Superbonus, lavori a rilento e caos rimborsi. Nel Salento 1.500 condomini e abitazioni a rischio

Superbonus, lavori a rilento e caos rimborsi. Nel Salento 1.500 condomini e abitazioni a rischio
di Paola COLACI
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Domenica 26 Giugno 2022, 05:00 - Ultimo aggiornamento: 09:24

«Da gennaio attendo che la ditta incaricata di eseguire i lavori di efficientamento energetico in casa programmati con il Superbonus si rifaccia viva. All’inizio dell’anno è stato effettuato solo un piccolo intervento idraulico. Poi gli operai sono spariti. Non ho più notizie da mesi e il tempo passa. Rischio di dover pagare tutti i 75mila euro di lavori preventivati senza poter usufruire di alcun rimborso». La denuncia di Fabrizio Rizzo, proprietario di una abitazione privata in un Comune della provincia del Salento, è analoga alle decine di segnalazioni che da alcune settimane stanno raccogliendo le associazioni di consumatori. Codacons e Udicon in testa. 
Condomini in ostaggio dei cantieri e imprese al collasso, con il cassetto fiscale pieno, ma senza la possibilità di monetizzare i crediti in sostanza. I superbonus 110% stanno provocando un terremoto nell’edilizia. Ma ora a farne le spese rischiano di essere anche i cittadini che deve eseguire un semplice lavoro in casa o riqualificare un intero appartamento.

Scadenze obbligatorie

Proprietari che si trovano a dover attendere tempi biblici, affrontando preventivi che mai si sarebbe immaginati. Va detto, in edilizia i limiti temporali dei lavori sono segnati da confini piuttosto sfumati, tra cause di forza maggiore, circostanze imprevedibili e termini supplettivi per l’ultimazione delle opere. Con il Superbonus, però, è diverso. Il legislatore non ha previsto possibilità di deroghe alle scadenze e chi non rispetto il timing dei cantieri è tagliato fuori dalla maxi agevolazione, con il rischio concreto di dover pagare per intero gli interventi realizzati. Se i lavori non procedono spediti o se non partono in fretta, dunque, qualunque ristrutturazione rischia di saltare.

A rischio 1.500 condomini

E in provincia di Lecce a pagare il prezzo più salato dei ritardi potrebbero essere almeno 1.500 tra condomini e proprietari di abitazioni privati che sino allo scorso aprile si erano visti garantire l’accesso agli incentivi. Asseverazioni che in tutta la regione a fine maggio toccavano quota 10.635 pratiche per un totale di investimenti ammessi a detrazione pari 1,7 miliardi di euro. Ma tant’è. Alla radice dei ritardi che le ditte stanno accumulando ci sono molteplici ragioni. L’aumento dei prezzi dei materiali e la carenza di approvvigionamenti di metallo, plastica e altre materie prima a causa della guerra tra Russia e Ucraina, innanzitutto.

L'incrocio con il Pnrr

Ma a diluire i tempi dei lavori è anche la concomitanza della misura del superbonus con i progetti finanziati nell’ambito del Pnrr. E anche in questo caso è il tempo a giocare un ruolo fondamentale. Può darsi, ancora, che un fornitore manchi la consegna di un materiale. Oppure che un subappaltatore non si presenti. Ma la situazione più frequente è quella dell’appaltatore che, a causa del sovraccarico di lavoro o per ragioni di disorganizzazione - apra il cantiere, pianti un chiodo e poi vada via con la promessa di tornare. Quando non si sa. 

Le banche

C’è, infine, il capitolo “banche”. La richiesta dei bonus edilizi punta a ottenere il credito in relazione agli importi certificati per i lavori svolti. A cominciare dal superbonus 110%, le cui richieste a oggi sono già superiori alle risorse stanziate dal Governo. Il sostegno, prorogato per il 2022, attualmente è arrivato infatti al termine dei fondi messi a disposizione per l’anno in corso: questo vuol dire che i 33,3 miliardi di euro garantiti dallo Stato sono già esauriti, a causa dell’enorme mole di richieste da parte dei cittadini. Ecco perché molti istituti di credito - a cominciare da Intesa San Paolo e Unicredit - hanno esaurito lo spazio per acquistare altri crediti e ora scoraggiano l’invio di nuove pratiche di cessione. Uno stop che preoccupa non poco quei cittadini i quali hanno già iniziato con i lavori di ristrutturazione o gli interventi per accedere al Superbonus 110%. Cosa accadrà a chi ha dato il via agli interventi e attende una risposta dalla banca, sulla cessione del credito? Si vedrà. 

La profezia di Draghi

Di certo allo stato dei fatti la stroncatura del premier Mario Draghi sembra essersi rivelata profetica. Una truffa «tra le più grandi che la Repubblica abbia mai visto». Una norma che «prevede pochissimi controlli». Già a metà febbraio il presidente e il ministro dell’Economia Daniele Franco avevano incenerito il superbonus.

Il Codacons

Ora, però, a scendere in campo sono le associazioni dei consumatori. «Solo nelle ultime due settimane abbiamo ricevuto decine di segnalazioni da parte di cittadini che lamentano ritardi nei lavori e segnalano situazioni per le quali le ditte montano i ponteggi e poi spariscono - tuona Cristian Marchello, responsabile del Codacons Lecce - Ma a rivolgersi alla nostra associazione sono anche i professionisti: architetti e tecnici ai quali non è stato corrisposto il compenso pattuito per l’aspetto burocratico dei lavori. Ma molte imprese edili a causa dello stop alla riscossione del credito da parte delle banche non sarebbero più nella condizione di cedere i crediti fiscali acquisiti, soprattutto nel caso di lavori di una certa entità. Per tali ragioni il Codacons ha presentato un esposto a 104 Procure di tutta Italia. Compresa quella di Lecce naturalmente».

L'Udicon

Dello stesso avviso Maurizio Rampino, responsabile di Udicon Puglia: «A pagare il prezzo più alto del caos e dei disagi generati da un sistema di gestione del tutto errato di questa misura ancora una volta sono i cittadini. E già a centinaia ihn tutta la Puglia si sono rivolti alla nostra associazione per fare chiarezza su un sistema che di chiaro sembra avere poco o nulla. Al momento mancano le garanzie di rimborso a causa dello stop imposto dalla banche. E a fare il resto ci pensano alcune ditte fantasma: scatole vuote nate proprio sull’onda lunga del business derivante da superbonus e cantieri Pnrr».

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