«Spaccio, pestaggi e orari violati»: il Ficodindia chiude per 25 giorni

Sabato 7 Settembre 2019
Pugno di ferro del questore Andrea Valentino sui locali accusati di violare le regole della convivenza civile al punto da comportare un pericolo per il mantenimento dell'ordine pubblico. Chiuso uno dei ritrovi storici della movida jonica. Il Ficodindia, a Portoselvaggio, in contrada Uluzzo. Chiuso per 25 giorni. Stagione finita, insomma, visto che il termine indicato dalla licenza è il 30 settembre. Il provvedimento è stato eseguito ieri mattina dal personale della divisione di polizia amministrativa. E non è stato certo un fulmine a ciel sereno poiché il nome del Ficodindia, ed anche di altri locali, era finito nell'inchiesta dei poliziotti della Squadra mobile culminata nel blitz del 21 agosto Pusher 3 - Piazza pulita: cinque delle 13 persone arrestate spacciavano - dicono questo le carte dell'inchiesta - nel Ficodindia.

Per questo ma anche per altre circostanze il questore Valentino ha ritenuto di applicare l'articolo del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza che prevede la sospensione della licenza in presenza di tumulti o gravi disordini, oppure qualora il locale sia abituale ritrovo di persone pregiudicate o pericolose o, comunque, se il comportamento costituisca un pericolo per l'ordine pubblico. Provvedimento di natura amministrativa e, dunque, soggetto ad eventuale revisione del Tar. Se ne sta occupando l'avvocato Paolo Gaballo, per valutare se e per quali profili chiedere la sospensiva. Intanto sulla pagina di Facebook del locale è comparso un messaggio di arrivederci all'anno prossimo: «Con immenso rammarico vi comunichiamo che, per motivi burocratici, la stagione del Ficodindia termina qui. Pertanto le ultime serate che erano in programma per il mese di settembre, purtroppo, non avverranno. Ci scusiamo per l'inconveniente e vi diamo appuntamento alla prossima stagione estiva. Grazie a tutti!».

Quattro i punti indicati nel provvedimento del questore che hanno poi determinato la chiusura. Come era accaduto nei primi giorni di agosto per il Guendalina di Santa Cesarea Terme, sono stati considerati sia alcuni episodi accaduti nel locale ed anche la violazione degli orari di chiusura: sebbene il locale fosse autorizzato a fare musica dalle 16 fino a mezzanotte, e per non più di 100 ospiti, in realtà gli orari sarebbero stati tutt'altri: dalle 23 fino alle 7 del giorno successivo. Le indagini della polizia amministrativa hanno individuato alcuni eventi pubblicizzati con questo orario. Anche quello che si sarebbe dovuto tenere ieri sera.

La decisione del questore Valentino si fonda tuttavia anche su altre valutazioni. Come le aggressioni che si sarebbero consumate all'alba del 31 agosto: la prima subita da una ragazza della provincia di Brindisi. L'altra da un ragazzo che ha riportato due ferite lacero contuse al mento, dopo essere stato preso a calci, pugni e colpi di bottiglia da una decina di giovani salentini incontrati nel parcheggio del locale.

Intervennero i poliziotti del Commissariato di Nardò, erano circa l'una e mezzo di notte. E constatarono che fosse in corso una serata, senza l'autorizzazione dell'amministrazione comunale visto che l'orario di chiusura era fissato alla mezzanotte.
Ed ora via ad un nuovo dibattito: le associazioni di categorie ed alcuni amministratori pubblici hanno criticato il pugno di ferro del questore Valentino dopo la chiusura del Guendalina. Hanno criticato l'applicazione di un provvedimento che vuole dare priorità alla sicurezza ed alla incolumità delle persone.
E.M.
  Ultimo aggiornamento: 10:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA