Superbonus, imprese bloccate a Lecce: le banche sono senza budget

Superbonus, imprese bloccate a Lecce: le banche sono senza budget
di Andrea TAFURO
4 Minuti di Lettura
Sabato 23 Aprile 2022, 08:44 - Ultimo aggiornamento: 08:45

Campanello d'allarme per il superbonus 110% con la stretta sulle cessioni del credito che ne sta rallentando l'esecuzione delle opere in provincia di Lecce. Le misure contro le frodi introdotte dal Governo, a quanto pare stanno generando il caos. A partire dalle banche che, proprio sulle cessioni del credito, potrebbero chiudere i canali finanziari. Sono diversi infatti i milioni di euro bloccati nei cassetti fiscali di aziende e professionisti che non trovano sbocco negli istituti finanziari, con gli interventi di riqualificazione di villette ed edifici rimasti fermi su carta. Il rischio paventato dagli ordini professionali è un duro contraccolpo per il settore edile, apparso in ripresa dopo lo stop dettato dalla pandemia, al netto delle criticità per l'aumento del costo delle materie prime.

«Momeno difficile»

«È un momento difficile - afferma Luigi Ratano, presidente dell'Ordine dei Geometri di Lecce - Banche e istituti finanziari hanno rallentato sensibilmente o addirittura completato il budget d'acquisizione dei crediti e molte operazioni fiscali legati ai bonus sulla casa sono bloccate a carico di professionisti e aziende. Il bonus aggiunge Ratano - da opportunità si trasformerà in problema con gli effetti negativi visibili entro fine anno. L'auspicio dunque è che il Governo possa intervenire per adeguare le norme e incentivare nuove soluzioni di cessione del credito».

Analisi su cui si sofferma anche il presidente di Ance Lecce, Valentino Nicolì. «I bonus edilizi nella prima fase hanno garantito una eccellente ripresa al comparto, tuttavia ora stanno nascendo dei problemi legati all'esaurimento delle capacità fiscali degli istituti di credito che rischiano di danneggiare le imprese coinvolte. Sono tanti infatti gli imprenditori che stanno portando avanti con grande sacrificio i cantieri in corso sottolinea Nicolì - ma se non cambia il quadro normativo e creditizio sarà difficile acquisire nuove commesse o avviare le opere».

Le prossime iniziative

L'attesa è rivolta infatti al Governo Draghi, che aggiornando gli obiettivi di finanza pubblica, potrebbe prevedere il rinvio al 31 dicembre della scadenza del Superbonus per le abitazioni unifamiliari che al momento obbliga i proprietari ad effettuare il 30% dei lavori entro fine giugno. Inoltre potrebbe essere innalzato da 3 a 4 il numero di cessioni possibili. Intanto in Salento, sono stati 1.500 gli interventi edilizi incentivati sinora dal Superbonus. Si tratta di lavori già realizzati o ancora in corso d'opera.

È quanto emerge da un'analisi condotta da Davide Stasi, data analyst. Si stima una spesa di 265 milioni di euro che porteranno a detrazioni fiscali per 292 milioni di euro. «Sono allo studio diverse soluzioni al fine di scongiurare lo stallo del mercato. Tra le ipotesi spiega Stasi - ci sarebbe quella di depotenziare il divieto di cessione frazionata, che scatterà dal primo maggio, aprendo al trasferimento di singole annualità. Per poter ripartire, occorre poi allentare i limiti per la cessione dei crediti edilizi, valutando la possibilità di estenderla a istituti ed enti, diversi da banche ed assicurazioni. Ma l'obiettivo dovrebbe essere anche quello di rendere più percorribile la strada della quarta cessione, consentendo alle banche di avere la possibilità di scontare subito i crediti cumulati, liberando così capacità fiscale. Al momento però prosegue Stasi - la situazione in Salento è a macchia di leopardo: alcune grandi banche sono ferme, mentre altre banche, più piccole, risultano molto attive».

Quadro economico posto infine sotto i riflettori dal presidente dell'Ordine dei commercialisti di Lecce, Fabio Corvino. «In un momento storico come quello che stiamo vivendo si dovrebbero evitare continui mutamenti della normativa, cambiata già tre volte e complicando una disciplina a cui i colleghi e gli altri esperti riescono a fatica a stare dietro. È giusto bloccare i tentativi di frode mutando anche la disposizioni sulle cessioni dei crediti d'imposta ma si dovrebbe tenere conto inoltre che la maggior parte delle aziende coinvolte nel sistema dei bonus edilizi hanno modificato il loro assetto organizzativo, incrementando la loro capacità produttiva e sostenendo degli ingenti investimenti ed ora rischiano di vedere completamente stravolti i piani finanziari redatti chiosa Corvino - con un conseguente allungamento dei tempi di ritorno degli investimenti».
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA