servono solo due compressori in Grecia e Albania, ma i tubi restano gli stessi».
Il Tap è parte del Corridoio meridionale del gas (SGC-Southern Gas Corridor), un insieme di infrastrutture, in parte finanziate dall'Ue, per aumentare la diversificazione delle fonti energetiche al Vecchio Continente portando gas naturale dal mar Caspio fino in Europa.

A oggi sono stati completati oltre tre quarti del progetto. La capacità iniziale equivale alla quantità di energia necessaria per 7 milioni di famiglie. Tutto il gas che Tap trasporterà è stato già acquistato per 25 anni, anche da operatori italiani (Enel, Hera ed Edison).
La società ha sempre assicurato che la spiaggia di San Foca, attraversata da un microtunnel sotterraneo, non verrà minimamente toccata dalle opere, come dimostrano - hanno spiegato - numerosi esempi di pregevoli paesaggi naturali attraversati da infrastrutture simili in Italia e all'estero.

Tra questi, il gasdotto che collega le isole Baleari con la terraferma spagnola che passa sotto una delle spiagge più affollate dell'isola di Ibiza. Tap, supportata dal suo azionista italiano Snam, sta implementando da circa un anno un'ampia strategia di coinvolgimento degli stakeholder nazionali e locali per spiegare l'assoluta compatibilità ambientale del progetto.
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Ultimo aggiornamento: 24 Settembre, 08:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA