Surbo, la conclusione del prefetto
al Ministero: «Sì allo scioglimento»

Surbo, la conclusione del prefetto al Ministero: «Sì allo scioglimento»
di Erasmo MARINAZZO
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Venerdì 4 Maggio 2018, 06:30 - Ultimo aggiornamento: 08:51
Proposto al Ministero dell’Interno lo scioglimento del Consiglio comunale di Surbo. Il parere del prefetto di Lecce, Claudio Palomba, è già a Roma sul tavolo del ministro. E la decisione sullo scioglimento pesa come un macigno sul futuro politico-amministrativo della città: regna l’incertezza assoluta sulla possibilità che resti fissato al 10 giugno prossimo il voto per il rinnovo del consiglio comunale.
Intanto il prefetto il suo lo ha fatto. Il parere trasmesso a Roma è in linea con le conclusioni depositate in prefettura dalla commissione di accesso agli atti amministrativi formata dal vice prefetto aggiunto Paola Mauro, da Nicola Miglietta (responsabile del Servizio Urbanistico del Comune di Galatina), Serena Allegrini (funzionario economico-finanziario della Prefettura), dal vicequestore aggiunto Alberto Somma (capo della Squadra mobile), dal capitano dei carabinieri Andrea Massari (comandante della seconda sezione del Nucleo investigativo) e dal tenente colonnello della Guardia di finanza Massimo Chiappetta (comandante del Gico).
Un passaggio, dunque, a sfavore dell’attuale amministrazione guidata dal sindaco Fabio Vincenti, la proposta del prefetto Palomba. Anche perché le valutazioni sono state autonome: il parere della commissione non è vincolante. Analizzando tutti gli elementi riportati nella relazione della commissione insediatasi a novembre dell’anno scorso, Palomba ha ritenuto che ci fossero i presupposti per chiedere lo scioglimento. Ossia - prevede questo la procedura - o per condizionamenti della criminalità organizzata nell’attività amministrativa o per collegamenti diretti o indiretti, e comunque frequenti, con esponenti della malavita. Nei settori dell’affidamento dei lavori, degli appalti e nell’individuazione delle imprese di fiducia dell’amministrazione. Come pure nell’assegnazione dei sussidi alle famiglie e di altri benefici.
 
E dunque, sembrano andare tutte nello stesso senso le iniziative adottate per Surbo dalla Prefettura e dall’autorità giudiziaria: in tempi recenti il Tar di Lecce ha respinto il ricorso dell’imprenditore Oronzo Trio contro il decreto prefettizio che ha cancellato le sue aziende dalla “white list”. Aziende che hanno lavorato con l’attuale amministrazione Inoltre lo stesso Trio è stato rinviato a giudizio con l’accusa di essere ricorso ad elementi di spicco della criminalità organizzata per costringere a desistere quei dipendenti che chiedevano arretrati come pure il Tfr. Questa vicenda fa parte dell’inchiesta madre dei carabinieri del Nucleo operativo di Lecce. E c’è uno stralcio in corso, coordinato dal pubblico ministero della Procura di Lecce, Maria Vallefuoco.
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