Spiagge libere senza controlli e i salentini fanno da soli

Domenica 24 Maggio 2020 di Francesco DE PASCALIS
Finalmente spiaggia e mare. Sole e cielo terso, arenile bianco o scoglio liscio, mare cristallino. E, soprattutto, famiglie, giovani, bambini. Tutti, o quasi, in costume da bagno. Ombrelloni, sorrisi e un po' di spensieratezza, ma anche mascherine e distanziamento sociale. Lungo le coste salentine, senza distinzione tra Jonio e Adriatico. Senza differenza tra la costa leccese, brindisina e tarantina. Il primo sabato di clima quasi estivo post lockdown. E oggi, secondo previsioni, sarà lo stesso.
Primo, parziale bilancio: non c'è stata ressa sugli arenili. E, a dirla tutta, i bagnati hanno dimostrato maturità, precauzione e buon senso. Porto Cesareo, ad esempio. Tanta gente lungo i 15 chilometri di costa dell'Area Marina Protetta. E così anche sulle spiagge di Gallipoli, di Otranto, di Ugento. O nelle calette di Castro e Santa Cesarea. Elioterapia o tintarella che dir si voglia. Oltre alle prime nuotate. Tutto bene senza controlli, certo, ma cosa accadrà quando dal weekend di fine maggio si passerà a luglio e, poi, ad agosto? Cosa accadrà quando i bagnanti - di ogni età e di ogni provenienza - si moltiplicheranno? Per cinque, per dieci, per cento con l'arrivo (sperato) dei turisti. Domande che, alla vigilia della riapertura ufficiale di domani delle spiagge attrezzature, restano senza risposta. Con i Comuni in affanno. Con la sorveglianza che è ancora una chimera. E con i cartelli-segnalatori delle regole - almeno quelli - che non si vedono ancora.
«Siamo felici di rivedere il mare -affermano Alessandro e Moira, due fidanzati in spiaggia nella baia grande di Porto Cesareo- e non c'è stato alcun problema di rispetto delle regole». Sulla stessa lunghezza una famiglia che ha piantato il suo ombrellone nei pressi delle Dune: «Il bilancio della prima giornata di mare è positivo dopo tanti giorni bui e tristi. E' stata una splendida giornata di relax se pensiamo a come eravamo messi solo qualche settimana fa».
Per gli stabilimenti balneari il problema, più che il meteo, è stato farsi trovare pronti: in tanti non hanno ancora ultimato i lavori di sistemazione di ombrelloni a distanza di sicurezza. A Porto Cesareo e Gallipoli molti lidi apriranno non prima del prossimo fine settimana. A testimoniarlo ci sono i lavori in corso e la riperimetrazione delle strutture da impiantare.
«L'apertura rispetto alle paure delle scorse settimane e è un fatto positivo spiega Stefano Politi, del lido Conchiglia Azzurra e qui ci sono uomini al lavoro da qualche giorno per spianare e ripulire la spiaggia e piantare gli ombrelloni nel rispetto delle misure previste. E cioè 3 metri da un lato e 3,20 dall'altro per un totale di superficie di 10 metri quadri».
Ma sono le spiagge libere il vero nodo con cui bisognerà fare i conti. Se non domani, molto probabilmente fra qualche settimana. Salvatore Albano, sindaco di Porto Cesareo, è prudente: «Situazioni limite a parte, sono abbastanza soddisfatto della prima reazione dei bagnanti. Per ora vedo un comportamento responsabile di tanti, tranne alcune situazioni critiche come quelle che si sono verificate in qualche punto della costa. Casi di assembramenti sui quali stiamo già provvedendo ad intervenire. Per i futuro della gestione delle spiagge libere - conclude Albano - stiamo attendendo la segnaletica unica promessa dalla Regione Puglia. Poi, avvieremo le procedure di gestione degli arenili liberi di concerto con le associazioni, effettueremo controlli costanti non repressivi a costruttivi e logici e ci doteremo di app e piattaforme che consentiranno prenotazioni, monitoraggi ed allo stesso tempo controlli della costa».
Stefano Minerva, sindaco di Gallipoli, cerca la quadratura del cerchio. Non facile in questa fase. «Anche se appare ancora troppo complicato organizzarsi come da normativa - dice Minerva - mi pare buona l'idea della Regione Puglia di poter utilizzare i lavoratori che percepiscono i Red e quelli che ricevono il Reddito di cittadinanza per i controlli dei litorali. Certo, quello della gestione delle spiagge libere - conclude Minerva è un problema che non può essere risolto se non in collaborazione con i bagnanti chiamati ad essere i primi responsabili della salute propria e di quella degli altri». Certo, non sempre lasciati a fare da soli. Soprattutto quando ci sarà il pienone.
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