Con il suv in piazza Mazzini e Sant'Oronzo, ora parla il 46enne: «In auto solo per ascoltare musica. Chiedo scusa»

Con il suv in piazza Mazzini e Sant'Oronzo, ora parla il 46enne: «In auto solo per ascoltare musica. Chiedo scusa»
di Erasmo MARINAZZO
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Sabato 27 Agosto 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 22:16

«Perché sabato sera sono evaso e mi sono messo al volante della mia Jeep Compass? Perché volevo ascoltare la musica in macchina. Sì mi rendo conto di avere messo in serio pericolo l’incolumità di passanti, ciclisti ed automobilisti. E per questo chiedo scusa».

Ieri mattina l'interrogatorio

Queste cose le ha dette ieri mattina al giudice per le indagini preliminari Sergio Tosi l’uomo che la sera di giovedì della scorsa settimana ed il sabato successivo si è reso protagonista a bordo del suo suv di manovre spericolate sul marciapiede di piazza Mazzini  e attorno all’ovale pedonale di piazza Sant’Oronzo a Lecce. Quel Carmelo De Leo, 45 anni, di Lequile, inseguito sabato per 13 minuti, anche su strade prese in controsenso, ed arrestato dai poliziotti delle Volanti con l’accusa di evasione e di resistenza a pubblico ufficiale. Quel Carmelo Leo che alla polizia locale venerdì mattina aveva detto di essere stato preda di una euforia d’amore mentre gli veniva ritirata la patente, con il sequestro amministrativo dell’auto ed una multa di 370 euro. 

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Davanti al giudice per maltrattamenti in famiglia, si difende: «In macchina per ascoltare musica»

Ieri De Leo è comparso davanti al giudice per un’altra vicenda giudiziaria, per l’accusa di maltrattamenti in famiglia nei confronti dell’ex compagna contestati nell’inchiesta del pubblico ministero Luigi Mastroniani e dei carabinieri della stazione di Cavallino, che nella tarda serata di sabato scorso lo ha visto finire agli arresti domiciliari. Ed ha parlato anche delle giravolte di piazza Mazzini e dell’inseguimento poiché conseguenti alla violazione della misura che lo avrebbe dovuto tenere recluso a casa con il braccialetto elettronico (ma il dispositivo non era disponibile).

Ha parlato, De Leo, facendo dichiarazioni spontanee poiché aveva concordato con gli avvocati difensori Francesco Termini e Roberto Pascariello di avvalersi della facoltà di non rispondere.

La difesa ha chiesto e ottenuto la perizia psichiatrica

I legali hanno chiesto ed ottenuto dal giudice che sia sottoposto ad una perizia psichiatrica sia sulla compatibilità con il carcere del suo stato di salute psichica, sia sulla capacità di intendere e di volere nelle azioni della vita quotidiana. Se ne occuperà il dottore Domenica Suma a martire dalla visita prevista in carcere da martedì prossimo.L’indagato si trova nel carcere di San Nicola da una settimana, misura convalidata dal giudice Pietro Baffa nell’udienza di martedì a cui avrebbe dovuto fare seguito il processo per direttissima sull’evasione e sulla resistenza a pubblico ufficiale. Il mancato assenso della difesa alla richiesta del pubblico ministero Simona Rizzo di una pena non inferiore ai tre anni, senza la concessione delle attenuanti generiche, con il rio del patteggiamento ha comportato il rinvio della direttissima al 16 settembre. La pm, inoltre, nella stessa giornata ha ottenuto dal gip Tosi l’inasprimento della misura cautelare per maltrattamenti in famiglia: dai domiciliari al carcere, in conseguenza dell’evasione e della pericolosità dimostrata per la mancanza di freni inibitori. «Le predette esigenze non possono essere più adeguatamente fronteggiate con la misura custodiale in corso, attese la violazione posta in essere da De Leo», le motivazioni del giudice. «Che dimostra l’assoluta incapacità a gestore le proprie reazioni e la propria emotività e la sua manifesta predisposizione a cedere, costantemente e senza remore, ai propri impulsi e stimoli aggressivi».
Ora uno psichiatra forense dovrà dire se certi comportamenti abbiano o meno un fondamento patologico.
 

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