Si tratta a Roma con i sindaci
Il ministro: «A Tap e Snam
chiederò più compensazioni»

Si tratta a Roma con i sindaci
Il ministro: «A Tap e Snam
chiederò più compensazioni»
Si tratta a Roma e, questa volta, ci sono anche i sindaci a rappresentare un pezzo di Salento. Oggi il tavolo. Obiettivo: ragionare, discutere, definire e, infine, mettere nero su bianco le compensazioni che dovrebbero “risarcire” - così dicono gli addetti ai lavori - il Salento in vista della realizzazione del gasdotto Tap e del metanodotto Snam. «Gli investimenti per il territorio», come dicono a Palazzo Chigi e al ministero.
La novità, dunque. I sindaci di Andrano e Trepuzzi, Mario Accoto e Giuseppe Taurino, siederanno al tavolo interistituzionale che discute del progetto del gasdotto Tap e del metanodotto Snam: è stata accolta la richiesta presentata dai 13 primi cittadini nell’incontro di martedì al presidente della Provincia Antonio Gabellone e al prefetto Claudio Palomba di sollecitare la partecipazione per riaprire il dialogo nell’ottica della cosiddetta “vertenza Salento”. Finora a rappresentare il territorio nella più ampia “partita” del gasdotto erano stato i Comuni guidati dal sindaco di Melendugno, Marco Potì.
Accoto e Taurino accompagneranno lo stesso Gabellone all’appuntamento in cui parteciperanno il ministro per la Coesione territoriale e Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, i responsabili delle società Tap e Snam, le parti sociali e i vertici di Confindustria Puglia. All’ordine del giorno i “ristori” da concedere al territorio nella valutazione degli impatti che il gasdotto produrrà. Compensazioni ambientali sotto forma di investimenti e di aiuti (non solo economici).
E qui ci sono le parole del ministro De Vincenti che, a margine di una conferenza tenuta ieri a Taranto, è entrato nel merito di quella che a Roma considerano «una svolta» all’insegna del dialogo. «Sono soddisfatto per la presenza della Provincia di Lecce e di una delegazione di sindaci», ha detto ricordando come, nella prima riunione di agosto, sia stato chiesto a Tap e Snam di formulare proposte di investimenti per lo sviluppo del territorio: «Ne abbiamo ricevute alcune – aggiunge - sia sul piano del sostegno alle attività produttive che per l’utilizzazione del gas a servizio di una mobilità sostenibile. Ora discuteremo le osservazioni che ci arriveranno dal territorio e dalle forze economiche e sociali, ma chiederemo a Tap e Snam di irrobustire ulteriormente i loro investimenti». Il messaggio: chiedere a Tap e Snam di impegnare maggiori risorse.
Un tavolo di confronto che ha prodotto più di una polemica. E, a conferma di ciò, Regione Puglia e Comune di Melendugno, seppur invitati, non saranno a Roma proprio perché, ritenendo l’opera «inutile e dannosa» per il territorio. La premessa per dire che non sono quantificabili compensazioni. All’obiezione replica Mario Accoto: «Non siamo qui per parlare con Tap, ma col governo e dirgli che il territorio salentino è gravato da una serie di problematiche, come il gasdotto, la statale 275, le trivellazioni. Tutte opere che, per così dire, stanno “stressando” il territorio e che la loro sommatoria fa elevare la tensione. Il Governo deve capire che le questioni vanno affrontate complessivamente per trovare un equilibrio per il bene del territorio».
Sulla stessa linea di pensiero, Giuseppe Taurino: «Sfruttiamo l’occasione per un’interlocuzione con il Governo per cercare di capire la situazione e chiedere che si apra quella che ho definito una vertenza Salento su temi come energia e ambiente. Qui nessuno rompe il fronte No Tap né si vende per un piatto di lenticchie: cerchiamo di conoscere le cose perché abbiamo la responsabilità degli amministratori per la crescita del territorio».
Ma le voci polemiche restano. Fabio Tarantino, sindaco di Martano, che già nelle scorse ore aveva sottolineato come la Provincia, finora marginale nel dibattito, non potesse tornare centrale, dalla sua pagina Facebook, rilancia: «I sindaci di Andrano e Trepuzzi possono partecipare a qualsiasi tavolo ma mi domando: a che titolo? E da chi sono legittimati?». Domande che pungono, ovviamente.
Tap farà il punto sulle proposte di compensazione da portare all’attenzione dei propri interlocutori. E lo farà insieme a Snam, la società del metadonotto che, dalla zona di Melendugno, porterà il gas fino a pochi chilometri di Brindisi “tagliando” una parte del nord Salento.
E qui le ipotesi sul tavolo sono già numerose. Alcune giù dettagliate, altre da circostanziare insieme al Governo a cui, ovviamente, spetta il via libera. Innanzitutto, il progetto di riduzione dell’emissioni attraverso una rete di distributori di metano: stazioni di servizio che possano incentivare il traffico automobilistico alternativo a diesel e benzina. Si ragiona anche sul disinquinamento del porto di Brindisi con l’obiettivo di svincolare le navi dall’utilizzo di carburanti. Al vaglio anche la realizzazione di piste ciclabili lungo il percorso dei “tubi”: è il fronte turistico-ambientale su cui c’è un via libera. Tap, che attende proposte dal territorio stesso, ha manifestato inoltre la volontà di impegnarsi a aiutare il Salento nell’emergenza Xylella, finanziando la ricerca scientifica di soluzioni. E poi c’è anche una proposta arrivata dai sindacati riguardante il “ciclo del freddo”, ovvero un processo di alimentazione industriale col gas (che produce freddo) per il settore dei surgelati.

 
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Giovedì 19 Ottobre 2017 - Ultimo aggiornamento: 11:54